Capitolo 26: Risveglio

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Dal giorno in cui i Sommi mi avevano interrogato e in cui il mio legame con Chris si era spezzato, avevo come la sensazione che tutti mi evitassero o bisbigliassero alle mie spalle. Non mi sentivo più la benvenuta, perfino Keller aveva smesso di insistere affinché mi allenassi. Era come se il mio "status" fosse sospeso a nuovo ordine, come se qualcuno avesse dichiarato che ero potenzialmente pericolosa e starmi alla larga fosse la soluzione migliore. Di Christian e degli altri Membri del Destino invece non c'era traccia, sospettavo che fossero tutti fuori in missione ma non ne avevo la certezza. Avevo solo intravisto un paio di volte Manu in cucina o in giardino ma era sempre accompagnato e non avevo avuto il coraggio di avvicinarlo. Sapevo anche che Sophie era ancora ricoverata per la ferita che il Predone le aveva inferto.

Di tutti gli altri non avevo notizie da giorni, fatta eccezione ovviamente per Damian, avevamo passato giornate intere sul tetto della base a definire quel suo cavolo di piano.

Inutile dire che non mi piaceva affatto e perciò l'Oscuratore aveva passato la maggior parte del tempo cercando di convincermi che non c'era altro modo e che sarei dovuta essere io ad occuparmi della parte più difficile.

–Ma perché devo farlo proprio io?– avevo protestato per l'ennesima volta qualche ora prima durante l'ultimo dei nostri "meeting". L'aria fredda del mattino mi solleticava il collo mentre, seduta a terra con le gambe incrociate, fissavo il mio compagno con sguardo corrucciato.

– Secondo te lui si fiderebbe di me?– mi ripeté spazientito lui –anche se avete litigato Christian Loi ha evidentemente un debole per te, quindi devi essere tu– aggiunse facendomi arrossire leggermente.

– Lui non è più...– avevo iniziato a protestare ma finire quella frase sarebbe stato troppo doloroso. Non ero ancora pronta ad ammettere che il mio filo oro era totalmente scomparso.

Probabilmente uno dei miei poteri speciali era quello di far arrabbiare Damian.
Lo vidi alzarsi in piedi innervosito e percorrere più volte, avanti e indietro, la lunghezza del terrazzo. Era pensieroso e irritato.

– Non c'è un altro modo – esclamò fermandosi in piedi di fronte a me – devi rubare la tessera magnetica del Direttore. –

Per l'ennesima volta mi si torse lo stomaco al solo pensiero.

– È l'unico mezzo con cui possiamo raggiungere il manoscritto e adesso che Christian Loi... –

– Adesso che Christian è il Direttore provvisorio, la tessera è in suo possesso– completai io per lui alzandomi in piedi – ho capito, lo farò appena se ne presenterà l'occasione– sbuffai.

– Ti avevo avvertita che avresti dovuto tradirli tutti. –

– Non per questo vuol dire che la cosa mi piaccia– confessai tristemente lasciandolo solo.

Era assurdo quello che mi aveva chiesto di fare ma era anche l'unica opzione che avevo. Dovevo sapere con assoluta certezza che cosa era accaduto tra Mildred e il Fondatore, così forse avrei capito come liberarmi del controllo che quel mostro aveva su di me. Sempre che fosse veramente lui a costringermi ad aprire Brecce a destra e a manca. E se fossi stata semplicemente io? Eppure lui stesso aveva ammesso di avermi "aiutata"... beh lo aveva ammesso in un sogno, il che poteva benissimo essere segno della mia pazzia galoppante.

***

Trovare il coraggio di andare in infermeria non fu semplice. Ci avevo riflettuto a lungo e avevo capito che era la cosa giusta da fare. Non andavo a trovare il signor Loi dal giorno in cui le sue condizione si erano aggravate e avevano proibito le visite. Nonostante ciò c'era prima qualcun altro con cui volevo parlare.

Appena arrivata incrociai Livia nel corridoio, non mi chiese nulla anzi mi sorrise e mi donò uno dei suoi caldi abbracci. Lei credeva in me, nonostante tutto.

Filo RossoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora