Capitolo 32: Combatti!

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Mildred mi fissava con odio, io ero la spina nel fianco che stava rovinando il suo grandioso piano. Mi avrebbe estirpata a qualunque costo.

Lo colpii nuovamente alla spalla, nello stesso esatto punto di prima in modo che non si rigenerasse subito.

– Sai forse il Fondatore ha ragione – dissi all'uomo ferito che mi stava di fronte – devo salvarti da te stesso e sono l'unica che può farlo. –

Mildred proruppe in una sonora risata – che cosa vuoi fare tu? Sei solo una piccola Guardiana che non avrebbe nemmeno dovuto avere quei poteri, i miei poteri. Tu piccolo errore vorresti salvami da me stesso?–

Lo guardai fiera – ti sconfiggerò e porterò la pace nel tuo animo. –

Mi concentrai per colpirlo più e più volte sempre alla spalla già ferita.

Mildred, tremante di rabbia, si alzò cautamente in piedi ed iniziò a raccogliere energia nera nei palmi delle mani. Sembrava elettricità pura e concentrata, era intenzionato ad uccidermi in fretta.

– Sono immortale, l'essere più potente, persino più forte dell'Entità stessa. Le mie ferite guariranno, non puoi nulla!– disse misurando la rabbia.

Mi lanciò contro il suo attacco che mi colpì ad un braccio, avrebbe dovuto procurarmi molto dolore ma ormai non sentivo più nulla. Il dolore, quello vero, era ben altro. Il dolore, quello vero, era impresso nella mia mente. Il dolore quello vero erano gli occhi che tanto amavo spenti e morti.

– Sei coraggiosa Curatrice, devo ammetterlo. Perfino vedere il tuo bel Cavaliere sparire davanti ai tuoi occhi non ti ha fermato. Saresti una grandiosa sottoposta se non fossi così dannatamente... buona – disse sottolineando l'ultima parola con grande disgusto.

– Sai – continuò accumulando altra energia nera nei palmi mentre io facevo lo stesso con la mia luce – potrei darti ogni cosa, perfino quella che brami di più. –

Lo guardai sconvolta, la cosa che bramavo di più?

Lui mi sorrise, conscio di aver attirato la mia attenzione – oh, di certo non posso riportare in vita quel ragazzo ma c'è un'altra persona che ami, no? una persona che non vedi da tanto. –

Il mio cuore perse un battito, ero totalmente rapita dalle parole del mio nemico.

– Ecco – disse insinuandosi nuovamente nella mia mente – ti faccio vedere... –

Mi ritrovai improvvisamente nella cucina di casa mia, ero seduta al tavolo a fare colazione con mio padre.

Quel viso, come mi era mancato quel viso.

– Sei pronta per il compito in classe di oggi?– mi chiese lui addentando una fetta biscottata.

– Papà...– iniziai confusa.

– Vedrai che te la caverai – disse una voce cristallina proveniente dal salotto.

Non poteva essere.

Mi voltai solo per vedere una donna, che si avvicinava a me e mi dava un bacio in fronte. Non vedevo da tempo il suo volto eppure eccola lì, felice e sorridente insieme a me: la mia mamma.

"Avrai questo e molto altro se ti arrendi a me" sussurrò la voce di Mildred al mio orecchio "non desideri essere felice? Posso farti vivere in questo modo, posso cambiare ogni tuo ricordo, posso fare in modo che per te, lei non sia mai andata via".

Mi avvicinai a mia madre per accarezzarle una guancia. Quanto mi era mancata, avrei voluto chiederle molte cose. Mi persi nei suoi occhi.

Perché sei andata via? perché mi hai lasciata?

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