34. La ragazzina che ha creduto nel futuro

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You oughta know where I'm coming from

How I was alone when I burned my home

You Should Know Where I'm Coming From – BANKS



5 giugno 1988


«Dove... dove siamo?»

La voce di Autumn è un filo spezzato.

Quando apre gli occhi, il sole sta morendo. Lo vede scivolare dietro un muro infinito di alberi, incendiando le nuvole di rosso come se il cielo stesse sanguinando.

Si copre il viso con una mano. Per quanto tenue, la luce le esplode dentro la testa in una miriade di fuochi d'artificio che l'accecano.

Il dolore non è ancora passato. Sa che se si guardasse allo specchio troverebbe un occhio nero, gonfio, e una ferita sulla fronte. Le tempie le pulsano come hanno fatto negli ultimi...

Quanto tempo è passato?

Due giorni?

«Mamma?»

Si volta verso Kaia, seduta accanto a lei. Sua madre tiene lo sguardo fisso davanti a sé, immobile. Non risponde. Non la guarda. È come se non esistesse nemmeno.

E, in fondo, è così.

Autumn però non demorde.

«Papà?»

Josiah sospira. Per un istante, spera che suo padre stia per rinunciare. Che dica basta. Che si fermi.

Che le voglia davvero bene.

Ma ha imparato da tempo che a lei non è concesso sperare, o sognare. Né amare.

«Andiamo», dice Josiah.

Wilkinson, al volante, accelera senza esitare. Supera i cancelli di quella che sembra una città in miniatura nel bel mezzo del nulla.

New Chance Holy Center: è questo il nome che riporta la brochure che ha in grembo. Lo stesso che suo padre le ha ripetuto un'infinità di volte prima che decidesse di scappare.

Cosa le ha detto?

Il posto giusto per una come lei.

Il luogo dove potrà ritrovarsi.

Come fa a spiegargli che non si è mai persa?

Che per la prima volta nella sua vita era felice?

Autumn incolla il viso al finestrino.

Nota un gruppo di ragazze camminare in fila indiana verso uno degli edifici. Non parlano. Non ridono. Non si sfiorano nemmeno. Indossano tutte la stessa maglia blu e un pantaloncino color kaki. Da quello che vede, hanno più o meno la sua età.

A guidarle c'è una donna più grande, con una maglia arancione. Procede sicura, senza voltarsi. Neppure per la ragazza che è rimasta indietro. Non segue il gruppo. Se ne sta in ginocchio sull'asfalto, la testa china. Non prova nemmeno a rialzarsi.

Vede le sue spalle muoversi a scatti irregolari.

E allora capisce.

Sta... piangendo?

Il respiro le si incastra in gola.

«Papà...» prova di nuovo.

Ma l'auto svolta e si ferma davanti a un altro edificio. Le portiere si sbloccano con un suono secco.

Missing AutumnLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora