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Saluto per l'ultima volta quel posto, intenzionata definitivamente a dimenticarlo, ed esco sotto il nubifragio. Istintivamente leggo nella pioggia uno stupido segno di sconfitta e comincio a prendermela con le goccioline fredde come se fossero loro le colpevoli di tutto quanto.

«Tesoro, sei tu?» chiede mia madre affacciandosi dalla cucina. Ho camminato lentamente proprio per ritardare quanto possibile questo momento; non voglio deluderla, eppure eccola lì sorridente che si aspetta solo buone notizie dalla sua figlia prodigio.

«No, il lattaio...» le rispondo ironica. Come nasconderle il mio grado di nervosismo?

«Che ti succede?»

«Niente di che, in realtà, sempre se tralasciamo il fatto che una serie improvvisa di sfortunati eventi mi ha scaraventata via dalla Tiptoes velocemente quanto ci sono entrata; e non ho potuto farci nulla!»

Mentre parlo afferro la barretta energetica dalla borsa e mi accascio sul divano sgranocchiandola.

Lei mi guarda per qualche secondo e poi ricama un enorme sorriso sul suo volto. «Quando ci riprovi?»

«Mamma, ho fallito. Le selezioni sono finite e non posso riconsiderare di entrare all'Accademia se non fra un anno! A quel punto mi sarà passata la voglia di ballare...»

«Come ti arrendi facilmente, bambina mia. Sono sicura che devi solo trovare la chiave per sbloccare la situazione. E poi, tempo al tempo! In genere funziona così». Mi fa l'occhiolino e si avvia verso la cucina. «Stasera lasagne!» aggiunge poi.

Per il resto del pomeriggio rimango chiusa in camera mia con le cuffiette impiantate nelle orecchie: devo assolutamente impedire a qualsiasi pensiero di farsi strada nella mia mente. Solo per un puro caso sento qualcuno bussare alla porta di camera.

«CLAIREEE» ripete mia madre continuando a colpire la porta.

«Vuoi sfondarla, per caso?»
Apro annoiata.

«Sono cinque minuti che provo a chiamarti! Giù c'è qualcuno che ti aspetta».

Chase? Noah? O magari...

Non appena scendo le scale, vedo Jenny all'ingresso che mi fa cenno di avvicinarsi.

«Grazie mille, signora. Potrei rubarle Claire per un po'?»
In tutta risposta lei ci liquida affettuosamente con una mano, raccomandandosi di tornare prima del tramonto.

«Posso sapere dove stiamo andando?»

«Visto che ha smesso di piovere, ho pensato di farti vedere uno dei posti che preferisco quando sono giù di morale».

Camminiamo per due isolati, in mezzo a case squadrate ed apparentemente tutte uguali, per poi arrivare al parco. L'erba verde profuma di autunno e le foglie secche hanno ricoperto gran parte dei viali all'interno.

In pochi secondi, l'intera squadra di ballerini di Street Dance della Tiptoes Dance Academy ci raggiunge; ci sono tutti, compresi i nuovi membri. Tra di loro si mescolano anche alcuni ragazzi delle altre squadre, come quella di Contemporanea, tra cui vedo Noah.

«Un talento si riconosce nonostante delle stupide selezioni» mi spiega Jenny. «Tu sei un talento, Claire, e volevamo farti sapere che, per quanto ci riguarda, tu sei una di noi».

Li guardo sorpresa e quasi commossa, poi do voce ad un mio pensiero: «Ma non mi conoscete nemmeno...»

«Non penso sia un grosso problema, per quello c'è tempo».

Li osservo uno per uno, riscoprendo in loro un affetto incondizionato che non mi sarei mai immaginata di poter ricevere in solo sei giorni dal mio arrivo in città.

Balla con meDove le storie prendono vita. Scoprilo ora