Motorbike

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-Megan-

Abbasso lentamente il braccio che tenevo alzato per tentare di rispondere a Parker, e chiudo la bocca che avrei usato per lo stesso scopo. Fisso il pavimento... Non trovo una spiegazione. Sento lo sguardo di tutti a dosso, lo ha fatto apposta. Davanti a tutti, in modo che sapessero che la povera Megan Clarke era stata scaricata dal mitico Theodore Parker. Ma d'altronde c'era da aspettarselo. Lui ragiona così, una botta e via. Ti ama per un periodo che può andare dalle poche ore alle tre settimane. Poi ti butta nel cesso. Alzo lo sguardo, e, come previsto, tutta la scuola mi guarda. Corro. Inizio a correre, senza fermarmi, so già dove devo andare.

-FRED! APRI!- busso continuamente alla porta, piangendo e tirando calci, per tentare di farmi sentire. -FREDERICK SCOTT! TI ORDINO DI APRIRE QUESTA CAZZO DI PORTA!- ho perso le staffe, potrei buttarla giù da un momento all'altro. -Megaan! Arrivo su...bito...- risponde una voce assonnata, e io continuo a tirare pugni alla porta per dirgli di muoversi. Finalmente mi apre: è assonnato, ha i capelli scompigliati e indossa un paio di pantaloni grigi -Comunque buongiorno a te, Principessa. Perché piangi?- io non mi contengo più e gli salto a dosso. -P-Parker...- balbetto tra i singhiozzi. -Ei, aspetta. Sediamoci e raccontami tutto. Vuoi un the?- S-Sì, grrazie.-

Calmati, Megan, su, forza. -Allora, che è successo?- Mi ha mollata davanti a tutta la scuola, dicendomi che mi odiava. E mi ha mandata allegramente a 'fanculo.- Fred sembra pensarci un attimo, poi mi guarda e risponde -Meg. Ti avevo avvertita. Lascialo stare, e prova a non starci male. Ci sono io, Piccola, non preoccuparti. Okay? Ti proteggo io. Ora però fai un respiro profondo e calmati. Va tutto bene Piccola. Ei, smettila di piangere.- Dice, mentre mi abbraccia. -Grazie Freddy, ti voglio bene. Oggi pomeriggio vado a trovare David,  mi accompagni?- Sì, certo, a che ora passo a prenderti?- Alle tre. A dopo Tesoro.- A dopo Principessa.- Mi dà un bacio in fronte e me ne vado. Corro di nuovo, sta volta per andare in un altro dormitorio maschile.

Busso e qualcuno viene subito ad aprirmi. -Megan, che ci fai qui?- Fleur ha i capelli ricolmi di lacca appiccicosa, indossa una maglietta che non è sicuramente sua, è troppo grande. -Parker, mi ha lasciata.- Oh, Tesoro, entra pure. Ora parliamo. Mark! MARK! Scendi?- Sì Amore! Arrivo!- scende, dopo circa cinque minuti, uno dei ragazzi più belli che io abbia mai viso con in dosso solamente... Un paio di boxer rosa. -'Giorno, Mark!- Oh Dio Santo, Megan! Cazzo Fleur, potevi dirmelo! Mi sarei rivestito.- Vaffanculo Mark, sparisci. Ho da fare.- Ma se mi hai chiamato tu!- Sparisci. Punto.- Lui se ne va, scalfito e sconfitto. -Allora, raccontami.-

Sei ore dopo

-Meg! Scendi!- Arrivoo!- rispondo, pronta. Scendo, non dimenticando il casco e le chiavi. Ho messo la tuta da moto per evitare di prendere freddo. La prima cosa che ha fatto appena arrivato qui, fu di comperarsi una moto con i suoi risparmi. Monto sulla moto e partiamo.

Giunti all'ospedale, cerco la stanza 713, dove si trova David. Appena trovata, la apro. Il mio amico è lì, sdraiato. Dorme. -Dav? David? Sono Megan.- Ei, ciao Meg. Sono molto debole. Come stai?- Bene... Parker mi ha lasciata... Ma il resto è OK. Tu?- Debole. Ho un cancro. Mi sta divorando. Ho paura.- Sta' tranquillo, Dav. I medici troveranno una cura.-

Gli prendo la mano e comprendo che ho detto la più grande stronzata in tutta la mia vita.

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