⋆ Chapter 80

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I mesi alla scuola erano passati velocemente. Tra una sfida e l'altra, il gruppo di allievi era cambiato più volte: Alessio aveva dovuto lasciare il programma a causa di un infortunio, lasciando tutti spiazzati, successivamente per il ballo era entrato Antonio. Poco dopo era arrivato anche Francesco, Giorgia aveva lasciato la scuola e al suo posto era entrata Asia, una ragazza di 17 anni di Roma.

Le classifiche soprattutto nel canto, avevano creato tensioni: non tutti erano soddisfatti delle posizioni assegnate e più di una volta c'erano state discussioni accese. Nel frattempo, avevano iniziato a produrre nuovi pezzi e le prime maglie del serale erano state assegnate. Antonia, Alessia e Asia erano riuscite a conquistarle quasi immediatamente, facendo salire la competizione tra gli altri.

Ma la partenza di Ilan aveva cambiato gli equilibri in modo ancora più netto, almeno per Helena. Ora divideva la stanza arancione solo con Trigno e Vybes, e anche se la convivenza non era mai stata un problema, l'assenza di Ilan si faceva sentire.

Helena era seduta sul divano in salone, con le ginocchia raccolte al petto. Davanti a lei alcuni ragazzi parlavano tra loro, ma lei si limitava ad ascoltare distrattamente.

Asia, seduta accanto a Francesco, si guardava intorno con curiosità. "Siete qui da mesi... com'è vivere in questo posto?"

Francesco si passò una mano tra i capelli. "Intenso. Più di quanto immaginassi."

Luca annuì. "La parte più difficile non sono neanche le lezioni, ma la pressione. Ogni giorno qualcuno può uscire e non puoi mai rilassarti davvero."

"Già..." Asia abbassò lo sguardo. "Devo ancora abituarmi a questa cosa."

Alessia che era seduta poco più in là con Antonia, sorrise. "Vedrai che ci farai l'abitudine. E poi, quando vedi i risultati, capisci che ne vale la pena."

Helena rimase in silenzio, tamburellando le dita sulla gamba. Pensava a tutto quello che era cambiato nelle ultime settimane e a quanto, in realtà, si sentisse sempre nello stesso punto.

Trigno si sedette accanto a lei e la spinse leggermente con la spalla. "Sei stranamente silenziosa."

Helena sbuffò. "Forse perché non ho niente da dire."

"L'hai mai avuto?" ribatté lui con un sorrisetto provocatorio.

Lei lo guardò storto. "Molto spiritoso."

Vybes che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio con le cuffie intorno al collo, scoppiò a ridere. "Siete carini quando battibeccate, lo sapete?"

"Inizia a cercarti una nuova stanza, Vybes" disse Helena, incrociando le braccia.

"Mi state cacciando?" fece lui con finto sgomento.

"Per adesso solo con le parole" commentò Trigno, ridendo.

Asia li osservava, divertita. "Quindi voi tre siete in stanza insieme?"

Helena annuì. "Sì, fino a poco fa c'era anche Ilan..."

Si interruppe, sentendo subito un peso sul petto. Ilan era stato un punto di riferimento per lei, e la sua assenza si faceva sentire più di quanto volesse ammettere.

Trigno la guardò per un attimo, poi distolse lo sguardo. "Non è la stessa cosa senza di lui."

"Già," mormorò Helena.

Il salone si fece più silenzioso. Qualcuno stava ancora parlando, ma Helena non ascoltava più.

Si alzò in piedi all'improvviso. "Vado in sala musica."

Trigno la osservò mentre si allontanava, poi si alzò anche lui.

Vybes sollevò un sopracciglio. "Dove vai?"

"Solo a vedere se ha bisogno di parlare," rispose lui, scrollando le spalle.

"Tu?" Vybes ridacchiò. "Interessante."

Trigno gli lanciò uno sguardo di avvertimento prima di uscire.

Helena entrò in sala musica e si avvicinò al pianoforte. Si sedette, lasciando che le mani sfiorassero i tasti senza suonare davvero.

La porta si aprì, e lei non ebbe nemmeno bisogno di voltarsi. "Trigno, cosa vuoi?"

Lui si appoggiò allo stipite della porta, osservandola. "Non ti piace stare da sola?"

Helena sospirò. "A volte sì."

"Ma non ora."

Lei chiuse gli occhi per un attimo. "No, non ora."

Trigno fece qualche passo nella stanza, avvicinandosi al pianoforte. "Vuoi suonare qualcosa?"

"Non lo so."

"Suoni sempre quando sei pensierosa."

Helena abbassò lo sguardo, poi iniziò a muovere le dita sui tasti. La melodia che ne uscì era malinconica, lenta. Dopo qualche secondo, la sua voce la accompagnò.

"C'è un'ombra tra di noi,
parole non dette che pesano nell'aria,
cerco un segno nei tuoi occhi,
ma forse è già troppo tardi."

Trigno rimase in silenzio, il viso impassibile, ma lo sguardo tradiva un pensiero che lo attraversava.

Helena abbassò la testa. "Non so nemmeno se ha senso."

Trigno si schiarì la voce. "Ce l'ha. E lo sai anche tu."

Lei strinse le mani sulle ginocchia. "A volte la musica dice quello che non riusciamo a dire noi."

Un lungo silenzio riempì la stanza. Trigno distolse lo sguardo per un attimo, poi lo riportò su di lei. "Questa canzone... parla di noi, vero?"

Helena trattenne il respiro, le dita ancora sui tasti. Poi annuì lentamente.

Trigno abbassò lo sguardo e fece un passo indietro. "L'avevo capito."

Stava per andarsene, ma si fermò sulla soglia.

"Helena."

Lei alzò lo sguardo.

"Non tenerti tutto dentro."

Poi uscì, lasciandola sola con le sue note sospese nell'aria.

Questione Di Sguardi| TrignoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora