Non ho nessuna voglia di tornare a casa, vuota e buia. E' la prima volta che ho paura di restare sola con me stessa. Sento l'adrenalina pomparmi nelle vene. Sono arrabbiata con Diego, per avermi illusa. Lo odio. Non è buffo? Amare a tal punto una persona da arrivare ad odiarla?
Non credo ai miei occhi quando vedo le luci accese di un minimarket. Ma che ore sono? L'orologio della macchina segna la mezzanotte. Cosa diavolo ci fa un supermercato aperto a quest'ora?
Qualche minuto dopo entro dall'ingresso del supermercato. Ho avuto una grande idea. Voglio una birra, ho bisogno di bere. Non sono un incosciente e di certo non rischierò la vita per uno come lui, ma voglio una birra subito.
All'ingresso c'è un omone di colore che fa da guardia. L'occhio mi cade sulla custodia di pelle che ha sul fianco, dal cui spunta una pistola. Mi guarda stranito, come se trovare una ragazza da sola a fare la spesa a quest'ora sia fuori dalla normalità. Forse lo è.
Dopo un paio di giri tra le corsie, finalmente trovo quella dedicata alle birre. Mi avvicino e cerco la confezione nera della Guinnes, che tanto mi piace. Il sapore intenso con quel retrogusto amaro mi fa andare in estasi le papille gustative.
Allungo una mano e prendo una confezione intera di lattine.
«Pene d'amore?» sento qualcuno sussurrare alle mie spalle.
Prima di girarmi chiudo per un istante gli occhi. Sembra Diego, ma non è possibile. Selene non hai ancora bevuto, sei ancora lucida, in teoria. Mi giro e mi ricredo subito.
Questa è una maledizione. Ha i suoi stessi lineamenti e anche gli occhi sono troppo simili. La voce poi è quasi identica. Quella di Diego è più graffiante, meno delicata.
«Voglio solo bere una birra...» sussurro e gli passo accanto, tenendo gli occhi cautamente alla larga dai suoi.
«Selene!» urla.
Mi giro di scatto, si ricorda il mio nome? Mi ha visto una sola volta, mesi fa. Mi guarda smarrito, è proprio vero che mi si legge tutto in faccia.
«E' difficile dimenticarsi di un nome tanto particolare...» si giustifica.
«Vero...»
«Non ti avevo riconosciuta... io non volevo...»
Infierire? Lui non voleva infierire. Lui sa.
«Non preoccuparti, ha già fatto tutto tuo fratello! Questa volta non ha bisogno del tuo aiuto per allontanarmi...» aggiungo e torno a camminare verso la cassa.
«In fondo al corridoio c'è un frigorifero con birre fresche, non puoi bere una birra calda...»
Mi blocco e mi volto verso di lui.
«Non ricordo il tuo nome...»
«Matteo» sorride e mi toglie le birre dalle mani.
«Cosa ci fai in un supermarket a quest'ora?» gli domando mentre pago in cassa la mia Guinnes fredda.
«Tu che ci fai?» mi domanda.
«Non è chiaro?» indico la birra.
«Facevo un giro...»
Socchiudo gli occhi e lo fisso.
«Ok... ho finito il turno e quando sono uscito dalla porta dei dipendenti» indica con il dito il portoncino grigio poco lontano dalla mia macchina «ho visto una ragazza entrare».
«Lavori qua?» domando.
Non ci credo. Non è possibile! Volevo solo stare il più lontana possibile da Diego e io avevo solo bisogno di bere una maledetta birra!
Apro la lattina e bevo un sorso, poi un altro.
C'è solo una spiegazione. «L'universo mi odia!» urlo.
«Cosa?»
Matteo mi guarda con quegli occhi verdi, identici ai suoi. Resto a fissarli, in realtà rispetto a quelli di Diego sono più tendenti all'azzurro. Sono belli e freddi.
Mi siedo sul cofano della mia macchina e appoggio la schiena sul vetro. Bevo un altro sorso di birra e alzo gli occhi al cielo.
«Era meglio se me ne andavo a casa...»
«Perché?» mi domanda lui, cercando di capire.
«Sono andata da Diego ed è stata una pessima idea!»
Mi guarda un pò, poi sale sul cofano e si siede accanto a me.
«Stasera tornava Vanessa... era da lui...» sussurra con gli occhi verso le stelle.
«Sono stata una stupida...»
Bevo l'ultimo sorso di birra, accartoccio malamente la terza lattina e la lancio nel cestino poco distante. Faccio canestro.
«Waoh! Un tiro da professionista!» scherza Matteo e mi ruba un sorriso.
«Quando sorridi sei bellissima» sussurra spostandomi ingenuamente una ciocca di capelli dal viso.
Sento una strana sensazione. Non so cosa sia, ma è bello chiaccherare con lui, forse perché mi ricorda Diego?
«Devo andare a casa»
Scendo dall'auto e mi pulisco i jeans sbattendo le mani sul sedere. Matteo fa lo stesso.
«Non voglio trattenerti, ma ora che sai dove lavoro sei obbligata a venire a trovarmi!» sorride goffamente, infilando le mani nelle tasche de jeans, proprio come Diego. Eppure Matteo sembra lontano anni luce dal fratello. Così dolce e gentile.
Forse sarà l'alcool che mi scorre nelle vene, ma lo trovo infinitamente carino ed attraente. Selene non pensarci. Selene no. Te ne pentirai.
Fanculo.
Mi avvicino a Matteo e lui mi accoglie tra le sue braccia, quasi non aspettasse altro. La mia bocca si appoggia sulla sua e sento subito la sua lingua bagnarmi le labbra.
Le nostre lingue si scontrano e girovagano nelle rispettive bocche, quasi fossero in cerca di qualcosa.
Quando ci stacchiamo esausti, Matteo mi sorride. Ha le labbra rosse.
«Oddio!» urlo e mi metto le mani in faccia.
Selene ma che hai fatto? Che cazzo ti è saltato in mente?
«Hey a me è piaciuto!» annuncia Matteo, togliendomi le mani dagli occhi.
Anche a me, il problema è quello. Anzi il problema maggiore è che l'ho fatto perché lui è identico a Diego e il mio corpo è dannatamente attratto da lui.
Mentre ci rifletto sento un telefono squillare.
Matteo sfila dal taschino dei jeans il suo telefono e risponde. Resto a fissarlo, gli assomiglia molto cazzo, anche nei movimenti.
«Pronto?» risponde.
Ma chi lo chiama a quest'ora? Non sarà anche lui fidanzato? Ripensandoci mi viene difficile credere single un così bel ragazzo come lui.
«Non preoccuparti, stai tranquillo. Mi ascolti? » aggiunge Matteo facendomi l'occhiolino.
«Calmati lei sta benissimo, Selene è con me!»
Merda. Sta parlando con Diego, ma certo.
Nell'istante in cui realizzo che Matteo dirà a Diego che ci siamo baciati, sprofondo in un abisso di terrore.
«Non c'è nulla da spiegare... hai fatto la tua scelta e lei ha fatto la sua!» comunica Matteo a suo fratello e poi chiude la comunicazione.
«E' tutto ok!» mi sorride.
Nulla è ok.
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Respirami
Storie d'amoreQuesta che state per leggere non è una storia come tante. Non è la solita poesia d'amore e opposti che si attraggono. La domanda che mi accompagna per l'intera storia è se si può amare qualcuno senza starci insieme. Esiste davvero quell'amore forte...
