Capitolo 9

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Esisto anche io.

Dylan e Cody erano davanti a me, l'uno con lo sguardo da predatore, l'altro da preda. Erano davvero l'opposto! Dylan, capelli neri come la pece, spettinati e col ciuffo tirato su, piercings sulla faccia e tatuaggi su ogni dove. Cody, capelli color miele, accuratamente pettinati e sistemati, nessun piercing o tatuaggio.

《Dove te ne vai, ragazzina?》Ecco, il mio piano di fuga andò in fumo non appena Dylan pronunciò queste parole, bloccandomi sul posto.

《A servire ai tavoli, sai...sono una cameriera》

Cody spalancò gli occhi, come se non si fosse mai aspettato che io rispondessi in questo modo a Dylan. Così arrossii, sentendomi subito a disagio. Forse mi ero spinta troppo in là? Forse non dovevo sfidare Dylan...

《Giusto, un'altra cosa che non sai fare bene》

Strinsi gli occhi, ponendo entrambe le mani sui fianchi. La mia espressione sulla faccia sicuramente esprimeva tutto il mio disappunto.

《Scusa? E cos'altro non saprei fare bene?》Adesso volevo una risposta. Non capivo cosa avesse contro di me! Mi aveva preso di mira dalla prima volta che mi aveva vista.

《Le ricerche...》Rispose in tono annoiato, leccandosi il labbro superiore con atteggiamento sprezzante.

Avrei tanto voluto schiaffeggiarlo! Mi si poteva dire tutto, ma non che facessi pena nella ricerca. Quello non potevo accettarlo!

Stavo per aprire bocca, quando Cody intervenne.

《Direi di darci una calmata...》Sospirò, soffiandosi una ciocca di capelli. 《Cosa vuoi Dylan?》

Il cretino sorrise, sogghignando.

《Quello che vuoi tu》

Cody mi lanciò un'occhiata confusa, diventando rosso come un pomodoro. Ben presto arrossii anche io.

《No. Non lei》Dylan mi rivolse un'occhiata di disinteresse. 《Voglio che tu non metta mai più piede in questo locale》

Sussultai nel vederlo avvicinarsi con aria minacciosa a Cody, che, nonostante non lo dimostrasse apertamente, in realtà, stava sudando freddo e tremando. Non mi piaceva per niente come si stavano mettendo le cose.

《E perchè dovrei volerlo?》Rispose Cody, incespicando su qualche parola. Era come se il mondo intorno a noi si fosse fermato ed io fossi una spettatrice esterna ad osservarli. E probabilmente lo ero.

《Tutti sanno che odi questo posto. Ti fa schifo, come la gente che lo frequenta...》Dylan inclinò la testa di lato e fece un passo indietro, verso di me. Io deglutii con forza, prendendo dal taschino del grembiule la penna. Così, tanto per difesa.

《Non sono affari tuoi ed io faccio quello che mi....》

《Finisci la frase, su...dai》Dylan lo aveva in pugno, lo vedevo dallo sguardo terrorizzato di Cody, che non sapeva davvero cosa fare. Era il momento che intervenissi io.

《Basta! Dylan tornate dai tuoi amici》Mi misi tra i due, sentendomi subito uno dei sette nani. 《E Cody...torna a casa, ci sentiamo domani》Terminai, dando una leggera spinta sul petto a Dylan per allontanarlo.

Il ragazzo mi scoccò un'occhiata omicida, digrignando i denti. Okay, in quel momento temetti sul serio che potesse farmi qualcosa, ma per qualche strano motivo indietreggiò e scomparve nella calca delle persone senza aggiungere altro. Presi un bel sospiro di sollievo e mi portai la mano all'altezza del cuore, accorgendomi che stava galoppando.

《Come...come hai...?》Cody aveva un'espressione confusa dipinta sulla faccia e non faceva altro che guardare me e poi dietro di me. Non riusciva a capacitarsi di qualcosa, ma di certo non avevo tempo per approfondire.

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora