Capitolo 28

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«Perché stasera non esci con Ryan?» mi domanda Lily mentre sparecchia la tavola ed io l'aiuto.

Sono arrivata da tre giorni a Dublino e non sono ancora uscita di sera. Non è che non sia curiosa di vedere questa meravigliosa città di notte, ma semplicemente non saprei con chi uscire e non vorrei infastidire Ryan.

E' seduto al solito posto di fronte a me, non ci siamo rivolti la parola per tutto il giorno. Lo guardo con la coda dell'occhio per cercare di decifrare una sua reazione. Sta guardando Lily e non sembra molto contento della sua proposta.

«Non importa, finirò di leggere un libro che mi sta prendendo molto...» rispondo a raffica.

«Vado al Celt. Ci troviamo qui tra quindici minuti.» risponde lui, poi si alza e se ne va.

Salgo in fretta in camera e sono in panico. Non ho la più pallida ideai di come vestirmi. Apro il mobile e inizio a tirare fuori alcuni capi. Mi infilo una paio di collant neri, una maglia color mattone extra large che mi cade da una spalla, lasciandola scoperta e mi arriva a metà coscia. Aggiungo alla base un po' di terra e passo una linea di eyeliner sugli occhi. Concludo il trucco con un filo di rossetto color sangue. Infilo i miei adorati Dr Martens, una felpa nera con il cappuccio e scendo.

Ryan è seduto su una poltrona davanti una grande finestra nel grande soggiorno che accoglie i clienti. E' al buio, ma la luce della Luna gli illumina il viso. Ha raccolto i capelli in una cipolla e si sta stuzzicando la barba. Ha una gamba appoggiata a penzoloni su un bracciolo. Indossa pantaloni e maglietta scuri.

Si gira di scatto verso di me, quando l'ultimo gradino scricchiola sotto i mie passi. Scatta in piedi, come se si fosse svegliato in quel momento da un sogno. Mi viene in contro e mi si avvicina all'orecchio.

«Sei molto bella...» sussurra.

«Grazie» rispondo arrossendo.

«Dovrò tenerti d'occhio stasera...» aggiunge e mi prende per mano.

E' la prima persona che lascio si avvicini in questo modo a me, dopo lui. Eppure non provo chissà quale emozione. Mi sento al sicuro con accanto Ryan e questo ora mi basta.

Quando arriviamo davanti alla vetrina del The Celt, appare completamente diversa da quella stessa mattina. Ora è tutto illuminato, è come se quel posto avesse preso vita.

Ryan spinge la doppia porta in legno e mi ritrovo catapultata in questo Pub dall'odore pungente di birra e sudore? Credo di non aver mai sentito in vita mia questa fragranza, forse anche un po' nauseante. Ci sono vari tavolini e in fondo alla stanza è presente un grande bancone pieno di alcolici. All'interno del locale sono presenti per lo più uomini.

Ryan mi trascina ad un tavolo, tra un saluto e una stretta di mano. Deve frequentare molto questo posto, a giudicare dalla gente che conosce.

«Dopo un po' il tuo naso ci fa l'abitudine, è solo questione di tempo!» esclama facendomi l'occhiolino e riferendosi chiaramente a quel forte odore.

«Ryan!» Esclama sorpreso il cameriere quando arriva al nostro tavolo per prendere l'ordinazione.

Ha i capelli neri corti e anche nell'oscurità del locale noto gli occhi azzurro mare. Porta una camicia bianca che gli esce in parte dal bordo dei jeans e le maniche risvoltate a metà braccio lasciano scoperti i tatuaggi. E' bello. Quel bello che puoi solo ammirare.

Ryan non gli risponde, continua a sorseggiare la sua Guinnes presa al bancone quando siamo entrati. E' sempre così irritante, con le persone che si dimostrano gentili nei suoi confronti.

«Ciao, io sono Selene!» Esclamo rivolta al ragazzo che aspetta una risposta da Ryan. Cerco di parlare in Irlandese.

Il cameriere resta fermo con lo sguardo su Ryan, sembra triste. Chissà quante cose ci sono dietro quelle parole non dette.

«Luca... io sono Luca!» Risponde lui in italiano.

Un altro? Sono in Irlanda da pochi giorni ed ho conosciuto solo Italiani.

«Sei Italiano! Fantastico, posso ordinare senza fatica.» Sorrido e lui ricambia cortese.

Ordino un Irish Coffe e Luca scompare con i menù.

«Ti piace?» Interrompe il silenzio Ryan.

Ma che domande mi fa? Così mi imbarazza, non sono abituata ad avere amici del sesso opposto al mio. E' strano parlare di queste cose con lui.

«Sei diventata rossa, maledizione non riesci a nascondere nulla!» Aggiunge passandosi le mani nei capelli.

«Meglio tu che sei sempre così irritante! Io non ti capisco... dov'è finito il ragazzo che mi ha aiutata sull'aereo? Quello altruista e gentile?»

Colpito e affondato. Ryan mi guarda con gli occhi spalancati e la bocca semiaperta.

«Se non ti sta bene il mio modo di fare, trovati qualcun altro che ti faccia da cicerone!» Esclama e si alza dalla sedia.

Non ci credo, non può lasciarmi qua così. Non può andarsene!

«Te ne vai?» Gli chiedo timorosa.

«Vado a prendermi un altra birra, tra te e lui sarà una notte lunga!" Esclama e si allontana mentre Luca viene verso il nostro tavolo con il mio ordine.

Tra te e lui. Lui. Sento una scossa attraversarmi la schiena. Proprio mentre Luca si piega per lasciarmi il bicchiere di vetro noto un tatuaggio sbucargli dallo scollo della camicia, sembra una corona. Una corona.

«Ti ha abbandonata? Non preoccuparti tornerà, torna sempre!» Mi sorride Luca.

«E' un tatuaggio quello?» Gli chiedo indicando lo scollo.

Luca si porta istintivamente una mano al petto, all'altezza del cuore.

«Due braccia strette a un cuore incoronato!» Risponde Ryan che è tornato a sedersi.

Luca lo guarda disperato. Nella penombra mi sembra di vedergli gli occhi brillare.

«Raffigura il Claddagh, qui in Irlanda è l'anello di fidanzamento ufficiale!» Aggiunge Luca chinando il capo.

«Quindi sei sposato?» Chiedo istintivamente.

Ryan scoppia a ridere mentre sta sorseggiando la sua birra e per poco rischia di strozzarsi.

«No» Risponde Luca freddo e si allontana.

«Come facevi a sapere cosa ha tatuato?» Gli chiedo.

Selene dovresti imparare a non fare domande di cui temi la risposta.

Ryan torna serio, fa un altro sorso di Guinnes, poggia il bicchiere sul tavolo e poi si alza con disinvoltura la maglietta fino a lasciare scoperto il petto. Ed è proprio li, tatuato all'altezza del cuore che pulsa un cuore incoronato circondato da due braccia.


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