26. Sogni che sanno di favole

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Remember when we'd

Stay up late and we'd talk all night

In a dark room lit by the tv light

Through all the hard times in my life

Those nights kept me alive

Those Nights - Skillet



27 marzo 1988


«Basta, sono fusa.»

Autumn chiude il libro e si alza, lasciandola in compagnia degli appunti.

Riley sospira, rassegnata. Sa già che quello segnerà la fine della loro sessione di studio.

«Sai che il test è domani, vero?»

Indica i fogli pieni di scarabocchi sparpagliati intorno a lei sul tappeto.

Date, nomi, luoghi.

Hanno trascorso l'intero pomeriggio cercando di memorizzare i principali eventi dell'espansione a ovest e le cause della Grande Depressione.

Non che ci siano riuscite.

Autumn è pessima con le date e lei...

Nella sua testa c'è una confusione che non ha nulla a che vedere con la storia americana.

È lì da mesi, e non sa cosa fare per liberarsene.

O forse non vuole.

Forse, in quella confusione vuole annegarci.

Si volta a guardarla, come se i suoi occhi non avessero alcuno scopo senza di lei.

«Altri venti minuti?»

Autumn si lascia cadere sul letto, sfinita.

«Se riprendiamo, sarai testimone di una vera depressione», ribatte. «La mia.»

Si scambiano un'occhiata silenziosa prima di scoppiare a ridere entrambe.

Ridono senza sosta, fino alle lacrime, come se quella fosse la battuta più divertente cha abbiano mai sentito. E quando smettono, Riley sente che il suo sorriso è ancora lì.

Troppo timido per dire la verità.

Troppo impacciato per confessare ciò che ha dentro.

Si appoggia con la schiena al letto di Autumn, il quaderno ancora aperto sulle ginocchia.

Lo sguardo scivola sulla grande libreria che le ha invidiato sin dalla prima volta che ha messo piede nella sua stanza. Le copertine colorate dei romanzi sembrano disegnare un arcobaleno scomposto che ammirerebbe per ore.

«Come fai a ricordare tutti quei personaggi e non memorizzare neanche una data?»

«Questo è uno dei grandi misteri dell'universo.»

Riley getta la testa all'indietro, gli occhi persi sul soffitto.

«Domani sarà un disastro.»

«Ti sbagli», replica Autumn. «Come sempre.»

«Io non sbaglio mai.»

«Ma davvero?»

Autumn si china sul quaderno.

Sente i capelli rossi sfiorarle il viso, il profumo riempirle i polmoni. Il suo calore è così vicino che il respiro le si spezza nel petto.

Ha paura.

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