DANIEL
Caricai il mitra e mi misi in posizione, così come tutti i miei uomini. Il buio ci avvolgeva e nascondeva, rendendoci invisibili. Bobby era al sicuro con alcune guardie nella sua macchina lussuosa a parecchi isolati da qui, mentre io ero sceso sul campo con le nostre squadre unite per avere vendetta.
Il volto di Vega mi apparve davanti agli occhi, ma scacciai via il suo ricordo per restare lucido.
"Sono entrato nelle telecamere della villa, l'abitazione è vuota. Jane ha detto che dovrebbe avere dei piani sotterranei, ma non c'è segnale né telecamere lì sotto", mi informò Jake dall'auricolare. Era anche lui lontano da qui, teneva sotto controllo la situazione grazie ad un dispositivo di ultima generazione fissato sulla mia divisa che gli forniva un'ampia visuale di quello che mi circondava e comunicavamo attraverso degli auricolari.
"I sensori?", gli domandai a voce bassa. Osservavo ogni angolo del grande giardino e avanzavo per primo, facendo segno agli altri di seguirmi.
"Jane li ha piazzati ovunque mentre noi eravamo nella foresta, non hanno rilevato movimenti dalle 20:30 circa".
Annuii anche se lui non poteva vedermi e mi sporsi oltre la pianta per controllare che fosse tutto libero.
Gli uomini vestiti di nero e con le armi pronte per ogni evenienza, aspettavano un mio cenno per procedere e, dopo un ultimo controllo, con l'indice e il medio feci segno alle unità disposte al perimetro della villa di procedere per prime.
Veloci e silenziosi, questo era quello che avevo detto nella riunione poco prima di cominciare. Non avrei accettato di uscire da lì a mani vuote e anche se Jake aveva detto che la villa era vuota, avrei rintracciato Dale o lo avrei aspettato fino a quando non avrebbe riportato il suo fottuto culo a casa.
Jane aveva controllato le sue abitudini per un paio di settimane e redatto un'agenda con i suoi orari e i suoi impegni.
Avevo sentito Bobby molto poco e fatto quelle ricerche da solo, seguendo lo stesso procedimento che ero solito usare in altre occasioni come quella.
"Dov'è Dale?", chiesi a Jake.
"Mmh ... non lo so. Secondo Jane a quest'ora dovrebbe essere a casa. Forse ha incontrato qualcuna al suo locale e si è fermato lì".
Era passata da poco la mezzanotte e Bobby mi aveva detto che lo avrebbe fatto seguire quella sera per essere certi che non fosse a casa.
"Ti metto in contatto con il siciliano?".
"No Jake, è tardi. Stiamo per entrare", gli risposi sbrigativo, mentre correvo verso l'ingresso con alcuni uomini a coprirmi le spalle.
Maneggiai con la serratura e poi diedi un calcio alla porta per scassinarla.
"Ricordate il piano: trovate la sala computer, piazzate questi su tutti i dispositivi e poi distruggeteli. Jake tu sai cosa devi fare", istruii senza giri di parole.
"Sì signore", risposero in coro.
Entrammo nella villa e mentre le unità si dividevano per salire ai piani superiori, io mi guardavo intorno in cerca di indizi.
La casa era sui toni del grigio e del bianco, tutto ordinato e pensato nei minimi dettagli. Il divano in pelle bianca era nella sala a destra, affiancato da due poltroncine e un tavolino di vetro al centro. Un tappeto pregiato ricopriva il finto parquet beige e la cucina openspace era grande e immacolata.
Mi avvicinai alle mensole della sala, sopra a varie piante, e studiai le fotografie che ritraevano Dale insieme a suo padre e ad altri uomini in giacca e cravatta, mentre stringeva loro la mano. In un'altra cornice appariva un Dale ancora molto giovane con una sigaretta in bocca e circondato da ragazze.
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LE SETTE DAME
RomanceLui era il mio Baron Samedi, il mio Signore della Morte. Non importava quanto mi ribellassi o quanto trasgredissi le regole, la mia vita ormai era nelle sue mani. Lei era la luce intensa nel mio buio, tumultuosa pace nel caos della mia vita e linf...
