Preferisco la morte

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-Megan-

"Talvolta ci facciamo prendere dalla compassione per creature incapaci di provare sentimenti sia per se stessi che per altri."

Sono le 8:45. Sono seduta su una panchina, leggendo Cime Tempestose, aspettando le 10:00. Sento avvicinarsi qualcuno alle mie spalle. Ho paura che sia Theodore; in effetti, è un po' che non lo vedo. Invece no, è Fred, che si siede vicino a me:-Che leggi?- Cime Tempestose.- Strano che tu non ti sia ancora depressa! Che lagna quel coso!- Rido. Rido perché ultimamente mi viene bene ridere. -Okay, Fred, che hai stamattina?- Inglese, che rottura. Tu?- Francese, touché.- Mi sorride e mi dice che mi vuole bene. Purtroppo Manny lo chiama, ed io resto di nuovo sola. Riprendo la mia lettura; dopo qualche minuto alzo gli occhi e lo vedo: eccolo lì, il fighetto della scuola, nelle sue Vans grigie. Eccolo lì, Miss Perfezione, con quell'aria da malandrino mascalzone. Faccio finta di non vederlo, lui e la sua banda di deficienti pronti all'impatto.

Dopo un po' piomba sulla panchina Parker. -Ciao.- dice, spudoratamente. -Ciao.- rispondo, altrettanto sfacciata. -Che leggi?- Emily Bronte.- sgrana gli occhi, sinceramente non ho proprio voglia di ascoltarlo criticare la mie più grandi passioni. -L'ho letto anch'io, l'anno scorso.- Ah, chissà come mai non me lo aspettavo.- sono veramente stupita che uno come Theo possa leggere un libro talmente romantico, e antico. -Che hai stamattina?- mi domanda, visto il mio silenzio. -Francese.- non ho intenzione di sapere cosa abbia lui. -Beh, io ho Fisica.- Okay?- non lo voglio proprio sentire più, ma al contempo lo desidero.

-Theodore-

-Frederick è venuto a parlarmi. Sai?- le domando, cercando di mantenermi calmo. -Ah, sul serio?- Sì. Mi ha detto di stare alla larga da te. Ha paura che la storia si possa ripetere. Ha paura che io uccida anche te.- Lei sgrana gli occhi, lentamente chiude il libro, si alza e corre via. E io le corro dietro.

Appena la raggiungo, la faccio voltare, le prendo i polsi bagnati dall'acqua dei suoi occhi e le dico:-Ei, ei, ei. Calmati, okay? Non ho intenzione di farti del male. Calmati.- Lei continua a divincolarsi, ma io la tengo stretta, non ho proprio voglia di lasciarla andare. -Non voglio farti del male. Non sono più lo stupido che ero prima. E... E ti amo, Meg. Ti amo dalla prima volta che ti ho vista. Ti amo perché sei bella, sei armoniosa, sei gentile e cortese. Sei particolare e speciale, Megan. Siamo legati da un filo invisibile e indistruttibile, che solo la morte può spezzare. Ti prego, dammi una possibilità. So che lo vuoi. So che mi ami.- Non credo alle parole che ho appena detto, ma sono tutte vere. Lei mi ama, io la amo. Ci conosciamo da qualche settimana, e ogni volta che la vedo con un altro mi si gela il sangue nelle vene. Ho bisogno di saperla mia, di sapere che è mia, e che lo sarà sempre. Ma la sua risposta mi spiazza.

-Allora preferisco morire.-

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