Capitolo 18

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Beccata.

Girai la testa verso destra, essendomi subito accorta a chi appartenesse la voce di chi mi aveva parlato.

《Uhm...raramente dico parolacce》 Arrossii, mentre un ragazzo, probabilmente un certo Dorn, stava cercando di rialzarsi in piedi, pronto a ricevere altri pugni dall'avversario. Non riuscivo a tenere lo sguardo su di loro, era orribile.

Trant sghignazzò e si passò il pollice, senza rendersene conto, sopra la cicatrice argentea che gli attraversava il volto; riuscii a scorgere anche le lettere greche sul polso e rabbrividii, ripensando a Piper e all'assurda storia che la legava a quella setta.

《Rob ha deciso che eri pronta per affrontare l'inferno?》

Sbattei più volte le palpebre.

《Eh?》

Lui rise ancora.

《Questo posto è chiamato 'l'inferno', dato che ne esci più morto che vivo》

Serrai le labbra, costringendomi a non dire a voce alta cosa pensassi di quel posto, delle scommesse e del sangue versato inutilmente.

《Tu partecipi?》

Trant annuì, mostrandomi le mani fasciate da quelle che sembravano bende di lino, sporche e erose dal tempo e dall'uso sconsiderato. Scossi la testa e puntai gli occhi su qualcosa alle sue spalle. Mi parve di vedere una chioma rossa molto familiare, ma era scomparsa presto dalla mia vista e non ero stata in grado di vedere chi fosse.

《Sono al quarto incontro》Alzai lo sguardo sulla lavagna e lessi il nome 'Trant', affiancato da 'Duch'.

《È forte questo Duch?》Chiesi, riportando l'attenzione su di lui. Trant alzò le spalle, come se la cosa non gli interessasse più di tanto. 《E se ti fai del male?》

Mi diedi mentalmente uno schiaffo sulla fronte, ripetendomi che ero una stupida. Certo che si sarebbe fatto del male! Doveva combattere corpo a corpo!

《Se ci sarai tu a farmi da infermiera, non vedo l'ora》Mi strizzò l'occhio, stringendosi la benda di lino sopra le nocche. Le mie guance si tinsero di un rosso scarlatto e decisi di stroncare l'argomento sul nascere. Iniziai a guardarmi intorno e cercai di evitare la vista del sangue e della pelle martoriata dei "combattenti", posando lo sguardo sugli uomini intenti a contare i soldi e a scrivere dei nomi su foglietti bianchi. Come si poteva scommettere sul dolore e sullo scontro fisico?

Restammo un po' in silenzio, con io che tenevo gli occhi incollati al pavimento e Trant che studiava le mosse di colui che, probabilmente, avrebbe vinto il primo incontro. Sospirai e iniziai a rigirarmi tra le dita un ciuffo di capelli, sfuggito alla coda, poi intravidi, in lontananza, mentre camminava, la figura di una ragazza dai capelli rossi. Mi alzai in punta di piedi, nel tentativo di vedere se fosse chi pensavo io.

《Che fai?》

Mi voltai verso Trant, stampandomi un sorriso ebete sulla faccia. Non avevo intenzione di dirgli che ero curiosa di vedere se anche Roxanne frequentasse quel posto e perchè.

《Ehm...mi scappa la pipì》

Ma che diavolo, la pipì? Ma dai, Arya! Sentivo la faccia andarmi a fuoco, ma non ci pensai più di tanto e mi feci indicare da Trant il bagno. Puntò l'indice davanti a me, consigliandomi di attraversare la folla in fretta.

Mi diressi verso la porta del bagno, che portava scritto sopra Bitches, molto gentili. Mi diedi un'occhiata alle spalle e mi accorsi che Trant non era più visibile da dove ero io, quindi se io non potevo vederlo, neppure lui poteva vedere me, no?

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora