28. Compleanni.

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Il mattino dopo mi svegliai piuttosto strano. Avevo dormito nudo con Liam ed entrambi avevamo un'erezione bella evidente. Nei seguenti giorni cercavamo di non mostrare a nessuno il nostro rapporto anche se ogni tanto Liam mi si avvicinava per circondarmi il fianco e ogni tanto mi rubava un bacio di nascosto. Amavo quando lo faceva.

Il 12 Gennaio, al mio diciottesimo compleanno, decisi che non avrei fatto nessuna festa per ben due motivi: capitava di lunedì e non potevamo uscire dal college, non avevo idea di cosa fare. Quindi, non feci niente. Alcuni mi fecero gli auguri a scuola ma non fu un giorno poi così diverso dagli altri se non per Liam.

"Zayn dai vestiti!"

Mi disse alzandosi di colpo dal letto. Io ero seduto alla scrivania a disegnare.

"Cosa? Sono le otto, che cosa vuoi fare?"

"Tu vestiti!"

Mi disse ridendo e io ricambiai la risatina. Ogni tanto mi stupiva quel ragazzo. Mi alzai e mi vestii, andando successivamente in bagno a lavarmi i denti. Quando fui pronto, mi passai una mano tra i capelli e vidi lui prendere un qualcosa per poi infilarselo in tasca. Uscimmo e mi venne spontanea la domanda.

"Liam, dove andiamo? Possiamo stare fino alle dieci"

"Vedrai, piccolo"

Sorrisi al nomignolo e al fatto che mi prese la mano. Non c'era nessuno in giro quindi potevamo.

Andammo in giardino e Payne mi portò davanti ad una piccola casetta abbandonata. Era piena di piante alte attorno, non l'avevo mai vista.

"Liam.. "

"Shh, seguimi e non fare domande"

Lui rise ed e entrò all'interno attraverso la finestra priva di vetro. Lo seguii anche se con un po' di paura. Dentro era tutto sporco, vecchio e antiquato.

"Era la vecchia casa del primo giardiniere di questa scuola, dicono che il suo spirito vaghi ancora qui intorno a tagliare l'erba"

Alzai gli occhi al cielo e scoppiai a ridere.

"Liam smettila, non sono un bambino. I fantasmi non esistono"

"Se lo dici tu"

Lui rise e salii delle scale, io lo seguii. Arrivammo in soffitta e uscimmo dalla finestra per salire sul tetto. Mi sedetti poi accanto al mio ragazzo e sorrisi vedendo il sole tramontare e il cielo colorarsi di arancione. Quei colori erano bellissimi: il sole sembrava rosso, attorno c'era un arancione scuro che piano piano sfumava sul più chiaro fino a diventare azzurrino e poi sopra di noi c'era il blu della notte. Mi persi nei pensieri ma Liam mi accarezzò la mano, avvicinandosi poi a stringermi dalle spalle.

"Sei pronto? Ti devo dare il regalo"

"Oh dio Liam, dimmi che non è niente di costoso come l'orologio che mi hai regalato a Natale"

"Naah, non lo è troppo"

Lui rise e mi porse una piccola scatoletta. Sembrava essere quella di un paio di orecchini. Vidi il nome sulla scatola nera "Gucci" e lanciai uno sguardo al ragazzo.

"No! Per l'amor di dio! La Gucci non è costosa! Solo un occhio della testa"

Lui rise e alzò le spalle. Io aprii la scatolina e ci trovai un anello da uomo piuttosto grosso.

"Spero ti vada, altrimenti lo andiamo a cambiare. Io ho preso le misure delle mie dita ma non so come può starti a te"

Mi disse, preoccupato. Io non gli diedi bado e sorrisi come un bambino. Era d'argento con una croce greca al centro circondata da sfondo nero. Poi attorno erano disegnate delle fiamme nere. Era bellissimo e lo provai subito così vidi che mi stava perfetto sull'anulare. Lo misi su quello sinistro e lo guardai.

"No, è perfetto così. È bellissimo Liam"

Gli presi il viso con le mani e gli diedi un bacio abbastanza lungo con un sorriso sulle labbra.

Stemmo su quel tetto per un bel po', finché non fece buio. Non parlavamo molto, non serviva. Comunicavamo con i gesti e le carezze dolci. Il silenzio era così bello. Eravamo solo noi, la natura, il tramonto e il nostro amore.

Era tutto perfetto. Era quella storia d'amore che tutte le donne sognano e persino io ne volevo una così. Per la prima volta in vita mia stavo bene, stavo davvero bene, sentivo che con lui non ci sarebbero mai stati problemi perché ci completavamo. Eravamo due pezzi di puzzle: lui dolce e affettuoso, io stronzo e menefreghista che si addolciva però con lui.

Decidemmo di scendere dal tetto e andammo a camminare per le varie stradine asfaltate del giardino. Mano nella mano, sguardo dentro sguardo e labbra che si tentavano. Ci spostammo verso un piccolo spazio di prato verde e ci distendemmo lì. Liam si mise seduto mentre io mi distesi con la testa appoggiata su una sua coscia.

Decisi di tentarlo un po', mi divertivo a farlo. Mi avvicinai con il viso verso il suo inguine e girai la testa verso il suo corpo così da sfiorare le sue parti intime. Lo vidi mordersi il labbro.

"Stronzetto ci provi eh?"

Lui rise e io mi alzai. Mi girai verso di lui e mi sedetti a gambe aperte davanti a lui. Bastò poco tempo e mi prese da sotto le ginocchia per tirarmi verso di lui dato che chiuse le gambe per farmi sedere sulle sue cosce. Passò poi ad accarezzarmi il sedere fino a stringerlo.

"Uuh anche tu non scherzi eh?"

Ridacchiai avvicinandomi e istintivamente, inarcai la schiena.

"Io non scherzo mai"

Rise sulle mie labbra e poco dopo mi baciò. Io senza pensarci due volte ricambiai con dolcezza ma anche con passione. Gli circondai il collo con le braccia e mi avvicinai fino a sedermi sul suo cavallo.


Ci ritrovammo nella nostra stanza, io sopra Liam a cavalcioni a baciarlo con foga. Ci spogliammo in fretta a vicenda, approfittandone per accarezzarci e stringerci. Quella era la seconda volta che lo facevamo, ma non era la stessa cosa che avevamo fatto qualche giorno prima.

Mi morsi il labbro quando aprii le gambe di Liam e mi infilai tra di esse. Non sarei stato passivo una seconda volta. Lui scoppiò a ridere anche se io rimasi serio.

"Che hai da ridere?"

Sussurrai sul suo collo tra un ansimo e l'altro.

"Fai ridere quando cerchi di sottomettermi"

Non riuscii a rispondergli che mi trovai sotto di lui con i polsi bloccati sopra la testa. Mi dimenai ridendo però.

"Liam! Non sarò mai passivo due volte di fila"

"Ooh e invece si!"

Mi tappò la bocca con la sua e mi lascio le mani solo per aprirmi le gambe. Mi unse per bene con il lubrificante e successivamente mi penetrò.

Spalancai la bocca. Cazzo, mi dovevo abituare a quel coso enorme che mi scopava. Però no, non era scopare quello, era diverso.

Iniziò a spingere in modo sensuale dentro di me, facendomi godere più dell'altra volta. Lo graffiai sulla schiena mentre il mio corpo sobbalzò ad ogni spinta. I miei, o meglio, i nostri gemiti rimbombavano entro quelle quattro mura ed era tutto così bello. Lo vedevo nella penombra perché avevamo acceso solo la lampadina sul comodino ed era bellissimo.

Quando venne, gemetti il suo nome, così venni anche io pochi secondi dopo. Sporchi com'eravamo, il mio ragazzo mi si avvicinò a darmi un bacio lungo ancora con il fiato pesante.

"È bello fare l'amore eh?"

Mi chiese e io gli sorrisi a fior di labbra e non potei evitare di baciarlo nuovamente.

"Sì, è bellissimo fare l'amore con te Liam"


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