- Sai dove si è aperta precisamente la Breccia?- chiesi mentre Chris armeggiava con la tessera magnetica sulla serratura del portale.
- Si, ma non possiamo arrivarci direttamente, la mia chiave può sbloccare solo i luoghi in cui sono autorizzato ad accedere. -
- Quindi come facciamo?-
- Lo vedrai - rispose distrattamente dandomi in mano una delle due torce tirate fuori dallo zaino - ecco! -
La porta si aprì su una stanza completamente buia in cui Chris mi spinse con un tocco leggero sulla schiena - non avere paura - sussurrò prima di seguirmi chiudendosi il portale alle spalle.
Ci trovavamo nel buio più completo perciò accesi la torcia e così fece anche il mio Cavaliere con la sua. I due fasci di luce illuminarono una moquette impolverata e quello che mi sembrava l'ingresso di una casa disabitata.
Dopo essere entrati in una stanza sulla destra Chris fece scattare l'interruttore della corrente elettrica, cosa che mi permise finalmente di distinguere l'ambiente intorno a me: era una piccola cucina con pavimento e pareti gialle e l'arredamento quasi completamente coperto da teli impolverati.
Chris,al mio fianco, fissava dritto davanti a sé. Un velo di tristezza era sceso sui suoi occhi e le sue spalle erano in qualche modo diventate pesanti come se d'un tratto tutti i drammi di questo mondo si fossero poggiati su di esse.
- Dove siamo?- gli chiesi sussurrando quasi con la paura di disturbarlo.
Lui non mi rispose subito, sembrava dover raccogliere tutte le sue energie per poterlo fare.
- Siamo a Londra e questa era casa mia, ci vivevo da bambino. -
Mentre parlava lo vidi prendere una piccola cornice da uno scatolone aperto lasciato in un angolo.
- Ma come? Non hai sempre vissuto all'Organizzazione?-
No, da piccolo ero un normalissimo bambino, non avevo alcun potere speciale. Vivevo qui con mia madre - disse l'ultima parola con grande fatica.
Sentivo la sua tristezza scorrermi nelle vene.
- Mio padre faceva avanti e indietro dalla base ogni volta che poteva, poi... sono andato a vivere lì con lui. -
Sentivo che c'era qualcosa che non andava ma non ebbi più il coraggio di fare altre domande.
- Stiamo perdendo tempo - disse lui ribaltando la cornice a faccia in giù nello scatolone aspetta qui, devo controllare una cosa - aggiunse uscendo velocemente dalla stanza.
Mi guardai intorno: l'ambiente era davvero piccolo ma doveva essere stato molto "vivo" un tempo. Entrando la prima cosa che si notava era l'isola al centro della stanza che occupava gran parte dello spazio e probabilmente veniva usata per mangiare più che per cucinare. Era circondata da quattro sedie alte di legno scuro, ognuna delle quali aveva un cuscino ricamato a mano di un colore diverso come a indicare il posto di ogni membro della famiglia. Sulla sinistra della stanza la parete era per lo più coperta da una credenza completamente vuota. Sul lato destro si intravedevano, da sotto i vari teli, una serie di mobiletti da cucina, un piano cottura e un vecchio forno sporco. Infine nell'angolo infondo c'era un frigorifero vuoto e mezzo aperto. Attaccati all'anta erano stati dimenticati quattro magneti di varie forme che incorniciavano un foglio rettangolare.
Mi avvicinai curiosa solo per capire che era un disegno ingiallito che raffigurava quattro persone stilizzate che si tenevano per mano: una donna, un uomo, un bambino e una bambina. Sopra il disegno svettava la scritta "My Family" e una piccola firma sbilenca e infantile "Christian".
In quel momento mi cadde lo sguardo sullo scatolone, mi avvicinai e presi la cornice che Chris aveva osservato tanto malinconicamente. La foto al suo interno ritraeva un bambino paffuto dagli occhi grigi e una donna bellissima che lo stringeva a sé con amore.
- Nina!- mi chiamò da lontano Chris facendomi sussultare. La sua voce era ovattata e distante.
Presa alla sprovvista misi disegno e cornice nella mia borsa.
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Filo Rosso
FantasyMolte leggende sostengono che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci collega con la nostra vera ed unica anima gemella. E se esistesse qualcuno in grado di vedere quel filo? E se ci fosse più...
