Era meglio sapere.
Raggiunsi poco dopo il luogo dell'appuntamento con Francis, cominciando ben presto a mordicchiarmi le unghie delle mani, che più che unghie sembravano delle cose rotondeggianti dai confini frastagliati. Era uno dei miei vizi mangiarmi le unghie e, sì, avevo provato in tutti i modi a farlo scomparire: smalto al peperoncino, smalto amaro, unghie finte... Di tutto, ma invano. Non appena aprii l'enorme porta con sopra il famigerato logo verde, un profumo di caffè e ciambelle sfornate mi colpì, facendomi fluttuare verso un mondo parallelo fatto di alberi di zucchero filato e strade di cioccolata. Ero affamata, ecco cosa ero. Tuttavia non feci in tempo a sollevare lo sguardo, per darmi un'occhiata intorno, che vidi la mano di Francis svolazzare e oscillare da una parte all'altra poco lontano da me, dato che era seduta ad uno dei primi tavolini. Presi un bel respiro e, dopo aver dato un'ultima occhiata a una fetta di torta al cocco, mi diressi verso la mia amica, se così mi era lecito chiamarla.
<Ei, ce l'hai fatta...> Poggió il bicchierone con dentro chissà cosa sulla superficie di metallo del tavolino, dandomi una veloce occhiata dall'alto verso il basso prima che mi sedessi. Strano, non mi aveva mai squadrata prima di allora, anzi, talvolta era talmente sicura di sè che non faceva nemmeno caso alle ragazze intorno a lei, del tutto consapevole del fatto che fosse più bella e sexy di qualsiasi altro essere vivente. Invece quell'occhiata, che potevo azzardare nascondesse una certa curiosità mista a confusione, era una novità per me. <Ti ho ordinato un thè verde>
Feci una smorfia, storcendo il naso, poichè il thè verde era una di quelle bevande che proprio non riuscivo a mandare giù, nemmeno se fossi stata in punto di morte e quella fosse stata la mia ultima occasione di vita. Francis sembró percepire il mio disagio, così intervenne. <Oh, bhè...lo berró io più tardi allora>. E mi sorrise candidamente. Non seppi cosa ribattere, perchè un 'grazie' mi sembrava da scema.
<Dunque, come va la vita? Dico...in generale...tutto apposto? Ti trovi bene nella tua nuova dimora?> Sorseggió la sua bevanda, sinceramente interessata a quello che avrei risposto alla sua domanda, che, a tal proposito, mi sarei aspettata mi ponesse prima o poi. Così, mettendomi comoda sulla sedia, iniziai un breve racconto sulla mia routine quotidiana, facendo molta attenzione a non sottolineare troppo quanto mi fossi affezionata a Dylan nelle ultime settimane e a quanto Dylan fosse stato dolce e sensibile la notte prima. <...l'unica pecca, oltre al fatto che vengo trattata proprio come una Sottomessa, è Roxanne. Non la sopporto e lei mi odia. Ogni mattina me la ritrovo a fare colazione e, ogni santa volta, deve tirarmi qualche frecciatina o qualche minaccia velata...è una psicopatica> Finii di dire, scuotendo la testa al solo pensiero della rossa tra le braccia di Dylan, intenta nel sparlare di me. Francis, d'altro canto, annuiva, senza proferire parola, ascoltando come solo una buona amica sapeva fare. Peccato che lei mi avesse offesa più volte in passato, per non parlare delle volte che mi aveva messa in ridicolo, quindi non la consideravo più mia "amica" già da tempo.
<Lo so, cara, quella è una vipera bella e buona. Come si permette di minacciarti? Ah! Inconcepibile! Inammissibile!> Si infervorì ed io sollevai un sopracciglio, stupita e, al contempo, confusa. Quando mai Francis aveva preso così audacemente le mie difese? E, soprattutto, aveva dimenticato i nostri screzi così velocemente? C'era qualcosa che non mi quadrava, anche se ancora non sapevo cosa, ma, dato che ero troppo contenta per aver ritrovata la mia "amica", non ci feci troppo caso. <Ah...ah...se la trovo! Non so cosa le farei...forse un bel calcio su quelle ginocchia super atletiche!> Io scoppiai a ridere, dicendole che non era necessario ricorrere alla violenza e che me la sarei cavata bene da sola.
<Stasera andrai a vederlo all'Inferno?> Mi domandó di punto in bianco, appena dopo avermi raccontato di come stesse lei e di cosa facesse nel tempo libero per distrarsi. Sobbalzai sulla sedia, ricordandomi che proprio quella sera ci sarebbero stati gli incontri di lotta nei sotterranei dell'All Black, catapultandomi nella nuda e cruda realtà: Dylan avrebbe combattuto seriamente ed io avrei lavorato il doppio tra una moltitudine di persone sudate, puzzolenti e eccitate dal sangue e dal denaro. Arricciai il naso e sospirai. <Devo per forza, ci lavoro> Risposi.
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ALL BLACK || Dylan O'Brien
Fiksi PenggemarPUBBLICAZIONE E-BOOK! A BREVE IL LIBRO VERRÀ PUBBLICATO CON LA CASA EDITRICE HOT EDIZIONI! Stiamo ultimando l'editing e presto potrò darvi la data di uscita del libro che prenderà il nome di "ALLE TUE REGOLE". Stay tuned!❤️🫣 PRECISAZIONI: •STORIA S...
