Capitolo 10

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Diego mi convince ad uscire per pranzo, visto che ormai l'orario della colazione è passato da un po'. Avendo lasciato la borsa da Massimo non ho neanche un po' di correttore, che solitamente tengo di fortuna, per coprire i lividi sul viso.

«Non posso uscire in questo stato!»

«Non devi vergognarti, non hai fatto nulla! E poi la gente può pensare ciò che vuole, non dirmi che ti importa del pensiero di estranei?» mi fa l'occhiolino.

«E se incontrassimo qualcuno che conosco?»

«Diremo che è stato un incidente...» sussurra.

Mi prende per mano e mi tira giù dalle scale di ferro. Qualche minuto dopo siamo da Road House.

Quando entriamo ci accoglie un bel ragazzo, dai lineamenti marcati. Gli occhi scuri, quasi neri e i capelli lunghi castani legati in una coda. Ha le labbra rosso ciliegia e carnose, mi perdo a fissarle estasiata.

«Hey Diego era da un po' che non passavi!» esclama dando una pacca sulla schiena a Diego.

«Forse era meglio non venire...» sento Diego sussurrare mentre il ragazzo ci fa strada al tavolo.

«Come sta Vane...» la frase resta a metà, ma tutti sappiamo a chi si stesse riferendo il cameriere.

Resto in silenzio a guardare il menù, poi alzo lo sguardo e incrocio quello di Diego.

«Vanessa sta benissimo, grazie!» taglia corto lui.

«Certo, comunque io sono Roberto piacere!» esclama quest'ultimo allungando la mano verso di me.

D'istinto porgo la mia e ricambio la stretta.

«Selene, piacere mio» sorrido.

Roberto fa un cordiale sorriso e le sue labbra schiudendosi lasciano spazio ad una dentatura impeccabile. Che bel sorriso.

Prende le ordinazioni e se ne va.

Diego è stranamente serio e silenzioso, non che parli molto di solito.

«Sei silenzioso...» sussurro guardandomi intorno.

«Ti piace?» domanda.

Tiene una mano stretta sul bordo del tavolo, così forte che è diventata bianca.

«Chi?» domando.

«Per favore, sai benissimo di chi parlo!» esclama serio.

«Roberto?» domando ridendo.

«Lo guardi in un modo che non mi piace...» sussurra a denti stretti, come se gli desse fastidio ammetterlo a se stesso.

«Non puoi essere geloso, non stiamo insieme!» puntualizzo subito.

«Che cazzo c'entra questo?» mi domanda sgranando gli occhi.

«Esattamente quello che ho detto!» gli rispondo guardandolo in cagnesco.

Cosa vuole l'esclusiva? Lui è fidanzato ed io non posso neanche guardare un bel ragazzo ed essere carina? Ma cosa vuole?

Resto in silenzio a guardare il menù dei dolci. Lo sfoglio e lo risfoglio un centinaio di volte, finché arriva Roberto a portarci gli hamburger.

«Sei una bambina...» sussurra Diego.

«Sparati!» rispondo.

«Bambina» ripete scandendo una lettera alla volta.

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