Mi trovavo in mezzo al corridoio della base, proprio di fronte alla porta/portale ma in qualche modo mi sembrava diversa dal solito. Più... vecchia forse?
Non riuscivo a capire come diavolo avessi fatto ad arrivare lì, un secondo prima ero nella stanza di Damian. Possibile che l'Oscuratore mi avesse ingannata?
Infuriata, mi voltai per tornare nella sua stanza a dirgliene quattro ma un rumore sordo alle mie spalle attirò la mia attenzione. La porta/portale si era appena aperta per far entrare un ragazzo biondo che mi era sicuramente sconosciuto ma che allo stesso tempo aveva qualcosa di vagamente familiare.
I suoi vestiti erano un po' strani e straordinariamente ricoperti di polvere, teneva per mano un bambino che avrà avuto si e no l'età di Manu. Mi allarmai vedendo il sangue che ricopriva le sue manine e lo sporco che gli incrostava la faccia e i capelli scuri.
– Che vi è successo?– chiesi avvicinandomi a loro di un paio di passi.
Il ragazzo biondo si comportò come se non mi avesse nemmeno vista, si inginocchiò di fronte al bambino, gli pulì il visetto con la manica della giacca e gli sorrise.
– Non ti preoccupare, sei al sicuro adesso. Questa è la mia base, ti troverai sicuramente bene qui – gli disse incoraggiante senza ricevere alcuna risposta – ti va di dirmi il tuo nome ora?–
Il bambino non emise un fiato. A dire la verità non lo guardava nemmeno in faccia, i suoi occhi erano piantati nel nulla come se non fosse interessato a niente e nessuno.
– Gus!– una ragazza stava correndo velocemente nella nostra direzione. Nemmeno lei sembrò notarmi visto che mi passò a un centimetro di distanza senza nemmeno cercare di schivarmi. Indossava un bellissimo vestito azzurro dal taglio antico con maniche di pizzo bianco e portava i lunghi capelli castani legati su una spalla. Non potei fare a meno di notare che un filo oro la univa al ragazzo di nome Gus.
– Avresti dovuto avvertirmi! Sei il Fondatore dell'Organizzazione, non te ne puoi andare in giro senza il tuo Cavaliere – gli disse lei tutta agitata.
Ok, quello era strano. Il Fondatore dell'Organizzazione del Destino era vissuto duecento anni prima.
– L'ho trovato – rispose lui sorridendole felice e alzandosi in piedi in modo che la nuova venuta potesse accorgersi del bambino.
– Oh mio Dio! – urlò la ragazza – non ci posso credere! –
– Quanta fiducia riponi in me – commentò sarcastico Gus.
La ragazza lo ignorò e si rivolse al bambino – io sono Lena, piacere di conoscerti. –
– Non ti spaventare, è una brava persona solo un po' esuberante– si intromise Gus ridacchiando.
– Come ti chiami tesoro?– chiese Lena facendo la linguaccia al suo compagno.
Il bambino la fissò per alcuni secondi poi con una vocetta incerta rispose – Mildred. –
Il mio cuore perse un paio di battiti.
– Bene Mildred! Vieni con me, andiamo a darci una ripulita– esclamò Lena prendendo il piccolo per mano.
– Prima o poi capirò come fai – borbottò incredulo Gus seguendoli.
Mentre ancora osservavo i tre sconosciuti, la scena semplicemente cambiò in un battito di ciglia.
Ero nel giardino della base, in una zona in cui ero già stata. Davanti a me un ragazzo che avrà avuto più o meno sedici anni rincorreva Lena che rideva di gusto divertita. La loro differenza di velocità era notevole, quella ragazza era una scheggia ma riuscii a notare che, rispetto a prima, due cose erano cambiate in lei: era un po' più grande e il suo legame con Gus aveva cambiato colore: l'oro si era fuso con il rosso. Non mi era mai capitato di vedere un filo del genere ma sapevo cosa significava, Gus e Lena non erano soltanto Guardiano e Cavaliere ma anche anime gemelle.
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Filo Rosso
FantasyMolte leggende sostengono che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci collega con la nostra vera ed unica anima gemella. E se esistesse qualcuno in grado di vedere quel filo? E se ci fosse più...
