Il calore della passione.
Mi alzai improvvisamente, percependo le lenzuola aggrovigliate intorno alle mie gambe e la maglietta del pigiama incollata alla mia schiena sudata. Avevo le palpitazioni e sentivo la lingua pesante, come se fosse una oggetto estraneo nella mia bocca. Tirai indietro con le dita i capelli arruffati e strizzai gli occhi verso la sveglia, accorgendomi, con mio grande sconforto, che erano soltanto le due e mezzo di notte. Perchè mi ero svegliata così di soprassalto? Un movimento nella stanza buia mi fece drizzare le orecchie e pulsare il sangue nelle vene. Mi accovacciai, stringendo le gambe al petto, contro il muro dietro di me, cominciando a tremare come una foglia.
《C'è...c'è qualcuno?》Sussurrai appena, nascondendo il naso e buona parte del viso sotto le lenzuola. Rividi passare un'ombra e il sangue mi si gelò. Ero immobile, come se, stando in quella posizione, chiunque fosse entrato nella mia stanza non si sarebbe accorto di me. Seh, certo. 《Vi prego...non...non fatemi del male》Bisbigliai, più a me stessa che all'intruso. Tentai di stringere le palpebre per mettere a fuoco, nella più totale oscurità, ciò che sembrava trovarsi proprio ai piedi del mio letto. Non riuscivo a capire, ero talmente spaventata e schockata da non riuscire a muovere nemmeno un muscolo. E se fosse stato un assassino? E se mi avesse voluto fare del male? Ero nel panico, cominciai a pregare tutti gli dei dell'Olimpo, affinchè quello fosse soltanto un incubo, un bruttissimo e terribile incubo. Ecco perchè mi ero svegliata! Avevo sentito un rumore...oddio! Cosa voleva farmi? Mi avrebbe pugnalata? Picchiata? Rapita? Cominciai ad ansimare, nonostante cercassi di fare il più silenzio possibile. L'ombra si mosse più in avanti, fino a che i raggi della luna piena non colpirono la sua faccia, rivelandone i tratti duri e sensuali, la mascella contratta e i piercings brillanti sotto l'effetto luminoso del satellite. I capelli erano arruffati sulla fronte e il labbro inferiore era incastrato tra i suoi denti in un morso molto accattivante, sebbene lui non se ne rendesse conto. Abbassai lo sguardo e deglutii con rumore, trovandomi ad osservare due pettorali d'acciaio, i cui capezzoli erano attraversati da due piercings metallici, e degli addominali da urlo, ricoperti da tatuaggi indecifrabili in quel momento. Probabilmente Dylan portava soltanto i pantaloni del piagima, dato che non indossava altro, nei limiti del mio raggio visivo.
《Che...uhm...che ci fai qui?》Dissi con uno stridio di voce, vergognandomi di aver parlato con un tono di voce leggermente sorpreso e spaventato. Per un attimo avevo persino pensato che la mia vita stesse volgendo al termine...
Lui non rispose, ma si limitò a stringere con le dita lo schienale di legno del letto, tendendo i muscoli delle braccia, facendo esaltare i tatuaggi meglio visibili. Sospirai e distesi le gambe, piegandone prima una e poi l'altra. Lo sentii prendere un respiro bello grande. Ci fu del silenzio, troppo silenzio. Decisi di dover dire qualcosa.
《Dylan, cosa stai facendo? Non mi sembra tanto normale presentarsi nella mia stanza alle due e mezzo di notte. Non ti pare?》Lanciai un'occhiata alla sveglia, assicurandomi di non essere pazza e di non essermi immaginata tutto. Lui chiuse gli occhi e trattenne il respiro, rendendo l'atmosfera intorno a noi ancora più ricca di mistero e incertezza. Cosa voleva? Cosa ci faceva lì?
《Non riesco a dormire》Sobbalzai non appena sentii le sue parole, che furono marcate dal suo tono roco e basso, un miscuglio di malinconia e tristezza. Mi morsi un labbro e annuii impercettibilmente, completamente insicura sul da farsi. Dovevo forse chiedergli il perchè? Dovevo invitarlo a sedersi accanto a me? A dormire con me? Mi feci coraggio e risposi.
《Vuoi...》Mi schiarii la voce. 《Vuoi venire nel letto con me?》Okay, la domanda non era uscita proprio bene dalla mia bocca, sembrava più una richiesta sconcia che un tentativo di aiuto, ma sperai che Dylan comprendesse le mie intenzioni e non travisasse il tutto. Lui alzò lo sguardo su di me e sentii tutta la potenza dei suoi occhi concentrarsi sui lineamenti del mio viso. Rimasi senza fiato, mentre le sue pupille esploravano la mia espressione, catturando ogni mia minima smorfia o accenno. Aspettai ed aspettai, fino a che lui non si mosse, staccandosi dallo schienale di legno, intarsiato nel dettaglio, procedendo verso il lato del letto, dove io stavo. Mi lambii le labbra con la poca saliva che era rimasta e non mi spostai nemmeno di un millimetro. Non volevo spostarmi, ecco.
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ALL BLACK || Dylan O'Brien
FanfictionPUBBLICAZIONE E-BOOK! A BREVE IL LIBRO VERRÀ PUBBLICATO CON LA CASA EDITRICE HOT EDIZIONI! Stiamo ultimando l'editing e presto potrò darvi la data di uscita del libro che prenderà il nome di "ALLE TUE REGOLE". Stay tuned!❤️🫣 PRECISAZIONI: •STORIA S...
