Capitolo 7

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Comportamento anormale.

Mi svegliai di soprassalto, madida di sudore. Avevo il respiro corto e i battiti accelerati.

Mi portai una mano sul cuore e respirai profondamente.

Quella notte sognai me stessa nella biblioteca. Ero sola, e soltanto una piccola lampada illuminava ciò che stavo leggendo. Il libro era lo stesso che leggevo sempre, ossia quello sugli incantesimi Aztechi, ma questa volta le parole erano scritte in rosso e...sanguinavano.
Dall'oscurità è comparso, improvvisamente, Dylan, che mi ha preso per il collo e mi ha scaraventata al muro, ripetendo sempre le stesse parole: Non sei degna di noi.

《Mio Dio! Stai bene?》Francis piombò nella mia stanza, mentre ancora indossava il pigiama da notte.

Scossi la testa e mi sforzai di fare un sorriso, per lo meno tirato.

《Ho solo fatto un brutto incubo》 Deglutii, portandomi le coperte fin sopra al collo.

La mia amica annuì, sedendosi al capezzale del mio letto. Mi passò una mano sulla guancia e sospirò.

Quell'incubo mi aveva traumatizzata! Perchè il mio cervello aveva elaborato una cosa del genere?

《Ti prego...dimmi che Dylan non c'entra niente》

Sgranai gli occhi e impallidii. Perchè tutto ruotava intorno a lui?

《Ma cos'ha di così tanto oscuro da farsi odiare?》Sbottai, strattonando le coperte.

Francis si mosse a disagio, distogliendo lo sguardo da me.

《Non ho voglia di parlarne. È una vecchia storia》Blaterò, alzandosi in piedi per andare a fare colazione.

Sospirai, affranta.

《Se non mi dite da cosa devo stare attenta, io continuerò a fare le mie ricerche e a parlare con lui》 Confessai, riscontrando nel suo sguardo pura rabbia.

《Ti innamorerai di lui e, quando finalmente sarai sua, lui ti ripudierà nel peggiore dei modi》

Rimasi a bocca aperta, priva di qualsiai parola o capacità espositiva.

《Fidati》Concluse, prima di sbattere la porta della camera.

Mi gettai indietro sul cuscino e provai a ricordare i particolari del sogno. Come le lettere rosse e sanguinanti, l'oscurità della biblioteca e la furia di Dylan. Tutto questo, però, non mi spaventava, anzi mi spingeva a saperne di più su di lui e sul suo gruppo di amici. E Francis non me la raccontava giusta.

***

《Stasera finisci alle quattro, fiorellino》Oramai Rob aveva cominciato a chiamarmi così e mi stava bene, dato che era sempre meglio dell'appellativo 'verginella', datomi da Roxanne.

《Così tardi?》Borbottai, legandomi il solito grembiule attorno alla vita.

Lui fece spallucce e sorrise, mentre i piercings alle guance gli crearono delle fossette molto sexy.

《Eccoti! Hai parlato con Francis?》Ginevra mi corse incontro, muovendo i suoi bellissimi fianchi.

Era davvero una bella ragazza. Molto acqua e sapone, modesta e gentile. Dai suoi brevi racconti sapevo che lei e il suo ragazzo, Jamie, avevano dovuto affrontare tanti ostacoli per stare insieme e che anche allora ne stavano affrontando degli altri. Ripeteva sempre che l'unica cosa che lei sapeva con certezza era che si amavano alla follia.

《Francis non vuole affrontare l'argomento 'Dylan' per adesso, quindi vado per la mia strada》La vidi roteare gli occhi e sospirare.

Un gruppo di motociclisti di Miami ordinò una trentina di birre, tutte alla spina. Gemetti quando venni a sapere l'ordine, ben consapevole di doverli riempire io, trenta boccali.

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora