But in time
All the flowers turn to face the sun
Face the Sun – James Blunt
Quando bussa alla porta, Riley non è spaventata.
Non pensa che quella sia una pazzia.
Non le importa cosa diranno di lei.
La rabbia che le brucia dentro è una fiamma che non può estinguere. E non vuole farlo.
Resta ferma, in attesa, finché qualcuno non le apre.
Kaia.
Riley la guarda come se davanti avesse un fantasma, perché è proprio questo ciò che è: un'ombra di se stessa.
La donna che ha conosciuto quando era un'adolescente, sempre perfetta e composta, è soltanto un ricordo. Quella a un passo da lei sembra una paziente fuggita dal manicomio.
Il suo viso è terreo, spento, segnato da più rughe di quante dovrebbe averne. I capelli le ricadono in ciocche arruffate che non nascondono la ricrescita, come se si fosse rassegnata a dire addio al suo biondo cenere.
«Tu...»
La voce le esce come un ringhio impastato.
E il suo fiato puzza d'alcol.
«Come osi farti vedere qui?»
Riley non risponde. Osserva i suoi occhi acquosi e arrossati. Una parte di lei prova pena per Kaia, per l'odio che legge nel suo sguardo e che la sta divorando.
Ma quel sentimento è malriposto.
«Sparisci!» sbotta.
Riley però non si muove. Non ha intenzione di andarsene finché non l'avranno ascoltata.
«Devo parlare con voi», dice.
«Sei sorda? Ti ho detto di andare via!»
«No.»
Kaia fa un passo avanti. Le labbra fremono, come se l'avesse appena schiaffeggiata. Ha l'aria di una che potrebbe metterle le mani alla gola da un momento all'altro. E forse sta pensando di farlo.
«Se non te ne vai...» sibila. «Chiamo la polizia e-»
«Falla entrare.»
La voce che la interrompe è autoritaria, dura. La voce di qualcuno abituato a dare ordini sapendo che nessuno li contesterà.
Kaia si volta, incerta.
Josiah è in pedi dietro di lei, la schiena dritta e le braccia ferme lungo i fianchi. La camicia è abbottonata fino al collo, come se dovesse recarsi in chiesa per uno dei suoi sermoni.
Sua moglie prova a protestare, ma lui l'anticipa.
«Voglio sentire cos'ha da dire.»
Kaia impiega qualche secondo. Lo fissa come se fosse uscito di testa e le avesse fatto la richiesta più irragionevole del mondo.
Ma quella non è una richiesta. E lei sembra saperlo.
Si fa da parte e Riley entra nella casa dove – ancora non riesce a crederci – ha vissuto alcuni dei momenti più belli della sua giovinezza.
Le sembra quasi di rivedere lei e Autumn correre al piano di sopra per rinchiudersi in camera, tra scherzi e risate.
La porta si richiude alle sue spalle.
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Missing Autumn
Storie d'amore[IN REVISIONE] È il 1988 quando la vita di Riley Gilbert cambia per sempre. Ha solo quindici anni e capisce troppo presto che certi sentimenti non sono fatti per essere vissuti alla luce del sole. Non quelli che legano lei e Autumn Bates, la figlia...
