«Hailey, ma cosa hai messo qui dentro?» chiede George posizionando il pesante bagaglio all'interno del pullman. «Andiamo in California, non in Cina!»
«San Diego, Pechino, Istanbul! Una ragazza ha bisogno di tutto quello che è contenuto in quella valigia, qualsiasi sia la destinazione! Smettila di lamentarti!» dice puntando il dito verso il suo bagaglio mentre il ragazzo scuote la testa sussurrando un 'Femmine' contrariato.
Piccolo il mondo, eh? Non sarebbe potuta esserci combinazione più grande che tornare nella mia città natale per la XVIII edizione del Festival della Danza e dello Spettacolo.
«Lascia, faccio io». Chase prende la mia valigia e la posiziona vicino alle altre. Un gesto gentile da parte sua, ma che mi da l'idea di non aver veramente deciso di rassegnarsi nel provarci con me. Comunque sia, finché rimane nei limiti dell'amicizia, a me sta bene.
Non appena Jenny si addormenta, collassando sulla mia spalla, attivo la musica nelle cuffiette e mi godo il resto del viaggio, trascurando il mondo e lasciandolo girare là fuori. Non mi accorgo nemmeno che per tre volte di fila rimetto lo stesso brano: Ex's & Oh's, canzone del mio primo duetto con Noah. Più tento di non pensarci e più mi tormenta il dubbio che riguarda la sua presenza al Festival: verrà per Jenny o non verrà per me?
Mi devo stiracchiare ben bene quando scendo da quel mezzo. Sono completamente intorpidita e sento le mie ossa fare strani rumori ad ogni movimento. Mi è rimasto il solco del filo delle cuffiette impresso sulla guancia e ora sembra una cicatrice di guerra di un vecchio soldato. Splende il sole, ma ogni tanto c'è qualche nuvola che tenta di coprirlo.
Forse tornare a casa è inaspettatamente il modo migliore per distrarmi da ciò che accade alla Tiptoes.
«Per di qua» dice Melanie. Alza la mano come una guida turistica e ci porta fino all'entrata dell'hotel in cui passeremo le nostre tre notti successive.
È inusuale dormire in una stanza che non è la mia stando nella mia città.
«Come prima cosa dobbiamo preparare il nostro padiglione. Avete la divisa?» Melanie ci squadra tutti per bene, poi prosegue: «Vi dedicherete ad illustrare i vari programmi della nostra scuola e darete le informazioni che vi verranno richieste. Farete dei turni. Mentre due di voi rimarranno nel padiglione per accogliere i visitatori insieme a me, gli altri potranno dare un'occhiata in giro. Ricordate di tornare in tempo per dare il cambio ai vostri compagni».
Ci sta per congedare quando aggiunge: «Ah, quasi dimenticavo: per i ragazzi che devono esibirsi, questi sono gli orari degli spettacoli di apertura, intermedi e di chiusura».
Consegna una mappa con gli orari al mio gruppo e ad un paio di ballerine della squadra di Acrobatica, che eseguiranno un assolo all'inizio e alla fine.
C'è scritto che ci dobbiamo presentare un'ora e mezza prima dello spettacolo per trucco e parrucco e, scorrendo con gli occhi il volantino, intravedo un nome familiare: Alexander dalla Superiority Dance Academy, San Diego. Mio fratello mi ha accennato che avrebbe preso parte allo spettacolo di chiusura ma il coinvolgimento con Noah mi ha distratta dall'approfondire.
Il festival è stupendo. Ci sono talmente tanti padiglioni da tutte le zone dell'America che mi è quasi impossibile orientarmi. La musica regna sovrana e tanti colori distinguono le varie Accademie, Scuole, Centri e Studi di ballo. Per non parlare poi di tutto quello che riguarda il teatro: costumi, maschere e variopinte parrucche rendono l'atmosfera carica di adrenalina ed eccitazione. Non vi ho mai preso parte prima, a differenza di mio fratello che ha già partecipato, ma ora che so com'è, penso che non mi perderò mai più questa manifestazione.
Il nostro padiglione porta i colori della scuola: oro e magenta. Un' enorme scritta "Tiptoes Dance Accademy" risalta attirando inevitabilmente l'attenzione. Sono stati stampati volantini, manifesti e foto degli interni della scuola, in modo che tutti possano vederla. Melanie si posiziona vicino all'entrata del padiglione assegnando il primo turno ad Hailey e Chase.
Gli altri ballerini si sparpagliano per gli stand e non li vedo più; Jenny è invece rimasta al mio fianco, aspettando di decidere una meta. Mentre osservo tra la folla i vari colori delle divise, noto un rosso fuoco penetrante e una sadica voglia di visitare il padiglione della 'Superiority' si fa largo nella mia mente. So che c'è il pericolo di incontrare Dylan e tale consapevolezza non fa altro che incentivarmi ancora di più; ma la ragione prevale sull'istinto e scaccio l'idea, consapevole dello sbaglio che farei attribuendogli tanta importanza.
«Andiamo a vedere quello» dico indicando, dalla parte opposta, uno stand verde.
Una ragazza dai capelli biondi mossi si avvicina a noi con un sorriso smagliante. Leggo il nome 'Monica R.' sulla targhetta che porta spillata alla felpa. Jenny mi tira per un braccio.
«Claire, tu sai chi è lei?!»
Cerco di ricordare quel volto. Ma certo, una delle più famose ballerine di Rock Acrobatico esistenti che io abbia mai conosciuto; vincitrice di numerosissimi premi, è adesso una celebrità del mondo della danza.
«Salve, ragazze» ci accoglie cordialmente. «Benvenute al Centro Studi di Danza e Rock Arobatici. Sono Rock Lady» si presenta. Nel sentir pronunciare il suo nome d'arte, la presa di Jenny sul mio braccio aumenta; e continua ad aumentare ad ogni parola pronunciata dalla ballerina, tanto che temo che il sangue abbia smesso di circolare.
«Questo mi serve...» le sussurro nell'orecchio indicandole l'arto ormai violaceo.
Nel frattempo ricevo un messaggio da mio fratello: 'Sono al bar dietro il padiglione della Tiptoes. Caffè?'
Lascio Jenny alla conversazione con il suo idolo per raggiungerlo.
«Pensavo ti avessero messo sotto torchio nel tuo padiglione, fratello» gli dico. «Ho notato che papà la reputa ancora un'ottima Accademia». Il sarcasmo è immancabile, purtroppo.
«Non mi è ancora successo nulla, sorella» ribatte lui, «ma hai ancora tempo per scatenare la tua maledizione su di me». Mi afferra per le spalle e mi scompiglia i capelli.
«Oh, no, certe cose sono personali».
Noto la sua totale disponibilità nello sdrammatizzare il mio passato alla Superiority e per questo gli sono riconoscente.
«Va tutto bene?» domanda.
«Potrebbe non essere così? Hai visto dove ci troviamo?» Torno repentinamente a fissare la tazzina.
«Guarda che non me la dai a bere» prosegue, «abbiamo lo stesso sangue e, che tu lo voglia o no, so sempre quando c'è qualcosa che ti turba».
Tira fuori sempre la stessa storia!
«Non mi sento pronta per ballare questa sera e, so che può sembrare assurdo, ma è la prima volta che preferirei stare a guardare» confido più a me che a lui.
Mi guarda studiandomi; poi fa fare un paio di giri al suo cucchiaino e dice: «Allora non ballare».
«Cosa? Certo che no! Non posso farlo!» mi tormento le mani. «Ho un impegno con la mia squadra e non posso deluderli».
«È vero, ma non c'è nulla di più importante, e ripeto nulla, della tua serenità. Non ha senso fare qualcosa che non ti dà sicurezza e soddisfazione».
«Quando sei diventato così saggio?»
«Lo devo essere da quando la mia sapiente sorellina si è trasferita; è stata una necessità di sopravvivenza!» asserisce ridendo.
Guardo l'orologio e la luce all'esterno del bar che si è affievolita, avvicinandosi al crepuscolo. Devo cominciare a prepararmi.
«Penso tu debba andare. Vengo a vedere lo spettacolo più tardi» dice dandomi un bacio sulla fronte.
***
È il nostro turno e stiamo per salire sul palco.
Mi fa quasi male lo stomaco e non ho mai sentito la testa così pesante per via del fluire ingombrante delle preoccupazioni.
Chase mi guarda.
Si va in scena.
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Balla con me
RomanceSe la tua vita si sta smembrando, formando un puzzle incompleto, la cosa migliore che puoi fare è comprarne un altro e ricominciare daccapo. È quello che fa Claire che, accompagnata da sua madre, lascia San Diego per trasferirsi in una nuova città...
