Capitolo 7: Senza Fili

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– Allora... so che odi parlare dei tuoi poteri ma tanto non abbiamo nulla da fare. Che fili vedi?– mi chiese ad un tratto Chris alzando la mano sinistra. Eravamo in silenzio già da diversi minuti perciò rimasi un po' sorpresa dalla sua domanda – ho appena finito di raccontarti una storia drammatica e tu mi chiedi dei tuoi fili?– dissi fingendomi indignata e sperando in cuor mio di cambiare in qualche modo discorso. Non era una domanda facile a cui rispondere.

– Dai! che ti costa? Svelami il mio destino. –

Ecco appunto. Non risposi subito, non sapevo cosa rispondere. Guardando il suo mignolo sinistro non vedevo assolutamente nulla, come tutte le altre volte.

– Mi dispiace– incominciai – non vedo nulla.–

– È troppo buio?– mi chiese confuso.

– No. È che non vedo i tuoi fili. Nessuno.–

– Come? Ma non è possibile – disse più sorpreso di quello che mi sarei immaginata.

– Mi è capitato altre volte di incontrare persone che non avessero uno o due tipi fili. Ad esempio una persona senza nemmeno un amico non ha nessun filo giallo, una persona che non è innamorata non ha quello rosa. E raramente ho anche incontrato persone che non avevano il filo rosso – ammisi io – ma non ho mai visto nessuno che non avesse nemmeno uno dei tre fili. Sarebbe una persona senza anima gemella, senza amici e senza amore. –

– Quindi io sarei quel tipo di persona?– chiese lui pensieroso.

– Io non penso. Tu hai molti amici, almeno il filo giallo dovrebbe esserci, quel filo indica tutti i tipi di amicizia da quelle appena sbocciate a quelle che durano da anni. Anche se tu non fossi innamorato e non avessi l'anima gemella, almeno un filo giallo dovrebbe esserci. Ma io non lo vedo.–

– Quindi pensi che io abbia i fili ma che tu non possa vederli?–

– Esatto– confermai.

– Chissà perché?– si chiese lui – Ti è capitato altre volte? –

– C'è solo un'altra persona di cui non vedo nemmeno un filo – dissi piano.

– Chi?– chiese lui curioso.

– Io – risposi.

Rimase per un po' perplesso con lo sguardo fisso sulla mia mano sinistra.

– Che strano.–

– Magari i miei poteri sono deboli ed è per questo che non li vedo. Quando ero piccola riuscivo a vedere solo i fili rossi. Poi verso i 7 anni si sono aggiunti quelli rosa. Ci ho messo un po' a capire che indicavano l'innamoramento. A 10 anni ho iniziato a vedere quelli gialli. Da allora nessun cambiamento a parte il fatto che con il tempo mi sono abituata a osservare i cambiamenti dei fili e ho iniziato a capire quando se ne stava per formare uno o dopo quanto sarebbe scomparso.–

– Grandioso – disse lui entusiasta – le tue capacità sono più sviluppate di quello che pensavo – finì di parlare facendo un'espressione un po' strana.

– Certo che hai rimuginato un sacco su questa storia dei miei poteri. –

– Già, proprio così – rispose lui frettolosamente – sono pur sempre un fanatico. –

In quel momento tutto mi sembrava perfetto. In cuor mio speravo che la porta del magazzino non si aprisse mai, volevo credere veramente a quel ragazzo così gentile ma avevo troppa paura che una volta fuori il modo dolce con cui mi guardava sarebbe cambiato. Avevo il terrore che mi avrebbe tradito anche lui, non osavo nemmeno sperare il contrario. Come se qualcuno avesse spiato i miei pensieri, in quel momento sentii trafficare con il lucchetto della porta. Quando finalmente si aprì, un omone grande e grosso, pelato e con enormi baffoni neri che gli coprivano gran parte del viso si affacciò nel magazzino. Era Fulvio, il bidello della scuola.

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