La portai a comprare qualcosa da mettersi per cena, passai delle ore stupende a vederla sfilare davanti a me, gli avevo fatto provare di tutto, alla fine optai per un tailleur grigio che gli stava benissimo.
- Sei pazzo? Sembra che abbia almeno 30 anni Andrea! - Mi disse guardandomi mentre la commessa sorrideva divertita.
- E allora? Ti sta bene! -
- Ma ho 18 anni! Dovrei vestirmi da ragazza, non da donna matura! -
- A me piaci così - Guardai l'ora. - Non ti cambiare, prendiamo le scarpe adatte e andiamo che è già tardi -
- Ci starebbe bene un bel paio di décolleté - Disse la commessa senza staccarmi gli occhi di dosso.
Guardai Clara che aveva notato le occhiate della commessa e ci guardava indispettita.
- Si, andranno benissimo! - Dissi appoggiando la mano sulla schiena di Clara. La commessa arrossì e andò a prendere le scarpe.
- Hai intenzione di rifarmi tutto il guardaroba per caso? - Mi chiese uscendo dal negozio.
- Non posso regalare dei vestiti alla mia ragazza? - Dissi ridendo
- Ci sei andato a letto? -
La guardai spalancando gli occhi.
- Ma con chi Clara? -
- Con la commessa! -
Mi avvicinai abbracciandola.
- Mi piace quando fai la gelosa -
- Non sono gelosa! Era una domanda! - Disse staccandosi da me.
- Monta in macchina! È tardi! -
Lo guardavo guidare, con tutta la sicurezza che aveva sempre, guardavo il suo profilo, la barba appena accennata, il naso perfetto, e quegli occhi marroni scuri, per non parlare del suo fisico asciutto e scolpito, delle sue spalle muscolose.
- Va tutto bene Clara? - Mi chiese.
- Si, perché? -
- Mi stai guardando da cinque minuti -
Mi limitai a voltarmi guardando fuori dal finestrino.
La casa di sua madre era una villetta sulla strada che porta al piazzale; Andrea prese un telecomando e aprì un'enorme cancello, percorse poca strada e fermò la macchina davanti alla villetta.
Scesi titubante e lui fu subito al mio fianco e mi prese a braccetto.
- Posso sapere perché tu hai un paio di comodissimi jeans e io sono vestita in maschera? -
Afferrò le mie mani. - La mia ragazza deve essere elegante, almeno la prima volta che conosce mia madre -
- Sarà anche l'ultima -
- Lo vedremo! -
Aprì la porta di casa e una signora elegante con i capelli lunghi perfettamente truccata ci accolse.
- Ciao ragazzi, cara, sei splendida! -
Gli sorrisi presentandomi.
- Marco è arrivato? - Chiese Andrea.
- Si, venite -
Tenendomi per mano mi portò in cucina preceduto dalla madre.
- Ciao! Ciao Clara! Complimenti, sei veramente bella, non sono abituato a vederti così - Mi disse Marco.
- Grazie Marco, è stato tuo fratello a scegliere il vestito - Dissi stringendogli la mano che ancora non si era deciso a lasciarmi.
- E così Clara lavori con mio figlio maggiore -
- Si, è un'ottima barista - Disse Marco.
- E come... Vi siete conosciuti? - Ci chiese guardando prima me poi il figlio.
- Al bar da Marco, mi aveva scambiato per un fornitore - Sorrise Andrea.
- E vi siete piaciuti da subito? -
Marco cominciò a tossire, io presi fiato e guardai Barbara, sua madre.
- Oh, in realtà noi... - Dissi.
- In realtà noi... Sì, ci siamo piaciuti subito, la sera dopo siamo usciti insieme. Vero Clara? - Mi guardò serio riprendendo la mia mano.
- Si, esatto! -
- Sono davvero contenta per voi... -
Cenammo, Marco di tanto in tanto ci guardava e rideva vedendomi in difficoltà.
Finalmente Andrea si decise ad andare, salutammo e uscimmo. Fuori era cominciato a piovere, feci una corsa rischiando di rompermi l'osso del collo e montai in macchina di Andrea.
- Portami a casa -
- Andiamo Clara! È presto! Sono appena le 22:00! -
- Non me ne frega un cazzo! Voglio andare a casa! E voglio anche che sparisci dalla mia vita, inventati cosa ti pare, che sono morta, che sono scappata con un'altro.... Quello che vuoi! Ma non farò più una cosa simile! -
- È andata bene Clara! -
- Si, e la prossima volta chi ci porterai? Perché la sottoscritta non esiste più! -
Si fermò sotto casa sua e spense il motore.
- Sali! - Mi ordinò.
- Ma lo capisci l'italiano? Ti ho detto che volevo andare a casa! -
- Ti ho portata a casa mia! -
- Ma perché? Cosa ho fatto di male? - Imprecai guardando in alto.
- Ok, va bene. Ti porto a casa! -
Il suo comportamento mi aveva fatto innervosire, un momento era gelosa di qualunque ragazza e un momento dopo mi trattava male. Partii a tutta velocità e non gli rivolsi parola fini sotto casa sua.
- Eccoti! -
- Adesso sei te quello incazzato? Guarda che devo esserlo io! -
- Lo sono anche io! Voglio una donna accanto a me, evidentemente mi sbagliavo su di te, sei una ragazzina viziata e capricciosa -
- Bene! Penso lo stesso di te! Vaffanculo! -
Dopo aver sbattuto la portiera la vidi sparire dentro il portone, mi appoggiai al poggiatesta, la testa mi pulsava.
Quando tornai a casa Marco mi chiamò sul cellulare.
- Marco dimmi - Risposi.
- Mamma è entusiasta di Clara! -
- Beata lei -
- Che succede? -
- Niente. Non vuole saperne! Basta, ci rinuncio, non posso continuare a corrergli dietro -
- L'hai appena presentata alla mamma! Cosa gli dirai? -
- Mi farò venire in mente qualcosa -
- Se ti conosco abbastanza dici così perché ti ha fatto incazzare di brutto. Domani quando sarà tutto passato tornerai da lei -
- Non so, adesso voglio solo dormire -
- Ci vediamo domani -
STAI LEGGENDO
VOGLIO FARTI FELICE
RomanceDue caratteri diversi, due età diverse, due vite diverse; ma Andrea farà di tutto per stare con lei.
