Capitolo 48

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La libertà.

Mi sentivo sola. Mi sentivo strana, sentivo freddo e qualcosa mi tratteneva. Cercavo di aprire gli occhi, ma la stanchezza e la spossatezza erano troppo forti. Dove ero? Cosa me ne importava? Forse ero morta. Era questo il paradiso? Paradiso? Probabilmente ero finita all'inferno e me lo sarei pure meritato questo inferno. Volevo piangere e gridare e sfogarmi, ma tutto era ovattato e così silenzioso.

Mi svegliai improvvisamente, spalancai gli occhi. <Mamma!> Sibilai appena. Volevo mia madre, volevo abbracciare la mia famiglia.

<Arya!> Emma si avvicinò al mio letto. <Arya...> Ripetè, accarezzandomi la fronte con sguardo compassionevole, i suoi occhi ruotavano sulla mia faccia insistentemente come se avesse voluto scorgere qualcosa di particolare.

<Dov'è Dylan?> Dissi con fatica. Poi cominciai a rendermi conto di dove fossi, la stanza era bianca e asettica, io ero distesa su un letto di ospedale e la testa mi faceva molto male.

<Ehm...meglio se lo sai quando starai un po' meglio, ora come ora non hai bisogno di ulteriori dispiaceri>

<Emma, se mi dici così allora sì che voglio sapere cosa sta succedendo> Mi innervosii e una vampata di calore avvolse il mio corpo.
La mia amica iniziò a guardarsi le mani, come se si vergognasse per qualcosa o avesse paura a rivelarmi cosa fosse accaduto. E se Dylan fosse morto? Mi vennero alla mente gli ultimi ricordi che avevo, Rob con un coltello in mano che si avvicinava a me ed io che me ne stavo accovacciata, piena di dolori, a terra contro il muro. Dylan distante da me. E se lui si fosse parato di fronte a me per proteggermi e si fosse preso la coltellata? Una lacrima scese lungo la mia guancia.
<Dov'è Dylan?> Ripetei.
Emma fece un sospiro e guardò in alto, come se volesse chiedere perdono a Dio per quello che doveva dirmi.
<È in carcere, ormai da tre giorni>

Un moto di sollievo attraversò il mio corpo al pensiero che Dylan fosse ancora vivo, ma subito dopo la preoccupazione prese il posto della gioia. Che cosa ci faceva in prigione?

<Ehm, Arya? Dylan ha ucciso Rob...> Disse subito dopo, mangiandosi quasi tutte le parole. La mia bocca si aprì a formare una "O" e per poco il cuore non smise di pomparmi il sangue nelle vene.

<Raccontami> Ordinai con la poca voce rimastami.

Lei sbuffò e si fece posto sul mio lettino, sedendosi accanto a me. Mi diede una carezza. <Allora, io so soltanto quello che la polizia mi ha raccontato e quello che Dylan ha detto...in pratica dice che Rob stava per tipo accoltellarti o una cosa del genere, ma improvvisamente ha tirato fuori una pistola...carica...puntandola proprio verso di te...>

<Oddio, ma io questo non me lo ricordo>
<Eh, tu sei svenuta proprio prima che succedesse...Arya sei messa male, hai 4 costole rotte, più di sessanta punti in tutto il corpo, una lussazione alla spalla e il naso rotto, ci credo che sei svenuta, dopo aver perso anche molto sangue>

<Cavolo...allora è colpa mia se Dylan è in prigione> Bisbigliai, quasi sul punto di piangere. Emma fece di no con la testa.

<Cosa dici?! Se è in prigione è perché ti ha salvata da morte certa! Chi se lo immaginava che Rob fosse uno psicopatico? Ha pure ucciso Piper!>
<Lo so, lo so>

Riflettei sul fatto che fosse davvero un miracolo che mi trovassi all'ospedale piuttosto che tre metri sotto terra.

<Continua, voglio sapere tutto>
Emma riprese a parlare. <Bhè, Dylan si è gettato contro di lui, gli ha tirato un bel calcio su una gamba e lo ha fatto piegare, poi si è portato davanti e gli ha tirato un pugno dritto in faccia...ma Rob, essendo grande e grosso, ha ricambiato con un altro pugno che ha rotto il naso di Dylan>
Sussultai. Tutto questo per...cosa? Uno stupido locale in una stupida città piena di persone stupide! Ed io non ero da meno...

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora