Quella notte dormii sonni tranquilli e mi svegliai di buon mattino. Mi vestii e uscii in cerca di qualcosa da mangiare. Il giorno prima non avevo visto né una sala da pranzo né una cucina ma immaginai che si dovessero trovare vicino al salone.
Non ero nemmeno arrivata a metà del lungo corridoio che la porta della stanza con affisso il numero dieci si spalancò improvvisamente. Ne uscì una ragazza bassina con gli occhiali, completamente immersa nella lettura di un volume che sembrava antico. Senza staccare lo sguardo dalle pagine né dare segni di avermi notata, mi diede le spalle e incominciò ad a incamminarsi per il corridoio.
–Sophi! Sophi!– sentii urlare dietro di me, prima di vedere un ragazzo in calzoncini passarmi di fianco correndo per raggiungere la ragazza con gli occhiali – ti pare il momento di leggere?– le chiese prendendole il libro di mano e tenendolo in alto in modo che lei non potesse raggiungerlo. La differenza di altezza era impressionante. Un filo dorato univa le loro mani, esattamente identico a quello che mi legava a Christian dalla sera precedente.
– Potresti cortesemente ridarmi il libro?– chiese la ragazza con calma senza nemmeno cercare di allungarsi per riprenderlo.
– Non sai cosa è successo!– continuò il ragazzo senza nemmeno ascoltarla – ho finito "Assansin's Creed!"–
– Sei stato di nuovo sveglio l'intera notte a giocare?– chiese lei glaciale in tutta risposta – oggi c'è il test e ti ricordo che io e te siamo in coppia insieme. Se, per colpa tua dovessimo fallire...–
– Ma di che ti preoccupi? Grazie a te non abbiamo mai avuto problemi – rispose lui restituendole il libro – e potresti almeno mostrare un po' di entusiasmo per la mia grande impresa. –
– Certo, bravo – disse lei con voce indifferente immergendosi nuovamente nel suo libro e riprendendo a camminare.
– Sei noiosa!– le urlò dietro il ragazzo – ehi! tu saresti quella nuova?– chiese poi voltandosi d'improvviso verso di me. Era alto e magro, aveva i capelli tinti di arancione e gli occhi castano scuri.
– Come? –
– Nina, giusto? Io sono Teo. –
– Molto piacere – dissi semplicemente – ecco... sei un... Membro del Destino?– chiesi titubante sentendomi anche piuttosto stupida.
– Pin-pon! Risposta esatta – esclamò lui tutto contento – per l'esattezza sono un Guardiano. Il Direttore mi ha portato qui un anno fa, prima vivevo a Milano. –
– E quella ragazza è il tuo Cavaliere?–
– Wow! Come l'hai capito?– domandò estremamente stupito – si chiama Sophie, è francese– spiegò sorridente – piuttosto... sto morendo di fame, tu no?–
– Effettivamente, stavo cercando la cucina – spiegai io – ma non sono ancora molto pratica del posto, è tutto così strano.–
– Non ti preoccupare, ci penso io! Seguimi ti porto a fare colazione, qui si mangia benissimo.–
Teo mi condusse fino al salone e imboccò una porticina laterale che il giorno prima non avevo nemmeno notato. Mi ritrovai in una grande sala da pranzo formata essenzialmente da un'unica enorme tavolata intorno a cui avrebbero potuto sedersi almeno venticinque persone.
Brian Loi sedeva a capotavola e fissava intensamente la tazza di the che teneva tra le mani. Alla sua sinistra Susy parlava senza sosta cercando di attirare la sua attenzione mentre Reimar sedeva di fronte a lei imbronciato come al solito. Vicino a lui, Sophie aveva appena iniziato a imburrare un toast mentre una donna con un vistoso grembiule rosa le versava un po' di succo d'arancia.
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Filo Rosso
FantasyMolte leggende sostengono che ognuno di noi nasce con un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci collega con la nostra vera ed unica anima gemella. E se esistesse qualcuno in grado di vedere quel filo? E se ci fosse più...
