Sascha che cazzo hai fatto

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Giuseppe
Non ci prendiamo neanche la briga di suonare il campanello, facciamo le scale lentamente e quando arriviamo davanti alla porta "Lepri-Cinquegrana" apriamo con le chiavi che prelevo dalle mie tasche calde in confronto alla mattina pungente. Appena la porta si richiude alle mie spalle vedo Sabrina che con passo veloce si dirige dritta dritta verso camera di Ste', senza neanche concedere il beneficio del dubbio a Sascha. La porta della stanza di Stefano è spalancata, molto strano. Sabrina entra poco prima di me ed esce di corsa. Varco la porta e mi ritrovo davanti la scena che avevo paura di vedere, scena che constata che Sabrina non ha del tutto torto...eppure potrebbero esserci parecchie spiegazioni... eppure non lo so. Mio Dio aiuto. Sabri rientra come una furia con due brocche piene di acqua in mano. Si posiziona dalla parte destra del letto su cui Sascha e Stefano dormono abbracciati stretti e rovescia sui due ragazzi beatemente addormentati le sue brocche di acqua che quasi sicuramente deve risultare gelida. Ste' si sveglia gridando e Sabrina fa appena in tempo a fare un passo indietro che il ragazzo cade dal letto in un groviglio di coperte e, inevitabilmente,portandosi indietro Sascha che lo teneva stretto fra le braccia. Finiscono in un groviglio di gambe e di braccia, Sa' sopra Stefano. Si guardano negli occhi per qualche secondo poi Stefano si sporge e bacia Sascha...sulle labbra, il ragazzo si siede vicino all'altro ancora steso a terra e poi Sascha distoglie lo sguardo posandolo su Sabrina che sta piangendo silenziosamente.
"Sabri..." il suono secco di uno schiaffo blocca le parole di Sascha che si porta la mano sulla guancia bagnata dalle goccioline di acqua che gli ricadono dai capelli totalmente zuppi.
"Ti amo tanto anche io Sascha" dice Sabrina e poi esce dalla stanza piangendo, di corsa, urtando sulla porta della camera un Salvatore molto arrabbiato, con dei capelli disastrosi e la maglietta messa al contrario.
"SASCHA CHE CAZZO HAI FATTO?!" urla il ragazzo con gli occhiali per poi fare dietro front e inseguire Sabrina chissà dove.
"Ragà, siete proprio delle teste di cazzo però" dico infuriato seguendo Sal e Sabrina. Possono fare quello che vogliono, io non sono contrario a nulla, ma non possono farlo così, non possono far soffrire Sabrina, perché non se lo merita, perché ha il diritto di sapere la verità. Quel bacio, sotto i suoi occhi è stato un atto di crudeltà assurdo, potevano benissimo risparmiarselo. Esco dalla casa, fino a incontrare Sal è Sabrina, abbracciati sulle scale, con Sabri che piange disperata tutte le lacrime che una persona possa serbare.
"Andiamo a casa, Sabri. Ti porto a casa" dico dolcemente.
"NO!" grida e nell'eco della sua voce disperata e arrabbiata la ragazza scioglie l'abbraccio e mi guarda supplicante.
"No, non voglio andare a casa mia" sussurra di nuovo. Capisco, è anche casa di Sascha,  è impregnata di lui, di tutto quello che può riportare alla mente il suo nome e il suo viso e adesso Sabrina ha bisogno di non pensarci a quel coglione.
"Okay, allora sei ospite a casa mia" concludo.
"Grazie Giuse" mi avvio verso la porta e sento i passi leggeri della ragazza seguirmi. Mi volto e guardo dubbioso Sal.
"Vi raggiungo tra poco. Devo pensare prima quelle due teste di cazzo. Nessuno ancora gli ha chiesto che è successo" dice e riconosco nella sua calma ancora un po' incrinata il Salvatore di sempre, quello che non si fa prendere dalla rabbia come è successo poco prima, quello che è sempre distaccato, freddo e realista, quello che risolve i problemi con calma e pazienza lasciando fuori i sentimenti e basandosi sulla realtà dei fatti, puri e semplici, senza lasciarsi condizionare dalla condizione umana di provare qualcosa.
"Sal..." comincia a dire Sabrina facendo un passo verso di lui.
"Torno subito, tranquilla" dice il ragazzo accennando un sorriso. La ragazza annuisce e andiamo a casa mia. La faccio stendere sul letto e mentre accende la tv le faccio un tè. È un bel casino, proprio un cazzo di casino e non so come venirne a capo, più ci penso e più mi rendo conto che si sono baciati e che faranno soffrire Sabrina, più ci penso e più ho un brutto presentimento, un bruttissimo presentimento, come se da adesso le cose andranno a peggiorare inevitabilmente e irreparabilmente.

Sascha
Rimango immobile a guardare Sabrina che esce dalla stanza, sento le urla di Salvatore e il rimprovero di Giuseppe come se non fosse rivolto a me, come se non fosse vero, mi sento come un telespettatore esterno che guarda una buffa telenovela che ha avuto una svolta tragica, mi sento impotente, sono impotente, poi sento il dolore provocato dallo schiaffo di Sabrina bruciare con più intensità, sento la mia pelle bruciare di febbre, la mente offuscata dalla temperatura troppo alta. Mi alzo barcollants e faccio due passi verso la porta, devo andare da lei, devo spiegare, perché non me ne ha dato il tempo, io voglio bene a Stefano, ma amo lei,  perché non mi crede? Perché Dio santissimo non mi crede?
"Dove vai?" Stefano mi prende un polso e mi costringe a girarmi.
"Da Sabrina ovviamente" bisticcio.
"Tu così non vai da nessuna parte" sentenzia buttandomi sul letto.
"Ma io devo andare da lei, devo spiegare, è tutto un malinteso" comincio a parlare velocemente accavallando le parole.
"Hai la febbre troppo alta, non ti reggi neanche in piedi" dice passandomi una pasticca bianca e un bicchiere di acqua che non so da dove abbia preso. Noto la durezza del viso di Ste', della mascella contratta,  della ruga che si è formata sulla fronte, gli occhi doloranti e le lacrime che vi si stanno formando dentro. 
"Ste' cosa...?" una lacrima scende dal suo volto e nelle mie mani troppo grandi, troppo poco forti, troppo calde.
"Sascha io..."

Sale a tutti
Non vogliatemi male perché io vi amo❤

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