I see those tears in your eyes
But I feel so helpless inside
Oh, love, there's no need to hide
Just let me love you in your hardest times
Tired – Gavin James
13 giugno 1988
La musica si ferma.
Lo spettacolo è finito.
Le cheerleader e i giocatori della squadra di basket escono dal campo e raggiungono il resto degli studenti sulle gradinate.
Qualcuno accenna un applauso, ma lo interrompe subito. Forse, ha capito che non è il caso. Che quella non è una partita dei Wild Cats.
Il brusio si alza. Rimbalza sulle pareti, si diffonde.
Ma Riley non ascolta.
È in piedi sugli spalti, gli occhi rivolti al piccolo palco che è stato allestito per l'occasione.
La fotografia di Howard Hooper è montata su un cavalletto. Non ne hanno scelto una in cui era giovane. Anzi, a dirla tutta ha la faccia storta e un sorriso da ebete. Sembra quasi che abbiano stampato la prima che hanno trovato.
Per terra, un tappeto di fiori. Un ultimo omaggio.
Il corpo docenti è schierato lì davanti, accanto al comitato dei genitori.
Riconosce Kaia Bates. Le mani giunte, il viso tirato. Non guarda mai verso le gradinate.
Al contrario di Josiah.
Ha appena tenuto il suo sermone e adesso se ne sta lì, con le spalle larghe e la postura severa.
E la fissa. La fissa come se in quella palestra esistesse soltanto lei.
Riley distoglie lo sguardo.
Non riesce a sopportare quegli occhi. Il modo in cui la giudicano. La odiano.
Se soltanto fossi qui...
Ma Autumn non è seduta su quegli spalti. Non è china a scrivere sul suo quaderno, magari annoiata, persa nel proprio mondo. Non è sgattaiolata via per nascondere un'altra lettera nel suo armadietto.
Lei non c'è.
La voce di una donna la strappa ai propri pensieri. È composta, pesata, come se avesse provato quel discorso decine di volte.
Lilian Grant ringrazia i presenti.
Per i successivi dieci minuti parla di perdita, di comunità, di valori. Ricorda che Howard Hooper era un uomo buono, un educatore che ha fatto tanto per generazioni di studenti e Redwood.
Riley ascolta, come tutti.
Eppure, quelle parole le suonano finte. La professoressa Grant non esita, non tentenna. È come se non provasse nessuna emozione.
Quando conclude, scatta un altro applauso. Stavolta però non è isolato. Le mani battono piano, educate.
La professoressa Grant attende finché non si esaurisce. Alla fine, è Kaia Bates a raggiungerla sul palco.
Il suo annuncio, in qualità di presidentessa del comitato dei genitori, non sorprende nessuno.
Tutti sapevano che sarebbe successo.
STAI LEGGENDO
Missing Autumn
Storie d'amore[IN REVISIONE] È il 1988 quando la vita di Riley Gilbert cambia per sempre. Ha solo quindici anni e capisce troppo presto che certi sentimenti non sono fatti per essere vissuti alla luce del sole. Non quelli che legano lei e Autumn Bates, la figlia...
