Volevo tornare in salotto ed aiutare a sistemare il caos causato dal Predone ma affacciandomi mi resi conto che c'era veramente tanta gente e io avevo bisogno di restare da sola. Christian non era ancora tornato da quartier generale dei Sommi, non sapevo nemmeno se lo avevano avvertito ma mi resi conto che in quel momento nemmeno lui avrebbe potuto alleviare i miei pensieri.
Non sapevo esattamente dove andare perciò camminai sovrappensiero fino a ritrovarmi davanti alla porta/portale che ormai parecchio tempo prima mi aveva fatta arrivare in quel luogo complicato. L'ultima volta che l'avevo varcata ero finita a Londra ed ero quasi morta. Mi ritrovai a fissare i ghirigori di quel legno più bianco della neve. Se qualcuno fosse passato di lì in quel momento probabilmente mi avrebbe presa per pazza.
Provai a girare la maniglia consapevole dell'inutilità della cosa visto che senza una tessera come quella di Chris o del signor Loi non potevo andare da nessuna parte. Con mia enorme sorpresa la porta si aprì su delle scale che davano verso l'alto.
Me la chiusi alle spalle e iniziai a salire le rampe, ne contai quattro prima di giungere su un pianerottolo con un'unica porta, sempre bianca. L'aprii e mi ritrovai a fissare il cielo limpido, ero su un'enorme terrazza completamente vuota e delimitata da una recinzione di ferro piuttosto alta.
La vista era mozzafiato: il sole stava calando dietro ad una piccola collina e tingeva le nuvole dei tipici colori del tramonto. Sfumature di arancio, rosso e rosa. Mi affacciai rendendomi conto che potevo vedere tutto il giardino che contornava la base, era immenso e rigoglioso. Distinsi appena la cupola della palestra di addestramento nascosta tra le fronde degli alberi e un paio di laghetti qua e là.
Quella terrazza era un posto perfetto per pensare e rimasi lì un'eternità a fissare il cielo che cambiava pian piano colore e si riempiva di stelle. Sarebbe stato perfetto nascondersi lassù per sempre, con una coperta e un buon libro, ma gli avvenimenti di quel giorno mi convinsero a tonare giù.
Scendendo le rampe di scale mi resi conto che dal corridoio delle camere da letto giungeva un certo brusio, come se ci fosse fermento. Aprii leggermente la porta/portale, quel poco da permettermi di capire che cosa stava succedendo senza farmi notare.
– Ma come ti viene in mente?!– sentii urlare Jena – credi davvero che lei non c'entri nulla? Sei un ingenuo. –
– Jen, non può essere stata lei – disse Chris per tutta risposta.
– È l'unica che può aver portato qui un Predone! Sappiamo tutti che i suoi poteri possono farlo, lo sai anche tu!–
– Si, però... –
– E comunque adesso dov'è?– chiese la ragazza sempre più fuori di sé– Rei, avresti dovuto tenerla d'occhio. –
– Scusa sai, ero leggermente occupato– sputò il bambino irritato – tu dov'eri mentre la tua casa veniva attaccata? Dovresti smetterla di andare a zonzo fregandotene di noi. –
– Io e la Domatrice eravamo in missione, a fare il nostro dovere – si intromise Xandra con la sua solita calma.
– Come no. –
– Rei!– lo richiamò Susy – non siamo qui per questo, dobbiamo trovare Nina e capire che cosa è successo. –
– Sappiamo benissimo cosa è successo – borbottò Jena – avete sentito anche voi quello che ha detto Leo. –
– Leo è sconvolto. –
– Ha una gamba rotta ma sa benissimo quello che ha visto: il Predone si è materializzato davanti alla porta della camera di Nina, direi che è più che sufficiente. –
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Filo Rosso
FantasyMolte leggende sostengono che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci collega con la nostra vera ed unica anima gemella. E se esistesse qualcuno in grado di vedere quel filo? E se ci fosse più...
