DANIEL
"Fanculo!", gridai battendo una mano sul volante.
Lanciai il telefono sul sedile accanto e schiacciai ancora sull'acceleratore, incurante dei limiti di velocità. Speravo andasse tutto liscio e che Vega per una volta mi ascoltasse, ma aveva mandato tutto a puttane di nuovo.
La luce che mi indicava la sua posizione sul display della macchina cominciò a suonare e lampeggiare, segno che doveva essersi fermata da qualche parte.
Corrugai le sopracciglia perché era un posto sperduto, con nulla intorno se non una foresta e un fiume. Rallentai quando individuai la sua macchina accostata sul ciglio della strada e parcheggiai dietro per controllare cosa stesse succedendo.
C'era qualcosa di strano e un brutto presentimento mi faceva stare in guardia. Scesi dalla macchina con la pistola a portata di mano per ogni evenienza e mi avvicinai alla portiera del guidatore, per capire dove fosse finita Vega, ma la macchina sembrava vuota. Ed era anche aperta.
Le chiavi erano al loro posto, nessun segno che la mia ragazza si fosse mai trovata lì e nessuna traccia di violenza.
Corrugai le sopracciglia, con il cuore che batteva forte per la preoccupazione e l'ansia.
Non era stata rapita.
Era scappata.
Mi accesi una sigaretta, nel tentativo di non impazzire, e passai una mano tra i capelli, esausto ed esasperato.
"Dove cazzo sei", bisbigliai guardandomi intorno, con il vento che mi scompigliava i capelli.
C'era una distesa di alberi fitti oltre la strada, anche portando una squadra lì ci sarebbero volute ore per trovarla e, conoscendo Vega, non sarebbe stato facile. Ogni volta che era scappata da me in realtà voleva che la trovassi.
Quella volta, invece, mi odiava. Non voleva davvero essere trovata.
Presi il telefono e richiamai Jake.
"Allora? L'hai trovata?", mi chiese senza salutarmi.
"Solo la macchina. Lei è scappata nella foresta".
"Cazzo", sussurrò dall'altra parte del telefono "Daniel, lì è pericoloso e se non la trovi potrebbe non sopravvivere alla notte".
"Lo so, cazzo, lo so. Controlla se ha il telefono con sé", ordinai mentre consumavo la sigaretta un tiro dopo l'altro.
"È spento, l'ultimo segnale è esattamente dove ha lasciato la macchina".
Rimasi in silenzio, per pensare e cercare una soluzione. Dovevo ragionare come Vega e agire come lei. Solo così avrei potuto trovarla.
Ma il giorno dopo avrei avuto l'operazione Garcia e senza la sicurezza che fosse al sicuro, non mi sarei concentrato abbastanza. Era un fottuto casino.
"Non vuole che la cerchiamo e non vuole essere trovata", mormorò cauto Jake, ancora in chiamata, pensando la mia stessa cosa.
Feci un respiro profondo e serrai la mascella.
"E invece io la troverò, a costo di bruciare tutta questa fottuta foresta. Vuole giocare? E allora giochiamo, cazzo", sibilai furioso prima di entrare in macchina e sbattere la portiera.
"Cosa devo fare?", chiese Jake con un sospiro.
"Chiama tutta la squadra. Inizia la caccia".
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LE SETTE DAME
RomanceLui era il mio Baron Samedi, il mio Signore della Morte. Non importava quanto mi ribellassi o quanto trasgredissi le regole, la mia vita ormai era nelle sue mani. Lei era la luce intensa nel mio buio, tumultuosa pace nel caos della mia vita e linf...
