PARTE 5

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«Pronto? Terra chiama Mya, c'è qualcuno?»

Emily cerca instancabilmente di attirare la mia attenzione, ma non riesco a concentrarmi, sono troppo affascinata dalla vista straordinaria della città, con i suoi palazzi e monumenti.
La grande e fantastica scritta 'Hollywood' sul monte. Il molo di Santa Monica... è tutto semplicemente magnifico.
Mi volto rapidamente per guardare Emily e ascoltare ciò che ha da dirmi.

«Ops...mi scusi signorina posso offrirle un cafè? L'ho disturbata?»
Scherza Emily.

«Ah ah ah, molto divertente»
Smorfio.

«Stavo scherzando scema, scusami ma mi hai fatto scassare troppo, sembra che tu abbia visto la Madonna in persona»

Probabilmente Emily è già abituata a tutto questo, io invece, non so quando inizierò ad ambientarmi. Non vedo l'ora di passeggiare per le strade illuminate; chissà, magari incontrerò qualcuno di famoso, speriamo!

«È tutto così tremendamente bello per me, sembra di stare in un set di un film»

Emily mi sorride e ricambio il gesto mentre la osservo guidare la sua nuova Smart, con grande fierezza e orgoglio.
Del resto, posso comprendere pienamente il suo entusiasmo, considerando che dovrebbe aver investito quasi tutti i suoi risparmi per acquistarla.

«E ancora hai visto poco, il sole sta per tramontare, di sera è tutta un'altra cosa, fidati»

Il tramonto qui è davvero meraviglioso. Inoltre, non vedo l'ora di visitare la casa, questa volta di persona, visto che da molto tempo io ed Em ci sentiamo solo al telefono o in videochiamata.

«Beh, benvenuta a Los Angeles Mya Rivero»
Dice dandomi amichevolmente una pacca sulla spalla.

«Allora? che mi dici della tua nuova macchina, chissà quanto ti sarà costata?» le chiedo.

«Pft, questo ferrovecchio? Nah»
Sbeffeggia Emily guardandomi con un sopracciglio alzato e indicando con la mano verso il volante.

«È stato un grosso affare grazie a mia sorella, la macchina è usata. È stato grazie a un suo amico se sono riuscita a comprarla. Dovrebbero esserci ancora delle belle macchinine in vendita a prezzi ragionevoli, se vuoi dopo ci informiamo»

Sarebbe un'ottima idea, ma per il momento preferisco ambientarmi un po', poiché non conosco ancora le strade, guidare qui, sarebbe un po' difficile per me, ma ci farò l'abitudine.

«Beh, siamo arrivate...»

Wow, di già?
Emily parcheggia la sua macchina a pochi metri da un edificio di sei piani. Prendiamo i bagagli e ci avviamo per entrare.
Qui tutto è così grande, spero davvero di non perdermi.
All'improvviso, sento il mio telefono squillare: è mia madre, così rispondo subito.

«Ehi tesoro, sei a casa? Come state?»  Mi chiede.

«Si e no, dobbiamo ancora entrare, devo prendere l'ascensore, ci sarà poco campo, comunque qui tutto ok, voi?»  Emily vive al quinto piano.

«Capisco piccola, qui tutto apposto comunque, ci manchi già»

Piccola? Da quando mi chiama così, sembra che la distanza stia già avendo un effetto su di lei.
Forse la comprendo un po'; se fossi madre, probabilmente mi preoccuperei anch'io, se non di più.

«Beh ora vai, goditi pure la casa e la serata, a dopo!»

«A dopo mamma, ti voglio bene» le rispondo sorridendo per poi chiudere la chiamata.

*Din don*

È arrivato l'ascensore! Ci dirigiamo verso la porta d'ingresso.
Emily la apre rapidamente portando con sé anche la mia valigia, e la prima cosa che osservo è che il soggiorno da solo è forse tre volte più grande della mia cucina e del salotto messi insieme nella mia casa in Messico.
I miei occhi rimbalzano da un capo all'altro dall'appartamento che ho davanti.
L'arredamento presenta uno stile moderno e la luce che penetra dalle finestre amplifica ulteriormente la percezione dello spazio.
La vista dei palazzi della città che si stagliano in lontananza è davvero spettacolare; Emily aveva perfettamente ragione: di notte l'atmosfera è ancora più bella, sembra magico.

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