Scappo.
Farfuglio qualche parola simile a delle scuse e mi allontano da quella stanza il più velocemente possibile. Mentre procedo verso casa non faccio che ripensare alla sensazione unica provata: poggio la mano sul fianco dove poco fa c'era quella di Noah. Sento ancora la sua pressione nel sostenermi. Io ero il suo unico pensiero e mai nulla lo avrebbe distratto.
Giungo a casa convinta di trovare le valigie di mio fratello sparse per tutto l'appartamento, dato che il suo aereo parte tra meno di due ore.
Lui è invece tranquillamente seduto sul divano a guardare una partita di hokey sul ghiaccio.
«Alex, che ci fai ancora così?» chiedo meravigliata. «Perderai l'aereo e mi toccherà sopportarti ancora!»
«Mi raccomando, non essere mai troppo contenta di stare con me, eh» risponde noncurante continuando ad osservare gli omini sui pattini. «Mamma non te lo ha detto? Ho posticipato la partenza per assistere alla tua performance».
Inarco le sopracciglia scettica. «E per papà va bene?»
«È un adulto patentato, no? E poi mia sorella partecipa ad una competizione: non mi perderò certo la sua figuraccia!» esclama lanciandomi un'occhiata divertito.
Mi sfilo una scarpa mimando la volontà di scaraventargliela addosso, ma nostra madre sbuca dalla cucina e mi ammonisce con lo sguardo. Allora mi avvicino al divano su cui Alex si è appollaiato e gli scompiglio i capelli, sapendo quanto tiene alla sua preziosa acconciatura attentamente studiata.
Salgo le scale e mi rifugio in camera dove decido di scrivere un abbozzo di messaggio per Noah.
'Mi dispiace per quello che è successo. Devo esserti sembrata proprio stupida'.
Ma prima che le mie dita prendano il controllo sulle mie facoltà razionali, premo il tasto Cancella e rinuncio ad inviarglielo.
La confusione mentale di quei momenti mi porta a ritrovarmi assopita e scombussolata da un tipo di dormiveglia annebbiato. Poco dopo i miei sensi vengono forzatamente sollecitati da un tono acuto di voce proveniente dal piano di sotto. So già di chi si tratta quando mia madre le dice di salire. Mi premo il cuscino sulla faccia tentando di nascondermi completamente tra le coperte.
«Claire, ci sei?»
Jenny apre delicatamente la porta per poi sedersi sul letto.
«No, questo è un ologramma» mugolo.
Tenuto conto del suo stretto rapporto con Noah, non oso mettere in dubbio il fatto che già sappia tutto quello che è successo e cioè che l'ho lasciato da solo all'Accademia, apparentemente senza una spiegazione plausibile.
«Dimmi che non hai parlato con Noah» le chiedo ugualmente. La sua smorfia nasconde il tentativo di negarla, ma la risposta è palese.
«Vuole solo sapere se stai bene. Dice di aver provato a chiamarti ma che non gli hai risposto. È solo preoccupato. Da quanto so, sei letteralmente scappata via».
Incrocio le gambe afferrando il telefono con tanta foga che quasi mi cade dalle mani. Effettivamente ho tre chiamate perse e due messaggi.
«Devo essermi addormentata».
«Mi vuoi spiegare?» chiede Jenny sinceramente interessata al mio caso clinico.
«Non lo so con certezza. Stavamo ballando. Si vede che il mio corpo o la mia mente o, a questo punto entrambe, non hanno retto al'emozione che ho provato».
Io. Voglio. Sparire.
«Ora, però, temo possa essersi risentito per il mio comportamento» proseguo.
«Penso che la cosa migliore sia parlargli invece di fare supposizioni assurde di tua iniziativa, ok?»
La guardo con occhi supplicanti perché seguire questo tipo di consiglio è proprio l'ultima cosa che ho intenzione di fare. Ma lei non cede: «Una spiegazione gliela devi, in fondo».
Prendo il telefono e gli scrivo un messaggio, questa volta premendo Invio velocemente, per impedire a me stessa di fargli fare la fine del precedente.
***
«Un cono con Nutella e Caffè e uno...»
«Variegato all'amarena e stracciatella» dice una voce a me familiare.
Cerco di evitare il suo sguardo magnetico, resistendo alla tentazione di perdermi nell'azzurro di quegli occhi.
«Con una spruzzata di panna» aggiunge quasi se ne stesse dimenticando.
Il fatto che conosca a memoria i miei gusti mi mette ancora più a disagio. Ma, riflettendoci, il suo cono l'ho ordinato io.
Ci allontaniamo dal carretto dei gelati,ma nonostante stia cercando di resistergli, le leggi atomiche e scientifiche che determinano il corretto automatismo del pianeta su cui viviamo portano inevitabilmente i nostri occhi ad incrociarsi.
Sono belli, terribilmente belli, da togliere il respiro.
«Ci tengo parecchio» dico alludendo alla Duets Cup, «voglio che sia perfetto».
Riconosco di essere paradossale nell'ammettere una verità del genere, ma penso che ora la gara abbia assunto un significato diverso per me.
Mi accompagna sul praticello verde dietro una vecchia quercia e, posando il telefono come fosse un megafono sulla panchina lì vicino, lancia a tutto volume la canzone del nostro duetto. «Anche io e ti prometto che farò tutto ciò che è in mio potere per fare in modo che sia così».
Mi prende per mano trasportandomi nei passi di danza della nostra coreografia,accompagnati dal piacevole fruscio delle foglie sotto i nostri piedi.
Dylan ha distrutto parte della mia vita precedente: da quando conosco Noah i pezzi si stanno ricomponendo.
Più tardi, si offre di riaccompagnarmi a casa ma lo spettacolo che ci si para davanti quando arriviamo non è uno dei migliori: mia madre, di natura calma e pacata, sta discutendo al telefono, a voce piuttosto alta. Un'unica persona le causa la completa perdita del controllo; non è dunque per me la spiegazione di Alex ma per Noah, che pare non avere alcuna idea di come comportarsi.
«NON TI PERMETTERO' DI ROVINARLE ANCORA LA VITA! UNA VOLTA È STATA PIÙ CHE SUFFICIENTE!» urla lei.
Pur trovandosi in cucina, nel salotto in cui ci troviamo risuona forte e chiara ogni sua singola sillaba.
«NO!» continua. «TI SEI PRESO MIO FIGLIO, MA ALMENO A CLAIRE CI PENSO IO! LO SO IO COSA E' MEGLIO PER LEI ED È ORA CHE TU TE LO METTA IN TESTA, ROBERT!»
E attacca.
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Balla con me
RomanceSe la tua vita si sta smembrando, formando un puzzle incompleto, la cosa migliore che puoi fare è comprarne un altro e ricominciare daccapo. È quello che fa Claire che, accompagnata da sua madre, lascia San Diego per trasferirsi in una nuova città...
