It's the same song and dance
You've all seen it before
Darkness holds out his hand
Then we walk to the floor
FEAR – NF
22 ottobre 2001
Riley chiude gli occhi.
Le luci fredde non le sono mai piaciute. Le fanno pulsare le tempie come se qualcuno le avesse conficcato degli spilli nella testa. È uno dei motivi per cui evita gli ospedali. L'altro è che li ha sempre trovati più deprimenti dei cimiteri.
Quando osserva le persone in sala d'attesa si chiede se stiano aspettando i risultati di un esame che può cambiare la loro vita, o se siano lì per assistere agli ultimi momenti con qualcuno che amano. E lo detesta.
Dicono che gli ospedali siano luoghi di speranza. Per lei, sono solo tristi.
Si massaggia piano il collo.
La gola le brucia a ogni respiro. Persino deglutire è uno sforzo tutto nuovo.
L'infermiera le ha detto che è stata fortunata. Avrebbe potuto ritrovarsi con la trachea schiacciata, o riportare danni neurologici. Per non parlare della morte, ovviamente.
Invece, se la sarebbe cavata con qualche capogiro e degli antidolorifici.
Eppure, lei non si sente fortunata.
Per niente.
Si volta verso la finestra. Fuori, l'alba è ancora lontana.
Ha ancora davanti agli occhi il volto di Foster. Le sue dita che le strappano l'aria, la pressione, lui che la implora di stare ferma. Come le chiedesse di aiutarlo.
E Shepherd che le salva la vita.
Durante il tragitto non ha aperto bocca. Si è limitato a scortarla fino al Lincoln Care Hospital di Oakfield, con Foster ammanettato sui sedili posteriori che piagnucolava come un bambino.
Nessuna spiegazione. Nessuna domanda. Niente sulle nocche sporche di sangue. O sulla furia che gli incendiava lo sguardo.
Sono rimasti in silenzio fino al pronto soccorso. Poi lui è sparito insieme a Foster.
Adesso, non sa cosa fare.
Tornare a casa?
Fare le valigie e sparire da Redwood una volta per tutte?
Guarda il proprio riflesso nel vetro. I lividi violacei sul suo collo le ricordano una verità che non può ignorare.
Sono quasi morta.
Quella consapevolezza le pesa addosso a ogni respiro.
Ripensa alle parole di Harrison. A come l'abbia pregata di scegliere se stessa. Di smettere di sacrificare tutto per Autumn.
Cosa dirà quando scoprirà che per quella ragazza è disposta a perdere tutto?
«Grazie per avermi salvata.»
Anche la vita.
«No, Ry... Sei stata tu a salvare me.»
Riley scivola giù dal letto e infila gli stivali.
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Missing Autumn
Romance[IN REVISIONE] È il 1988 quando la vita di Riley Gilbert cambia per sempre. Ha solo quindici anni e capisce troppo presto che certi sentimenti non sono fatti per essere vissuti alla luce del sole. Non quelli che legano lei e Autumn Bates, la figlia...
