⋆ Chapter 78

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Trigno rimase in silenzio per un attimo, gli occhi fissi su quella mano che Helena aveva appoggiato sul suo braccio. La stretta che si formò quando la sollevò per prendere la sua sembrava voler dire tanto, ma in quel momento Trigno sentiva un peso enorme dentro di sé. Le parole che stava per dire erano difficili da pronunciare, ma le sentiva inevitabili.

"Helena," disse finalmente, la voce più grave, "non credo che possiamo continuare così senza prenderci un po' di tempo per riflettere. Ho bisogno di capire cosa voglio davvero, e credo che anche tu abbia bisogno di farlo. Forse... è meglio se ci prendiamo una pausa."

Le parole caddero come un tuono improvviso, facendo sobbalzare Helena. Non si aspettava quella proposta. Non era pronta per sentire quel tipo di distacco, eppure, dentro di sé, sentiva che qualcosa stava cambiando. "Una pausa?" ripeté, la voce incredula.

Trigno sospirò, guardandola con una tristezza che le si rifletteva nei suoi occhi. "Forse è la cosa giusta da fare. Se non ci prendiamo il tempo di capire cosa stiamo vivendo, rischiamo di farci più male di quanto possiamo immaginare. E non voglio farti soffrire, Helena."

Helena si allontanò leggermente, come se un passo indietro potesse aiutarla a respirare meglio. Le sue mani tremavano, ma cercò di mantenere la calma. "Una pausa... non suona come una soluzione. Suona come una fine, come se avessimo già deciso che non possiamo più starci vicino."

"Non è una fine, Helena," insistette Trigno, il tono più dolce, ma fermo. "È solo un'opportunità per chiarirci, per capire se davvero vogliamo andare avanti insieme o se dobbiamo trovare altre strade. Non posso prometterti che torneremo come eravamo, ma voglio darti il tempo di pensare, così come ne ho bisogno anch'io."

Helena sentiva una fitta al cuore, come se un filo invisibile tra loro stesse lentamente spezzandosi. Aveva paura di quella pausa, di quel vuoto che si stava creando tra di loro. "E se, dopo la pausa, ci rendiamo conto che non vogliamo più essere insieme?" chiese, la voce che tradiva il suo timore.

Trigno la guardò, ma non rispose subito. "Non lo so, ma penso che sia meglio affrontare la realtà piuttosto che restare aggrappati a qualcosa che non sta funzionando. Non voglio illudermi, e nemmeno illuderti. Spero solo che saremo entrambi più chiari su cosa vogliamo."

Il silenzio che seguì fu pesante. Ogni parola sembrava come un passo verso una direzione che nessuno dei due voleva davvero prendere. Helena sentiva il cuore colmo di confusione, ma capiva che forse Trigno aveva ragione. Non potevano continuare a ignorare le domande che li separavano.

"Va bene," disse infine, a voce bassa, ma decisa. "Se pensi che sia la cosa giusta da fare, allora..."

Trigno si avvicinò a lei, posando una mano sulla sua spalla, cercando di darle una rassicurazione che sentiva di non riuscire a trasmettere completamente. "Sto chiedendo solo che prendiamo un po' di tempo per pensare. Non voglio fare errori, non voglio che nessuno di noi due si senta tradito."

Helena si sentì un po' più sollevata da quelle parole, anche se il nodo nel suo stomaco non spariva. "Ok," disse, "allora prendiamoci una pausa. Ma promettimi che, quando sarà il momento giusto, parleremo di tutto. Non voglio che questa distanza diventi un muro definitivo."

"Te lo prometto," rispose Trigno, con una sincerità che lei volle credere, nonostante tutto. "Ci prenderemo il tempo che serve. E quando sarà il momento, troveremo un modo per capirci davvero."

La stanza si riempì di un silenzio più profondo, ma stavolta non sembrava pesante. Sembrava semplicemente un respiro di sollievo, un passo necessario verso qualcosa che ancora non avevano compreso, ma che sentivano di dover affrontare.

Quando Trigno si girò per andarsene, Helena lo guardò andare via, ma senza quella sensazione di rifiuto che l'aveva accompagnata fino a pochi istanti prima. C'era solo un vuoto, uno spazio che ora doveva essere riempito da pensieri, riflessioni, e forse, un giorno, da risposte.

Questione Di Sguardi| TrignoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora