People like us, we don't need that much
Just someone that starts
Starts the spark in our bonfire hearts
Bonfire Heart – James Blunt
4 febbraio 1988
«Verrai stasera?»
Riley si morde le labbra. Ci pensa da ore. Da quando Autumn gliel'ha chiesto la prima volta, con quella naturalezza che lei non avrà mai.
E che le invidia.
«Dai, non farti pregare!» insiste Autumn.
Le dà una gomitata. Riley sente la risata affacciarsi alle labbra, ma la trattiene.
Se accettasse, correrebbe il rischio di sentirsi di troppo.
Sbagliata. Ridicola.
Come sempre.
«Me lo hai già chiesto stamattina», le fa notare.
«E ancora non mi hai detto di sì, Ry.»
«Potrei anche dirti di no.»
«Ne dubito.»
Anch'io, si intromette la voce nella sua testa.
Riley si sistema lo zaino sulle spalle e continua a camminare accanto a lei. La pausa pranzo sta per terminare e dovrebbe ripassare per il test di storia, ma i suoi pensieri sono occupati da quello che per Autumn è solo un invito al bowling.
Per lei, però, non è così.
Ha paura.
Paura delle battutine delle sue amiche.
Paura di essere sempre e solo quella strana, la ragazza con la macchina fotografica.
Ma, più di tutto, ha paura che qualcuno si accorga di come guarda Autumn.
Persino adesso si obbliga a fissare il corridoio davanti a sé, a non arrendersi a quegli occhi verdi che la fanno sentire scoperta.
Vista.
Tutto per non rovinare qualcosa che non ha ancora un nome e che forse non lo avrà mai.
E le costa.
Le costa più di quanto vorrebbe ammettere.
«Non credo di stare molto simpatica a Dakota», dice.
Si concede di respirare.
Non è il vero motivo, ma non è neppure una bugia.
Ha l'impressione che Dakota preferirebbe non averla tra i piedi e che nessuno si dispiacerebbe davvero se quella sera restasse a casa.
«Lascia perdere Kota», ribatte Autumn. «Vieni per me!»
Le parole sono ancora sospese che rallenta il passo. Il suo sguardo scivola nel vuoto, come se si fosse accorta troppo tardi di quello che ha detto.
Come se le fosse sfuggito qualcosa di più.
Attorno a loro il corridoio brulica di voci, risate, ragazzi che si rincorrono e cheerleader che starnazzano.
Ma nessuno fa caso a loro. Ed è una fortuna, perché Riley può permettersi di guardarla.
«Autumn...»
«Non devi venire se non te la senti», si affretta a rispondere lei. «Scusami.»
Riley vede qualcosa tremare dietro quegli occhi. Vorrebbe rassicurarla, dirle che non è colpa sua. Che se potesse passerebbe ogni singolo secondo con lei.
Ma non può.
E quelle parole vengono sostituite dal silenzio.
«Posso... passare un po'», dice alla fine. «Non fino a tardi.»
Gli occhi di Autumn trovano i suoi. Sulle sue labbra affiora un sorriso quasi incredulo. Ma le resta addosso.
«Grazie, Ry.»
Restano lì, ferme. Si guardano come se avessero un fiume di cose da dirsi ma nessuna delle due sapesse da dove iniziare.
È Autumn a spingere di nuovo il mondo in avanti.
È sempre Autumn.
«Sei pronta per il test?»
Riley sbuffa, divertita. «Domanda di riserva?»
«Dici sempre così e poi vai alla grande.»
«Tutta fortuna.»
«Dammi il libro», la sfida Autumn. «Ti interrogo, così vediamo se è davvero solo fortuna, cara la mia secchiona.»
«Come vuoi, ma preparati a una grossa delusione.»
Si avvicina alla fila di armadietti. Il suo è sempre lo stesso, con l'ammaccatura in basso e la serratura capricciosa che si blocca quando non la gira nel modo giusto.
Autumn si appoggia accanto, le braccia conserte come in attesa di qualcosa.
Riley apre lo sportello.
E il suo cuore perde un battito.
Davanti a lei, in cima alla pila di libri, c'è un foglio piegato con cura.
Lo prende piano e legge il nome scritto a mano.
«Ry.»
Si volta verso Autumn.
È ancora lì, al suo fianco, ma non c'è traccia della sua solita sicurezza. Le dita tormentano le lunghe ciocche rosse, lo sguardo carico di ansia e... altro. Qualcosa che non le aveva mai mostrato.
Speranza.
«È una lettera», dice Riley accarezzando il foglio.
Autumn annuisce piano.
«Ho pensato... scrivere a volte è più facile per me.»
Riley la apre.
Quella è la calligrafia di Autumn. Un po' storta, ma ordinata.
Legge la prima riga della ragazza che un giorno – ne è certa – diventerà una scrittrice.
«Queste parole resteranno. Così, anche se un giorno dubiterai di me, saprai che qui ero sincera.»
Solleva di nuovo lo sguardo su di lei.
«Autumn, io non dubiterò mai di te.»
«Me lo prometti, Ry?»
«Te lo prometto. Non hai bisogno di una lettera.»
Autumn sorride. Un sorriso piccolo, che vorrebbe raccontarle più di quanto può. Ma sincero.
«Invece sì», dice. «Perché scriverti è più facile che guardarti negli occhi.»
«Autumn, io...»
«A volte non riesco a dirti ciò che penso. E ho... paura che questo ti allontani da me. Ti scriverò ogni giorno, Ry. Così non potrai dimenticare quello che siamo.»
Riley si perde nelle sue parole.
Quello che siamo...
Non sa cosa rispondere. Non sa cosa provare.
Di una cosa però è certa.
Avrebbero superato tutte le loro paure.
Insieme.
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Missing Autumn
Romansa[IN REVISIONE] È il 1988 quando la vita di Riley Gilbert cambia per sempre. Ha solo quindici anni e capisce troppo presto che certi sentimenti non sono fatti per essere vissuti alla luce del sole. Non quelli che legano lei e Autumn Bates, la figlia...
