19. Finti colpevoli, vere colpe

78 24 22
                                        

A warning to the people

The good and the evil

This is war

This Is War – Thirty Seconds To Mars



19 ottobre 2001


I neon sono spenti, ma l'insegna resta comunque un pugno nell'occhio.

Riley osserva l'immagine della donna sopra la sua testa. Sarebbe completamente nuda se non fosse per le due birre che le coprono il seno. Davvero di classe.

Infila le mani nelle tasche della giacca e inspira.

Si chiede se quella sia la decisione giusta.

Non dovrebbe essere lì.

Harrison le ha detto di aspettare, di dargli un po' di tempo per raccogliere informazioni su Julian.

Posso ancora tornare indietro.

Ma non è vero. Non può.

Farlo vorrebbe dire chiudersi di nuovo in casa, come ha fatto negli ultimi due giorni. Non riuscirebbe a sopportarlo.

Quell'attesa le è sembrata solo un altro modo per soffocare.

E lei non ne può più.

Aver saputo che Dakota è viva e fuori pericolo non le basta. Purtroppo, dopo l'intervento è andata in coma e non può testimoniare in suo favore.

Deve salvarsi da sola.

Riley spinge la porta ed entra.

Il vociare l'aggredisce all'istante. Risate troppo alte, imprecazioni, il suono secco delle palle da biliardo che si scontrano.

Il bar è quasi pieno quel pomeriggio. Ci sono diversi uomini che stanno bevendo ai tavoli. Indossano delle giacche di pelle tutte uguali, con uno strano simbolo cucito sulla schiena. Dei biker, senza dubbio.

Il tanfo di birra stantia e fumo è insopportabile, ma lo ignora.

I suoi occhi si spostano sul bancone.

Julian è lì, sta parlando con una ragazza seduta su uno degli sgabelli. È chino su di lei, la mano quasi sfiora quella della povera sventurata. La poveretta neanche riesce a guardarlo in faccia, imbarazzata.

A Riley è chiaro che quella ragazza vorrebbe solo bere il suo drink in santa pace, ma è troppo timida per dirglielo.

Lei, invece, no.

Attraversa il locale. Sente gli occhi dei biker su di sé, sul suo corpo, fin sotto i vestiti. Qualcuno di loro fischia, un paio la invitano a sedersi sulle loro gambe. Ma non rallenta.

Si ferma accanto alla ragazza e le poggia una mano sulla schiena. Lei ha un sussulto, ma non l'allontana.

«Ti serve una mano?», le chiede.

Julian si ritrae, sorpreso.

«Tu...»

Riley neppure lo ascolta.

«Perché non ti rimetti in viaggio?» propone alla ragazza. «Questo lo offro io.»

I suoi occhioni da cerbiatto la fissano per un secondo, come se si stesse chiedendo se la sua salvatrice sia reale. Alla fine, annuisce sollevata e scivola giù dallo sgabello. Si allontana verso la porta, mormorando un grazie che Riley sente appena.

Missing AutumnLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora