Capitolo 16

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Vicina alla verità.

《Arya》

Sorrisi.

《Trant!》

Si avvicinò a me con passo indeciso, riflettendo se fosse giusto abbracciarmi o meno. Decise di non farlo e di limitarsi ad un'alzata di mento, che io apprezzai.

《Cosa ci fai qui?》Chiesi, un po' turbata dalla sua presenza nei pressi della biblioteca della città. Non mi sembrava proprio il tipo da letture pomeridiane, tranquille e riflessive.

Lui fece spallucce, cercando il mio sguardo, che era incollato al pavimento asfaltato del marciapiede.

《Passavo di qui e ti ho vista》Fece un altro passo verso di me, proprio mentre io ne facevo uno indietro. Eravamo come le pedine degli scacchi, insicuri nelle nostre mosse, come se fosse qualcun altro a decidere i nostri movimenti.

《Uhm...okay》Non sapevo che altro dire, ero imbarazzata e la mia poca esperienza con i ragazzi, che si limitava ad una storia di un anno con Jack e a qualche litigio con Dylan, non mi permetteva di fare lunghe e appassionanti chiaccherate. Di sicuro Trant pensava che fossi una fulminata o che mi avessero tagliato la lingua.

《Stasera ci sei all'All Black?》

Alzai gli occhi su di lui, incontrando i suoi marrone scuro. Annuii, stringendomi nelle spalle.

《Ci lavoro, quindi...sì.》Lui rise e si diede uma pacca sulla fronte, pensando alla stupidità della sua domanda, mentre io riflettevo su quanto fosse perfetta quella risata. Su quanto fossero dritti e bianchi i suoi denti.

《Allora a stasera...》Si grattò la nuca, tirando un angolo della bocca in alto. Io deglutii, facendo cenno di 'si' con la testa.

Devo aggiungere qualcos'altro! Non posso lasciarlo andare via così, senza averlo nemmeno salutato a dovere!, pensai, mettendo un piede in avanti, verso di lui. Trant si bloccò e mi sorrise ancora.

Si sbilanciò con il peso nella mia direzione ed io poggiai le mie labbra sulla sua guancia. Il contatto con la cicatrice, che attraversava lo zigomo e tagliava di netto la gota, mi fece rabbrividire e mi venne da pensare come avesse fatto a procurarsela. Ecco, un'altra cosa da scoprire per il detective Arya Gracewell!

《A stasera》Gracchiai, dandogli subito le spalle, toccandomi le gote in fiamme, camminando svelta verso la parte opposta rispetto a dov'era lui.

***

《Francis? Sei a casa?》 Prolungai il suono delle vocali, così da farmi sentire anche ai piani superiori, ma niente. Nessuno rispondeva. Mi accigliai e cominciai a cercare il telefono nello zaino semivuoto, trovandolo quasi subito.

Composi il numero della mia amica e attesi una sua risposta. Aveva attaccato la suoneria telefonica! "Ciao, sono Francis e probabilmente sono in spiaggia ad abbrustolirmi le chiappe. Lasciate un messaggio dopo il bip".

Roteai gli occhi e afferrai dal comò del corridoio le chiavi dello scooter della mia amica. Per fortuna due anni prima mi ero messa in testa di prendere la patente anche per i motori e adesso si era rivelata utile! Anche perchè io non possedevo un motorino e avevo fatto veramente poca pratica negli anni.

Oh, bhè...se si ammacca cavoli suoi, mica le ho detto io di andare in spiaggia!, borbottai tra me e me, mentre chiudevo a chiave la porta di casa, portando sulle spalle lo zaino leggerissimo. Arrivai sul lungo mare neanche cinque minuti dopo, ma il problema stava nel capire in quale punto della spiaggia si fosse recata. Parcheggiai lo scooter, fastidiosamente rumoroso, accanto ad un'edicola molto vecchia e mi avviai a piedi sul marciapiede color crema. Mi portai una mano sulla fronte per poter vedere contro luce, ma di Francis nemmeno l'ombra. Sbuffai più e più volte, continuando a lasciarle messaggi sul cellulare nella vana speranza che mi richiamasse.

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora