Capitolo 40

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Svolta.

<Scelgo lei>

Riaprii gli occhi non appena sentii le grida di Dylan, che stava imprecando a più non posso dietro alle mie spalle. Trant mi stava fissando ed aveva l'indice puntato verso di me, mentre qualche ragazza sbuffava e mi insultava, sussurrando.

<Oh, no...quella è la Sottomessa di Dylan. Cazzo, Trant non doveva proprio farlo.>

<Ho sentito dire che Dylan ci tiene alla sua nuova Sottomessa...>

<Guardalo, è disperato...>

Percepii queste breve conversazione tra due ragazze poco lontane da me, ma il tutto si fermò non appena il presentatore ordinò al mio Dominatore di farsi avanti, nonostante fosse palese che fosse proprio Dylan. I tre uomini furono scaraventati agli angoli del ring e il moro si fece avanti, pestando i piedi per terra come se avesse la furia di Ade dentro di sè. <Non ti lascerò andare così facilmente> Mi passò accanto, bisbigliando queste parole al mio orecchio, facendo oscillare con il fiato le ciocche di capelli. Rabbrividii e fui riportata alla realtà. Trant aveva scelto me, come Roxanne aveva predetto e, per l'appunto, la rossa in questione stava sogghignando.

<Bene, Trant ha scelto la ragazzina dai capelli biondi. Confermi essere il suo attuale Dominatore?>

<No.>

A questa risposta l'improvviso silenzio si trasformò in un vocio generale, le persone parlavano, e, inoltre, c'era chi stava urlando e imprecando ad alta voce. Non capivo quel 'no', perchè aveva risposto in quel modo? Io ero la sua Sottomessa, me lo aveva chiarito più volte. Roxanne aveva piegato la testa di lato e stava parlando animatamente con una ragazza al suo fianco. Percepivo tante persone dire "non ci posso credere" oppure "ma che cazzo gli è preso". Io ero sconvolta, non capivo. Poi Dylan parlò, cosicché tutti si zittirono in un colpo.

<Non sono soltanto il suo attuale Dominatore, lo sono e lo sarò sempre, perchè nessuno la tocca eccetto me.> Le voci ripresero e poi si fermarono nuovamente, facendo calare gli interi sotterranei in un silenzio tombale ed inquietante. Roxanne aveva la faccia bianca e goccioline di sudore stavano attraversando la sua fronte, candendo sul naso. Spalancai la bocca e mi portai, impercettibilmente, una mano sul cuore. Quelle parole mi avevano mosso qualcosa dentro e, anche se non speravo che lui mi amasse, avevo finalmente una piccola speranza che un giorno potesse accadere. O forse gli piacevo soltanto come Sottomessa...

<Non dire sciocchezze, ragazzo. Le regole sono queste. Perdi l'incontro, perdi una Sottomessa. Adesso, conducila tra le braccia di Trant.>

<Non è un cazzo di oggetto. Non la posso trattare come un animale da addestrare ai miei comandi. È una ragazza, una...lei è diversa da noi.> Concluse, alzando fiero lo sguardo avanti a sè, fissando con coraggio felino il presentatore, che aveva gli occhi fuori dalle orbite. Trant, d'altro canto, aveva fatto un passo indietro, stupito da ciò che stava accadendo. Io mi commossi e, senza capire il perchè, mi ritrovai ad avere gli occhi di tutti puntati su di me. Mi aveva quasi sempre trattata come un oggetto e adesso ne usciva con questa affermazione, ma cosa stava succedendo?

<Ehm, cosa dire...le regole...cioè> Balbettò l'ometto in evidente indecisione.

<Me ne frego delle regole. Lei sta con me, punto.> Ancora non mi guardava, era impegnato a torreggiare sul presentatore e a spiegare le sue intenzioni. Avrei voluto saltargli addosso ed abbracciarlo, perchè stava lottando per me, e non credevo che gli stessi così tanto a cuore, da arrivare persino a rompere il regolamento e a sfidare le norme, che lo avevano reso ciò che era allora. Trant, però, si fece avanti, sfiorandosi con una mano la cicatrice sulla faccia. Mi guardò, penetrandomi nell'anima e non riuscii a mantenere lo sguardo, abbassandolo sui miei piedi.

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora