Capitolo 19

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Zoe.

Mi stavo rigirando tra le mani le varie bottiglie di birra, appena raccolte dal frigorifero, adibito a mini-bar per quella sera. Le urla della folla mi impedivano di pensare lucidamente, di poter riflettere su quello strano modo di Dylan di rapportarsi con me. In un primo momento sembrava volermi baciare a tutti i costi, mettendo le mani sul corpo in ogni punto possibile, ma subito dopo mi cacciava via, come si fa con le mosche fastidiose, senza degnarmi di una spiegazione. Riusciva a confondermi le idee in un modo assurdo.

Chiusi gli occhi non appena sentii pronunciare il nome di Trant e di quel Duch. Eravamo al quarto incontro e, dopo aver dato una veloce occhiata alla lavagna, avevo constatato che all'incontro successivo si sarebbe battuto Dylan. Non so perchè, ma un'orribile sensazione si impadronì del mio stomaco, che si chiuse in una morsa dolorosa, facendomi quasi piegare in due.

《Ehi, tutto bene?》Una ragazza, che non avevo ancora ben identificato, si era avvicinata e adesso aveva la sua mano sulla mia spalla. Sollevai lo sguardo, a fatica.

《Uhm...sì》

《Non sembra. Hai il viso pallidissimo, devo chiamare qualcuno?》Si era fatta ancora più vicina, tanto che ero in grado di riconoscere un profumo dolce e speziato sulla sua pelle.

Scossi la testa e decisi di reprimere la sensazione di vomito, prendendo un bel respiro. Poi mi voltai nella direzione della ragazza, che era di qualche centimetro più bassa di me, e aveva due occhi nocciola enormi, che mi stavano guardando con reale preoccupazione. Quegli occhi...

《Sicura? Se vuoi ti porto da mio fratello...lui sa cosa, ehm, fare in questi casi》Scossi, nuovamente, la testa, tenendomi la mano sullo stomaco.

《Sto alla grande. Grazie per il tuo aiuto》Le sorrisi cordialmente, vedendo con la coda dell'occhio Trant salire sul ring. La morsa alla pancia non era peggiorata, anzi sembrava essersi attenuata.

La ragazza si grattò la pelle attorno al piercing sul lato alto e destro della bocca, il così detto monroe. Poi ricambiò il sorriso e allungò la sua mano verso di me. La strinsi.

《Piacere, Zoe》

《Arya》Lei spalancò gli occhi e la bocca, strizzando gli occhi. Io indietreggiai, confusa dalla sua reazione.

《Mio Dio...mio fratello...cioè lui, no, volevo dire io...》Stava balbettando, era come se avesse mille pensieri che le passavano per la testa e non sapesse quale spiegare a parole. Era frustrante non sapere cosa intedesse dirmi. 《Ho sentito mio fratello parlare di te!》Quasi urlò, alla fine.

Aprii la bocca per dire qualcosa, ma, in realtà, non avevo idea di cosa dire. Chi era suo fratello? E perchè mai una persona doveva parlare di me? Feci qualche altro passo indietro, squadrando la giovane ragazza dalla testa ai piedi.

《Tu non hai più di quindici anni...giusto?》Chiesi, puntandole due dita contro. Lei annuì, facendo spallucce.

《Non puoi stare qui!》

《C'è mio fratello con me》

Mi guardai attorno, senza vedere nessuno che fosse minimamente interessato a lei. Forse si stava prendendo gioco di me, così che non la gettassi fuori dai sotterranei a calci nel sedere.

《Chi è tuo fratello, scusa?》

Lei inarcò le sopracciglia scure, scoppiando a ridere. Io feci una smorfia, presa in contropiede dalla sua risata. Questa qua mi sta facendo irritare, e non poco!

《Come! Non sai chi è mio fratello? Lui ha parlato in un certo modo di te...strano che tu non sappia di chi io sia sorella》Il suo sorriso si allargò, mentre le sue mani finirono dentro le tasche della sua tuta di jeans, strappata qua e là.

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora