Capitolo 33

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Ci sono cose che non cambiano. Cose che non puoi semplicemente cancellare. Non posso cambiare il sentimento che provo per Diego. Per quanto io mi sforzi, non posso respingerlo dal mio cuore.

Ho la fronte appoggiata alla sua. Ha gli occhi chiusi, si è addormentato stravolto tra le mie braccia. Mi ha raccontato di essere partito in piena notte, dopo la mia chiamata. Non riesco a credere che sia qui.

Sento così tanto la sua presenza dentro di me, che fa quasi paura. Forse starò per fare l'errore più grande della mia vita, ma devo farlo. Vorrei che fosse qualcun altro. Vorrei che fosse solo Diego. Vorrei che la mia mente non accostasse il suo nome a quello di mio fratello. Ma non posso.

Devo trovare il modo di dirglielo il prima possibile.

Passo una mano tra i suoi capelli sudati. Gli accarezzo il viso e poi seguo con l'indice il suo profilo, chiudo gli occhi concentrandomi per imprimere nella mia mente i suoi zigomi alti, il suo naso importante e le sue labbra sottili. Ricordo la prima notte che l'ho visto in quella discoteca. Sapeva chi ero.

«A cosa stai pensando?» Mi chiede Diego.

Apro gli occhi e incontro i suoi, quel verde inconfondibile.

«A te» sussurro e gli sfioro le labbra con le mie.

«A noi» sussurra lui leccandomi la punta del naso.

Chiudo gli occhi e prendo fiato. Mi gira la testa. Sento il cuore stritolarsi.

«Non è cambiato nulla... vero?» Mi chiede lui.

A cosa ti riferisci Diego? Cosa pensi che non sia cambiato? Credevi di venire qui a riprendermi e che sarei tornata con te in Italia? Certo che lo credevi, lo credevo anche io. In fondo in questi giorni non ho fatto che sperare nel tuo arrivo. Ho sognato questo momento tante di quelle volte e ora che è successo, ho capito che non era quello che volevo. Sento che in questo c'è qualcosa di sbagliato. Non voglio lasciare questo posto, sento che questa città potrebbe darmi qualcosa di cui ho bisogno.

Per quanto ti amo, in questo momento non posso stare con te, non posso tornare a casa.

Ho bisogno di trovare me stessa e devo farlo da sola.

Prendo coraggio e lo guardo negli occhi, ma non è ancora pronto. Io non sono ancora pronta per dirgli addio. Egoisticamente lo voglio ancora un po' con me.

«Quindi dopo la mia chiamata di stanotte sei partito subito?»

«Ho sentito che qualcosa non andava, ti ho sentita distante... ho avuto paura!» abbassa lo sguardo.

«Paura?»

«Paura che qualcuno potesse prendersi qualcosa che reputo mio...»

Gli tiro una schiaffo sul braccio alludendo a cosa si riferisce.

«Non sono un oggetto!» sbraito.

Lui si tira su e sale su di me a cavalcioni. Mi tiene ferma, sotto al suo peso. Si abbassa su di me.

«Pensi sempre male... mi riferivo a questo!» esclama e porta la sua mano al centro del mio petto proprio all'altezza del mio cuore e nell'istante in cui sfiora la mia pelle, il cuore inizia a battermi impazzito.

Sento una lacrima sfiorarmi la guancia. Diego si piega su di me e con un bacio la raccoglie tra le sue labbra.

«E' cambiato tutto vero?» mi chiede sorridendo, ma i suoi occhi sono tristi.

«Io non posso tornare a casa, ho bisogno di restare a Dublino...» sussurro a denti stretti, temo la sua reazione. Non so se capirà la mia scelta.

Diego chiude gli occhi e inizia a ridere. Si passa le mani tra i capelli e continua a ridere, poi se le porta davanti al viso e si alza di scatto dal letto. La sua bocca sorride famelica, ma i suoi occhi sono lucidi. Inizia a vestirsi in fretta.

Lo sento allontanarsi, lo sento allontanarsi da me ed è tremendamente doloroso.

«Diego...» riesco solo a pronunciare il suo nome, non so cosa dire.

La verità è che lo sto mandando via io, eppure vorrei che rimanesse. Ma è giusto così. E' giusto che io trovi il coraggio di liberare entrambi.

«...sai che sto facendo la cosa giusta» mi esce di getto.

Si blocca all'istante e si precipita verso di me.

«Sai cosa penso? Penso che vorrei un'altra vita per avere la possibilità di amarti pienamente e liberarci dal peso del passato»

Mi butto tra le sue braccia e lo stringo forte.

«Respirami» sussurro.

Lui non capisce subito, poi affonda il viso nell'incavo del mio collo e lo sento respirare profondamente. Ed io faccio lo stesso, respiro per un ultima volta il profumo che emana la sua pelle.

«Non avrei dovuto cercarti quella sera, non avrei mai voluto farti questo» aggiunge.

Le sue labbra si muovono contro la mia pelle.

«Io ti amo Diego, ma non posso stare con te. Non ora.»

Si stacca dal mio abbraccio, finisce di vestirsi in silenzio e prende il borsone che aveva abbandonato ai piedi del letto.

«Sono partito questa notte con la consapevolezza che non saresti tornata. Non volevo ammetterlo, ma ne ero quasi convinto. Avevo ragione, di nuovo.»

Apre la porta della camera e mi guarda.

«Io ti amerò sempre Selene, lo sai. Vorrei dirti che ti aspetterò ed il mio cuore lo farà, ma non ti lascerò con nessuna promessa. Questo lo faccio per me.»

Chiude la porta e lo sento scendere le scale.

Respira.


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