Quando arriva la sera, mi accorgo che è passata già tutta la giornata, e così ogni pomeriggio mi ritrovo la sera senza la minima cognizione dle tempo. Pensando al fenomeno dello spostamento del sole con la luna ci sarebbero troppe cose da dire, troppe riflessioni da fare e troppe metafore da creare.
Una vita senza la sera sarebbe impossibile, e quindi la sua importanza è fondamentale per la nostra esistenza, ma anche per le piante. La sera per me, è forse il momento che preferisco della giornata. Il sole cominci ad andar via lasciando un tepore che va a scontrarsi con il freddo della notte, poi comincia a venir sonno, a stancarsi, a riflettere.
E' una cosa troppo grande.
‹‹Sei tu a farlo?›› -mi chiede sorpresa e ammaliata da tanta bellezza.
‹‹Le lucciole sono esseri davvero incantevoli e non è difficile concentrarsi su di loro. Si muovono in perfetta sincronia, come le note musicali. Sono speciali, quanto le persone che ci circondano.›› -dico.
La zia mi sorride cordialmente.
‹‹Sono contenta che tu abbia insistito. Non hai più bisogno di essere messa da parte.››
‹‹Mi hai detto che la verità fa male, ma se non provi dolore non puoi capire come superarla.››
‹‹Hai provato molto dolore in quella casa?›› -chiede.
Una ferita emotiva creata nelle difficoltà e alimentata con maltrattamenti.
Puoi provare a sfuggire dal dolore coprendo gli occhi ma allo stesso tempo sei stufa di dire e pensare che vada tutto bene.
‹‹Esistono tanti tipi di dolori.››
‹‹Mi dispiace.›› -sussurra nel tentativo di curarmi.
‹‹Non si può dimenticare semplicemente ciò che si è visto. La morte è stata solamente un gioco, un diversivo, uno sfogo.›› -mormoro.
‹‹Prima non ci ho dato troppo peso. Hai perso il controllo?››
Ciò che irrompe nella mente non può essere previsto, perchè nato e non scaturisce da una elaborazione.
‹‹Non puoi immaginare quanto sia stato difficile rimanere in vita.››
‹‹Volevano farti del male?››
‹‹Volevano liberarsi degli ostacoli.›› -dico sincera.
La zia mi abbraccia, consolandomi.
‹‹Siete ancora sveglie!›› -esclama Matt.
‹‹Matt, cosa ci fai ancora in giro?›› chiede la zia.
‹‹Giro di perlustrazione.››
‹‹Partirete in mattinata?››
Dialogano come se non ci fossi nemmeno.
‹‹Le pantere amano andare in giro di notte. Vogliamo spaventarla e portarla nel suo ambiente.››
Pantera?
‹‹Di quale pantera parli?›› -sbotto.
‹‹E' una tua amica?›› -chiede brusco.
‹‹Cosa volete farle?›› -continuo con troppa agitazione.
‹‹Portarla nella Terra dell'Ovest, dove dovrebbe stare.›› -risponde secco.
Le pantere vivono nelle foreste più fitte dove penetra davvero pochissima luce.
Questa particolare pigmentazione, del suo manto, permette all'animale di mimetizzarsi meglio nella fitta vegetazione.
Ha quei suoi occhi giallastri, adatto alla vita notturna. Sono solitarie e hanno bisogno di un vasto territorio per la caccia, e come molti altri felini contrassegnano i loro territori con marchi odorosi, ma anche lasciando graffi sui tronchi degli alberi.
Non si farà mai avvicinare da loro.
‹‹Come penserete di riuscirci?›› -domando frenetica.
‹‹Non credo siano affari tuoi.››
‹‹Tesoro, perche ti interessa tanto? Questa Terra non ha un recinto, potrebbe avventurarsi qui e causare dei grossi danni.›› -mormora la zia.
‹‹Ma sareste in grado di ucciderla?> domando terrorizzata.
Non possono ucciderla. Non voglio.
‹‹Non sono affari che ti riguardano.›› -esclama secco Matt.
‹‹E' un essere vivente. Lei proteggerà il suo territorio e sé stessa, se si sentirà in pericolo.››
‹‹Credo che tu abbia qualcosa di più importante cui pensare.›› -sbotta.
No, che non è così.
Loro uccideranno il mio legame con il felino.
‹‹Fra due giorni dovrai partecipare alla festa organizzata in vostro onore, e partecipare all'ultimo rito.›› -mi informa la zia.
‹‹Di quale rito parli?›› - chiedo confusa.
Nessuno mi ha informato di questo nuovo avvenimento.
‹‹Essere capace di proteggere l'albero qualora si presentasse un pericolo, di mettere la tua vita davanti ad esso. È una specie di accordo, una promessa.›› -spiega Matt.
‹‹Ovviamente questa è solo una tradizione.›› -continua la zia.
‹‹Finchè tutte le storie non diventano reali.›› -dico.
‹‹Non mi dire, adesso fai parte anche tu del "club degli strambi"?›› -domanda ironico Matt.
Lo guardo storto.
‹‹Sta zitto!›› -ringhio.
Un gruppo di guardie ci raggiunge.
Sono armati, carichi.
Mi sale il panico.
‹‹Buon viaggio, Lexa.›› -saluta.
‹‹Vai già via?›› -le chiedo.
‹‹Volevo rimanere di più, per te. Ma sai quanto è pungente il signor Davis.››
E' il suo datore di lavoro.
E' vecchio, biforcuto e pesantemente arrogante.
Pretende così tanto da lei.
‹‹Sapevo che lavorare in mezzo a tutti quei fiori, lo avrebbe reso una persona orribile. Quando ti lascerà gestire il negozio?››
‹‹Probabilmente quando non ci sarà più.››
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Nashell: La Guardiana (#1)
Fantasy#1 libro della trilogia Nashell Esiste un albero le cui radici ergono in una storia più antica e contorta della verità. Un albero che ha creato tradizioni. Diventare suo protettore è un valore che si potrae da generazioni. Chiunque pagherebbe un p...
