Capitolo 15

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La mattina quando Clara si alzò ero già in piedi, avevo già preso 3 caffè e fumato cinque sigarette, una cosa era certa, da quando l'avevo conosciuta avevo passato diverse notti in bianco. La guardai un secondo prima di alzarmi a versargli il caffè in una tazzina, si teneva la testa, il trucco impiastricciato sugli occhi la facevano sembrare una specie di panda, sembrava piuttosto dispiaciuta.
- Scusa - Mi disse pronunciando le parole appena udibili con lo sguardo abbassato.
Non gli risposi, appoggiai la tazzina di fronte a lei che nel frattempo si era seduta e gli passai una sigaretta accendendomene una anche io.
- Perché non ti sei fatto sentire ieri? -
- Vuoi dirmi che ti sei conciata in quel modo perché non ti ho chiamato? -
- Non l'ho detto -
- Hai idea di cosa sarebbe successo se Oli non mi avesse chiamato? - Chiesi buttandogli il fumo in faccia.
- Sarei andata da lei -
- Forse! O forse no! -
- Cosa intendi? -
- Cosa intendo? Fai tante storie se ti prendo la mano e ti fai toccare il culo da uno che conosci da due ore? - Dissi incazzato ripensando alla scena. - Ho dato un cazzotto in faccia ad un ragazzo ieri sera spaccandogli il naso, sono stato ore a discutere con i poliziotti, cosa devo fare con te? - Continuai.
- Non mi sono accorta di niente! Non ricordo niente! - Disse dispiaciuta.
- Ci credo! Con tutto quello che avevi buttato giù! Hai vomitato l'impossibile -
Si alzò in piedi e fece per andare in camera.
- Dove cazzo stai andando? - Chiesi. - Sto parlando con te! Siediti! - Continuai.
Venne verso di me i suoi occhi iniettati di sangue.
- Non prendertela con me! Non ti ho chiamato io! Non l'avrei mai fatto! Non ti ho chiesto io di prendere a cazzotti qualcuno, hai fatto tutto da solo! E non dirmi quello che devo o non devo fare, non ho mai avuto un padre e di certo non lo voglio adesso che ho 20 anni! -
Rimasi un'attimo senza parole e la guardai uscire di cucina, gli andai dietro, una volta in camera si tolse la mia maglietta rimanendo in reggiseno, girò intorno al letto e prese la sua maglietta dalla poltrona indossandola.
- Cazzo Clara! Vuoi crescere? Come pensi ci sia rimasto? Soltanto la sera prima avevamo parlato, ci eravamo baciati, e poi ti vedo... Con quello? -
- È la MIA vita Andrea! -
- Voglio farne parte! - Dissi subito.
- Purtroppo ne fai già parte! -
Finì di vestirsi e uscì di casa mia senza guardarmi neanche in faccia.
Andai a sdraiarmi sul letto, ero esausto, avevo la testa piena di pensieri, quello più grosso Clara che mi stava esaurendo.

Oli mi aprì la porta e la seguii in camera sua buttandomi sul suo letto.
- L'hai combinata ieri Clara! Ma che ti è preso? Andrea era incazzato nero quando ve ne siete andati -
- Me ne sono accorta stamani, peccato che ricordo poco e nulla di ieri sera -
- È meglio così Clara, ti sei messa a ballare con uno che non ti ha tolto le mani di dosso per tutta la sera, quando ti ho detto di andare via mi hai detto di no, ho dovuto chiamarlo, avevo paura per te. -
- Adesso forse ha capito che non siamo fatti per stare insieme e mi lascerà stare -
- Può darsi, ma non ne sarei così sicura, se non gli importava di te non si sarebbe precipitato al locale -
- È morboso, è sempre appiccicato a me -
- Secondo me è innamorato -
- Che lo dicesse allora! - Pensai a mia madre che solo il giorno prima era partita per andare da mia zia, sarei potuta stare in compagnia di Andrea per tutta la settimana ma come al solito avevo rovinato tutto di nuovo. Più danni gli combinavo più mi stava dietro; solitamente tutti gli altri al primo guaio scappavano a gambe levate, lui era diverso. Anche in questo.
Mi alzai dal letto.
- Vai già via? -
- Si, vado a casa, andrò a dormire un po', né approfitto che non c'è mia madre -
- Se ti serve qualcosa chiamami! -
Una volta a casa andai a letto e ci restai fino a che non suonò il mio cellulare, guardai l'orologio, erano le 16:30, avevo dormito circa sei ore.
- Ancora non ti sei stancato? - Chiesi rispondendo ad Andrea.
- Hai detto stamani che ieri non ti avevo chiamato, e guarda che macello hai combinato. Ho deciso di chiamarti -
Sorrisi, era dolce con me nonostante tutto quello che gli stavo facendo passare.
- Cosa stai facendo? - Mi chiese.
- Mi sono svegliata adesso perché mi hai chiamato -
- Altrimenti ti avrebbe svegliata tua madre -
- Ho dei dubbi, mia madre non tornerà prima di una settimana -
- Cosa? Non me l'avevi detto! -
- Ieri non ti ho sentito, e comunque perché dovrei dirti tutto? -
- Perché siamo... Amici -
- Menomale! L'hai capito! - Esclamai ridendo.
- Ho voglia di vederti Clara! -
Rimasi in silenzio pietrificata dalle sue parole.
- Non lo so, ho un po' da fare, semmai ti chiamo più tardi per farti sapere se passo da te, ok? -
- Ok, come vuoi -
Sistemai camera mia dove sembrava che ci fosse scoppiata una bomba, feci la doccia e mi preparai. Senza chiamarlo andai a casa sua, gli avrei fatto una sorpresa, in fondo se lo meritava.
Sembrava sorpreso quando mi aprì la porta di casa.
- Ti ho disturbato? - Domandai rimanendo sulla soglia.
- No! Non ti aspettavo, tutto qui! Entra -
Appoggiai lo zaino su una poltrona.

VOGLIO FARTI FELICELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora