-Megan-
-Oh beh, io mi sono ricordata di dover andare a ehm mettere lo smalto al cane della vicepreside, vado.- annuncia Fleur. Penso sia la scusa più idiota che un essere umano abbia mai tirato fuori.-Io resto con te, se vuoi. Quel Parker non mi convince per niente.-Sì, certo.- Parker si avvicina sempre di più, ed io ho paura di affrontarlo:-Scusa, tu- mi dice -non ricordo come ti chiami, puoi venire un secondo?- David si intromette:-Megan. Si chiama Megan. Ed io vengo con lei.- Theodore guarda David:-Non ci pensare nemmeno, pivellino. Lei viene come me, e tu non sei invitato.- A quel punto guardo David e gli annuncio:-Va'. Non importa, non mi farà del male. Tranquillo, ci vediamo dopo.- lui si allontana lentamente, come se avesse paura di una reazione di Parker o un mio ripensamento. Parker mi prende per un braccio e mi trascina via:-E che cavolo, mi fai male! AHI! Mi lasci?!- mi sta bloccando la circolazione del braccio destro. Ad un certo punto lui si ferma. Mi lascia andare e mi prende il viso fra le mani:-Meg- sussurra a un centimetro da me -Perché hai mandato Frederick a minacciarmi?- Cosa?:- Cosa? Io non ho mandato nessuno. Frederick è solo geloso.- Lui ride. Comincia a ridere, e non si ferma:-Come se non sapesse che tu sei mia! Ahahahahah, che testaccia del cacchio.- aspetta, cosa? -Come hai detto?- gli domando, e lui risponde:-Che testaccia del cacchio, ho detto.- convinto, certo:- Prima.- lui ci pensa, poi dice:-Come se non sapesse.- ah, ma non capisce proprio!:- Dopo.- sembra aver capito -...Che sei mia.- Si, certo, e come puoi dirlo?! Ci siamo conosciuti ieri! E io non ti amo.-
-Theodore-
-...E io non ti amo.- quelle parole mi graffiano il petto in un modo indescrivibile. Non capisco perché, neanche io la amo, in quel senso del cacchio, ma mi sento svenire. Devo insistere:- Oui, tu me aimes.- Le prendo di nuovo il viso tra le mani e la bacio. Un bacio breve, solo sfiorarsi le labbra. Ma per me vale tantissimo... Non capisco perché, ma sento di dover amare questa ragazza. Cavolo, non comprendo più nulla. Ogni volta che la vedo sgrano gli occhi pensando di vedere Lei. Brenda. Ma con Lei la questione era diversa.
Amavo Brends, ma di un amore passeggero, volante, malinconico. Un amore vecchio duecento anni, un amore nella brughiera inglese nel 1845.
Con Meg è diverso. Forse la amo. Anzi, la amo proprio. No, non la amo. Mi fa schifo, non la voglio.-Vattene, Megs.- Lei mi guarda stupita dalle mie parole:-Come?- Le ripeto il concetto:-Vattene, Clarke.- E se ne va. Via. Scott arriva, la prende in braccio e la coccola. Riesco ad udire le sue parole:-Che hai, principessa?- Lei piange. Piange, oddio, cosa ho fatto. Quelle lacrime stupende non dovrebbero mai correre sulla sua pelle di porcellana, rigida come fosse di pietra, indistruttibile come una roccia. Una roccia che io ho appena frantumato. Arriva quell'imbranato del suo amichetto, che la prende e la bacia. La sta baciando. Cazzo, no. La sta baciando. Ora gli spacco la faccia.
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Essence
RomanceUna foresta. Un omicidio. Un unico vincolo. Megan Clarke è una piccola donna, quando cade sotto il suicidio di sua sorella. Scappa lontano con il suo migliore amico, attraverso la verde e pura foresta scozzese. Ullapool è il suo nuovo habitat, la su...