capitolo 11

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Riempio il piatto.
Ogni due pancake ci faccio scivolare in mezzo un filo di burro e affogo il tutto con una tazza di sciroppo tiepido.
Questo può bastare.

‹‹Per quale evenienza hai preparato tutto questo?›› -domanda la zia una volta che fa capolinea nella cucina.

‹‹Per chiedere scusa.›› -mormoro.

Si mette seduta è addenta un pezzo di mela.

‹‹Ho avuto tutta la notte per metabolizzare e capire che mi sono alterata in modo esagerato. E mi dispiace che me la sono presa con te, ma mi hai incastrato in qualcosa di estraneo.›› -dico.

‹‹Nulla ti è estraneo. Hai represso fin da subito questo potere e adesso ti sta sfuggendo di mano.›› -dice.

‹‹Allora tu, la mamma e papà sapevate di questi miei poteri fin da quando ero piccola. Perché non me lo hai detto? ›› -Chiedo.

‹‹Perché a volte la verità può far male.››

Annuisco.

‹‹Ed ho pensato anche ad una cosa estremamente seria. ›› -continuo.

‹‹Si tratta del "club degli strambi "?››

Quando li nomina fa le virgolette con le dita.
Scuoto la testa.

‹‹Voglio iscrivermi alla selezione. ›› -sbotto.

La zia non sembra turbata o in alcun modo sorpresa.

‹‹Lo immaginavo. ›› -dice.

‹‹Non sei arrabbiata? Credevo che volessi che venissi con te al Palazzo ad imparare a controllare i miei impulsi.››

Estrae dalla tasca un foglio e me lo passa.
È il volantino delle iscrizioni.

‹‹Perché lo hai preso? ›› -Domando sorpresa.

‹‹Perché sapevo che volessi farlo. Sei la mia famiglia ed è mio dovere conoscerti e motivarti ad inseguire i tuoi sogni.››

Sorrido estasiata.

‹‹Ne sei sicura?››

Annuisce.

‹‹E non devi preoccuparti degli specialisti. Ieri mi hai dimostrato che sei in grado di gestire la magia, ma è utile che ascolti i miei consigli per non lasciarti sopraffare. Hai già quasi distrutto la tua camera. ›› -ride.

Annuisco consapevole.

‹‹Ma adesso porta quel culo fuori e iscriviti alla selezione. Io devo mangiare questi deliziosi pancake e ricaricarmi per la giornata. ›› -mi avverte.

Gli sorrido e gli stampo una bacio sulla guancia.
Non si è mai così prevedibili.
Tutti commettiamo degli errori.
Ma a seconda di come agiamo di fronte a questi errori impariamo e cresciamo o, viceversa, rimaniamo in una situazione di stallo.
Accettare gli errori è da coraggiosi perché dimostra il coraggio di affrontare le conseguenze e le possibili critiche dall'esterno.
Arrivo al punto di raccolto e raggiungo titubante il piccolo bancone.
Sono davvero disposta di allontanarmi dalla mia Terra e dalle persone che amo solo per poter inseguire un sogno?

‹‹Signorina? Le serve aiuto? ›› -mi domanda un uomo pelato, grosso e intimidorio.

‹‹Ehm.. no. ›› -borbotto.

Al lato del braccio noto lo stemma regale incastrato nel tessuto blu scuro della divisa.

‹‹È qui per chiedere informazioni? ›› -Chiede con voce rauca.

Nashell: La Guardiana (#1)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora