Poche ore prima della festa, Susy era venuta in camera mia e mi aveva mostrato un meraviglioso vestito blu notte e un paio di scarpe coordinate.
La fissai alquanto confusa.
– Indossalo stasera mi raccomando!– disse.
– Non è esattamente quello che avrei scelto io – commentai fissando i tacchi vertiginosi. Mi sarei ammazzata al primo passo.
– Non voglio sentire scuse, sei una Guardiana e devi quantomeno essere presentabile – aveva esclamato con voce acutissima – le feste dell'Organizzazione sono grandiose e ora che il Direttore si è svegliato sarà tutto perfetto. –
Era come se si fosse totalmente dimenticata del fatto che al momento ero la sospettata numero uno per la Breccia alla base.
– Non so se tu l'abbia aperta o meno ma so per certo che non volevi farlo e questo mi basta – mi aveva spiegato quando le avevo fatto notare quell'evidenza – a volte contenere i propri poteri diventa difficile, è capitato a tutti. –
– Davvero?– chiesi un po' scettica – voi mi sembrate tutti così perfetti. –
– Siamo solo più esperti – mi disse sedendosi sul letto al mio fianco – io e mio fratello eravamo piccolissimi quando il Direttore ci ha portati qui e io ci ho messo un sacco di anni ad imparare a controllare i miei poteri. Una qualsiasi emozione troppo violenta li faceva esplodere perciò so esattamente come ti senti, ho fatto cose tremende senza volerlo davvero. –
Il dolce viso di bambina di Susy si era fatto triste tutto d'un tratto.
–Prima dell'Organizzazione, io e Reimar vivevamo in un paesino piccolissimo con nostro padre– disse – ricordo poco di lui: beveva molto, non ci amava e non si curava di noi. Dovevamo cavarcela da soli senza dargli fastidio. Sopravvivevamo in qualche modo, saremmo sempre sopravvissuti restando insieme, era la nostra unica certezza. –
Cacciai indietro le lacrime a stento e le strinsi la mano per infonderle coraggio.
– I poteri di Rei si sono rivelati prima dei miei e una notte nostro padre tornò a casa ubriaco prendendosela con lui, lo chiamò abominio. Lo picchiò violentemente facendogli sbattere la testa a terra. Fu la goccia che fece traboccare il vaso e i miei poteri si liberarono tutti in una volta, non riuscii a trattenerli, distrussi la casa e mandai nostro padre all'ospedale. Poco dopo l'Organizzazione ci trovò e ci portò via da quel posto. –
– Oh Susy – dissi avvolgendola in un abbraccio, i suoi capelli erano così profumati –grazie per avermelo raccontato, sei stata coraggiosa. –
Lei rimase appesa alla mia schiena per un po', come se il suo equilibrio interiore dipendesse da quell'abbraccio, poi fece un bel respiro, mi donò il suo sorriso da bimba ed uscì dalla stanza.
"Ci vediamo alla festa, metti quel vestito" sussurrò alla mia mente poco prima di chiudersi la porta alle spalle.
Avevo immaginato che tutti i Membri del Destino avessero sofferto ma sentirlo con le mie orecchie, percepire quel dolore, era diverso.
Mancava poco all'inizio della festa e non sapevo proprio che cosa fare.
Dopo essermi vestita mi sedetti sul letto stancamente, i sotterfugi e gli inganni non facevano proprio per me.
E se avessi confessato tutto ai Membri del Destino?
Fissai la porta da cui Susy era uscita poco prima, lei si era fidata di me, mi aveva consolato, mi aveva aiutata.
Forse mi avrebbe creduto se le avessi detto che Mildred mi appariva in sogno, mi parlava e probabilmente mi controllava anche. Forse era vero che non riuscivo a trattenere i miei poteri, che non ci potevo fare niente. Forse perfino Chris avrebbe potuto prendere le mie difese, avrebbe potuto aiutarmi.
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Filo Rosso
FantasiMolte leggende sostengono che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci collega con la nostra vera ed unica anima gemella. E se esistesse qualcuno in grado di vedere quel filo? E se ci fosse più...
