Capitolo 44

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Io, lui e lei.

<Paula?!>

Alzai lo sguardo di scatto, indirizzandolo verso la figura che si stagliava di fronte a noi. Era una ragazza dai capelli castano ondulati e dagli occhi piccoli e facilmente sensibili alla luce del sole, tanto che la ragazza non riusciva a tenerli aperti troppo a lungo. Portava un paio di jeans strappati alle ginocchia e una canotta sgualcita e scolorita dai troppi lavaggi, ma, nonostante questo, riusciva ad emanare una bellezza e un'attrazione fisica unica.

<Uhm, Dylan...sapevo di trovarti qui> I suoi occhi non accennavano a spostarsi da lui e la cosa mi iniziava ad irritare sempre di più.

<Come hai...che ci fai qui?>

Lei inclinò le labbra in un lieve sorriso. <Era la mia migliore amica e lo sai> Percepii il corpo di Dylan irrigidirsi oltre modo e la sua mano cercare la mia, che si trovava a pochi centimetri dalla sua.

<Comunque ti cercavo...ho trovato delle cose interessanti su Piper nei mesi in cui è stata con te>

<Cosa?>

<Delle lettere...> La ragazza, però, ad un certo punto, decise di spostare la sua attenzione su di me, squadrandomi per bene. Alzò un sopracciglio e fece un'espressione indecifrabile ai miei occhi, poi guardò Dylan e alzò il mento. <Questa chi è?>

Lui voltò la testa e rimase imperturbabile. <Arya>

La freddezza con cui scandì il mio nome mi fece gelare il sangue nelle vene, sembrava fosse arrabbiato con me, o comunque con se stesso, per qualcosa della quale io non ero a conoscenza. Infatti mi aspettavo che mi presentasse come la sua ragazza, ma non lo fece e ciò mi ferì davvero tanto, anzi non pensavo che potesse ferirmi così tanto.

<Oh> Fu l'unica risposta della ragazza e, così, presa da una forza che non pensavo avere, mi feci avanti e mostrai la mano a Paula, presentandomi a dovere. Ero una donna, ero indipendente, almeno mentalmente, ed ero sicura di me stessa...o almeno cercavo di convincermi che fosse così.

<Piacere, io sono Arya...un'amica> Quelle parole mi bruciarono la gola, ma le dissi nel modo più informale possibile e senza far trasparire quello che in realtà volevo dire, ovvero: "Io sono Arya, la ragazza del bastardo qua presente e tu dovresti essere un'altra delle sue troiette, immagino".

<Ah...un'amica speciale, deduco> Non capii a pieno il significato della sua affermazione e non feci in tempo a chiedere un chiarimento che Dylan mi prese per un polso e mi strattonò accanto a sè. Paula sbattè più volte le ciglia e ci osservò con attenzione, poi fece qualche passo indietro e fece cenno a Dylan di seguirla. Spostai, dunque, il mio sguardo su Dylan e vidi dello scetticismo ronzargli attorno e, nonostante fossi arrabbiata con lui, gli chiesi quali intenzioni avesse.

<Tu fai il percorso al contrario e torna a casa. Ti raggiungo più tardi> Mi lasciò il polso e si accese una sigaretta, mi diede un'occhiata veloce e non si preoccupò minimamente della mia reazione, voltandomi le spalle e seguendo la nuova ragazza, nonchè prossima in lista nella mia agenda nera. Restai a bocca aperta e piena d'ira per qualche secondo, poi sbottai, mentre lo vedevo camminare.

<Oh davvero?! Davvero mi lasci qui come una cretina per andare dietro a una che non so nemmeno chi sia?! Vuoi fare lo stronzo con me?> Sentivo le punta della dita formicolarmi dall'irritazione, avrei potuto sostenere un incontro di lotta senza problemi. <Potrebbe essere una tua ex!> Conclusi, rossa come un peperone. Lui, allora, si fermò di tutto punto e raddrizzò le spalle.

<Ti ho detto di andartene a casa>

<Questa è la tua unica risposta?!>

<Vattene a casa, Arya. Subito.>

ALL BLACK || Dylan O'BrienDove le storie prendono vita. Scoprilo ora