Mya's POV
Mamma, Omar, finalmente!
Non faccio in tempo a posare lo sguardo su di loro che subito mi lascio prendere dall'emozione e inizio a correre verso entrambi. Omar è incredibilmente agile e, in un batter d'occhio, si ritrova tra le mie braccia; le sue mani robuste mi sollevano delicatamente da terra, avvolgendomi in un caloroso abbraccio che trasmette affetto e gioia.
Dall'altra parte, la mamma deve ancora arrivare, e non posso fare a meno di notare che anche per lei gli anni si stanno facendo sentire, rendendo il suo passo un po' più lento rispetto a quello di mio fratello.
La mamma si unisce al nostro gesto affettuoso, e così, da due diventiamo tre.
Tre persone che si riuniscono, condividendo la gioia di essersi ritrovate dopo svariate settimane di lontananza. È davvero così che ci si sente? È questa la sensazione che si prova quando rivedi le persone a cui sei tanto legata dopo un lungo periodo? Eppure, sono passati soltanto due mesi.
Le braccia di Omar mi fanno sentire protetta con la sua presa decisa e salda, mentre la mamma, ha dei modi più delicati.
«Non sai quanto ci sei mancata» esulta la mamma.
Omar, come sempre da gran gentiluomo, si offre di prendere la mia valigia e insieme ci dirigiamo verso l'uscita. Qui il clima è molto più mite rispetto a Los Angeles: l'aria è ancora tiepida, nonostante sia già novembre, e c'è poca umidità.
Appena arriviamo alla macchina, con un solo braccio, Omar solleva la valigia e la mette nel bagagliaio senza alcuno sforzo.
I muscoli ben definiti sotto la maglietta rivelano che ha trascorso qualche mese in palestra; penso che dovrei iniziare anch'io.
Lo guardo e scoppio a ridere, ma in senso buono.
«Che c'è sorellina? Ti stupisci a vedere il tuo fratellone forte e muscoloso?» chiede ironicamente, mettendo in mostra i suoi bicipiti.
Avevo bisogno di lui. Riesce sempre a farmi ridere, in qualsiasi situazione. Anche per questo gli sono molto legata.
Mi ricorda Adam in tutto: lo stesso umorismo tagliente, la stessa voglia di prendere la vita con leggerezza. Sono sicura che andrebbero d'accordo.
«Dai cretino, sali in macchina» ridacchia la mamma.
Come sempre, mio fratello si siede al volante e io mi accomodo accanto a lui. Sto scrivendo di nuovo a Emily quando mi arriva un'altro messaggio: è Adam.
Adam<3: Come va? Spero che il viaggio sia andato bene, ti lascio con la tua famiglia, chiamami pure dopo se vuoi😚
Un sorriso spontaneo si affaccia sulle mie labbra alla lettura di quel messaggio. Sto davvero sorridendo per un suo messaggio!? pft, come se fosse la prima volta.
Gli rispondo subito, così non si preoccupa.
«Allora Mya, raccontaci tutto! Come sta andando l'università? La città com'è?» Chiede Omar, facendomi distrarre dal cellulare.
«Decisamente bene! Tra poco avrò la sessione invernale, io ed Emily stiamo studiando come pazze» spiego.
Racconto ogni frammento di avventura da settembre fino ad ora: della nuova casa che piano piano sento mia, dell’università che mi assorbe e mi appassiona, di quanto mi stia innamorando giorno dopo giorno della pittura e della storia dell’arte.
Parlo della mia migliore amica, un uragano con il sorriso, e delle nuove amicizie che sembrano già vecchie conoscenze.
Di Adam, invece, ancora niente. Ho quel capitolo tra le mani, ancora da scrivere. So che Omar è un po’ protettivo... è meglio lasciare che il tempo faccia ordine tra le pagine.
La mamma e Omar ascoltano ogni parola come se stessi narrando un romanzo d'avventura. Lei ha uno sguardo che conosco bene: una combinazione di felicità e orgoglio che le illumina il volto, anche senza bisogno di proferire parola. La riconosco dal modo in cui mi osserva, come se finalmente stesse vedendo sbocciare qualcosa che attendeva da tempo.
E, lo ammetto, questo mi fa sentire davvero bene.
Anche Omar sembra soddisfatto… o almeno non ha posto domande strane, il che è già un ottimo segno.
STAI LEGGENDO
Peace of Mind
ChickLitMya Rivero, una ragazza dolce e affascinante, vive in Messico con la sua famiglia e lavora in un ristorante insieme a suo fratello, con il quale ha un forte legame. Tuttavia, c'è un piccolo tarlo che la fa sentire insicura e fuori posto: l'ansia. D...
