Elena o Eleotorda?

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Salvatore
"Porti questo in tavola per favore amore?" mi chiede Eleonora porgendomi una ciotola con un cibo indefinito ma dal bell'aspetto e dall'odore ottimo.
"Va bene" rispondo docilmente mentre lei si gira verso i fornelli, prendendo il grembiule che aveva posato sul piano da lavoro affianco alle pentole che scoppiettano e bollono sulle fiamme e legandoselo con un piccolo fiocco dietro la schiena.
Poso la ciotola sul tavoli senza far rumore e mi avvicino lentamente alla ragazza prendendola per la vita, lei sussulta appena girandosi piano.
"Ma tu non eri andato a portare la..." comincia a dire lei prima che io la interrompa per baciarla.
"Evidentemente no" conclude lei dopo aver interrotto il bacio.
"Ora muoviti se non vuoi che gli altri vengano qui muniti di torce e forconi per ricevere il cibo per cui sono venuti in questa casa" ridacchia e cerca di allontanarmi. Si volta verso i fornelli per trafficate con non capisco bene cosa. Mi avvicino nuovamente, posandole le mani sui fianchi e cominciando a lasciarle baci umidi sul collo.
"Ti avevi detto di andare" mi rimprovera debolmente, senza scacciarmi. La sento rabbrividire sotto la maglietta leggera e smette per qualche secondo di mescolare con il mestolo di legno.
"Mi distrai" riprende ridendo, con fare più sbrigativo.
"Su su, porta il piatto in tavola. Sei proprio un cameriere scadente" mi prende in giro puntando il mestolo sporco di sugo verso la porta della cucina.

Giuseppe
Finalmente anche la ragazza di Sal si siede con noi al tavolo e stiamo per cominciare a mangiare quando suona il campanello.
"Stiamo aspettando qualcun altro?" chiede confusa Eleonora e appena Sal scuote la testa, la bocca già piena tanto da farlo sembrare uno scoiattolo, la ragazza si alza e va ad aprire la porta. Sascha punzecchia con la forchetta Sabrina che fissa sconsolata il piatto di insalata di mare poggiato proprio davanti a lei sulla tovaglia candida. Stefano è seduto rigidamente tra Marina e Sascha e sembra molto interessato alla fattura del bicchiere di vetro, su cui tiene ostinatamente lo sguardo mentre Marina parlotta allegramente accanto a lui, non accorgendosi, almeno in apparenza, che il suo ragazzo non la sta minimamente ascoltando.
"Ma ciao, tu devi essere Elena o Eleotorda, vabbè una cosa giù di lì. So che Sascha è qui, devo dargli solo una cosa, davvero, faccio presto" l'inconfondibile voce di Tudor continua a mettere una parola dietro l'altra mentre dei passi attraversano il piccolo spazio dall'entrata alla sala da pranzo in cui ora tutti ci troviamo. Ed ecco il faccino dello scherzatore telefonico che spunta dalla porta e rivolge la sua attenzione prima alla forchetta che punzecchia Sabrina, ancora in contemplazione del pesce freddo, è successica tavola imbandita.
"Ma come, qui c'è una cena, con del cibo e nessuno si è dato la briga di invitarmi?" si lamenta a gran voce. Finalmente oltre la porta compare anche Eleonora che indirizza al suo ragazzo uno sguardo esasperato, come per chiedere in quale diavolo di istituto psichiatrico va a cercare gli amici che si ritrova.
"Va bene, stavolta ti perdono Sal. Che casetta deliziosa" aggiunge infine prendendo una sedia da non so bene dove e avvicinandola al tavolo, tra Sascha e Sabrina. Cominciamo così a mangiare mentre un chiacchiericcio rilassato riempie la stanza.

Stefano
Sento le persone accanto a me parlare, ma le parole mi scivolano addosso e non riesco a coglierle, figuriamoci a capire il senso dei discorsi. Marina accanto a me farfuglia qualcosa con Eleonora. La mia "ragazza" sembra cortese e allegra, se solo gli altri sapessero che serpe velenosa è non la guarderebbero in questo modo, come se fossero felici di averla qui. Se solo sapessero come siamo tornati insieme non ci guardarebbero cosi, come se il fatto che siamo tornati assieme li rallegrasse. Probabilmente se sapessero tutte queste cose non guarderebbero me allo stesso modo. Il mio sguardo indugia un attimo sulla curva delle labbra si Sascha, ma lui non se ne accorge perchè è troppo impegnato a scherzare con Tudor. Distolgo lo sguardo portandolo sul piatto vuoto che ho davanti non appena mi accorgo che sono passati più di quaranta secondi da quando ho fissato lo sguardo sul ragazzo dai capelli corvini. Mi mordo le labbra. Vorrei fosse mio.
Vorrei mi guardasse con la stessa intensità con cui guarda Sabrina. Vorrei che mi amasse almeno un briciolo di quanto ama la sua ragazza.
Però non è cosi e molto probabilmente, anzi sicuramente -mi sforzo di pensare- non mi amerà mai. Almeno non nel modo in cui lo amo io.
Il cellulare di Marina squilla forte, allontanandomi momentaneamente dai miei cupi pensieri. La ragazza si alza, scusandosi con Eleonora, e va a rispondere in cucina. Non ho visto chi l'ha chiamata, sinceramente non mi interessa più di tanto. Torna dopo pochi minuti, ma invece di sedersi parla a tutti.
<<Mi dispiace dovervi lasciare ma mi hanno chiamato, un'emergenza>> si giustifica sorridendo quasi timidamente, come per chiedere perdono. Non riesco a non diffidare della sua espressione e mi trovo a cercare la falsità tra le crepe del suo sguardo. E la trovo.
<<Non fa niente>> le sorride a sua volta Eleonora.
<MANGEREMO ANCHE PER TE>> urla Tudor dall'altra parte del tavolo. Per un momento sul viso della ragazza compare quello che mi sembra disgusto o fastidio. Ma è questione di un attimo, quindi dubito che gli altri abbiano notato qualcosa.
<<Ne sono sicura>> risponde Marina un po' più fredda di come, ci giurerei, vorrebbe apparire.
<<Chi ti ha chiamato?>> le chiedo senza curiosità mentre si china per baciarmi. La voce che è uscita dalla mia bocca non sembra neanche appartenermi, è troppo piatta, senza inflessioni e alquanto roca, come se non la allenassi da tempo, e temo sia proprio così.
<<Te lo spiego dopo>> mi liquida lasciandomi un leggero bacio sulle labbra. Non insisto e lei se ne va, lasciandomi solo. Non avrei potuto chiedere di meglio. Ora che sono libero della sua presenza mi sento come alleggerito da un grande peso.

Bene
Non mi scuserò ancora per il ritardo, tanto lo sapete già. Saprete anche che ora che è arrivata l'estate abbiamo più tempo libero per scrivere quindi yee.

Vorrei chiedervi se avete idee per la storia, perche sono curiosa di come crediate andrà a finire. E chi lo sa, magari aggiungeremo qualche vostea idea.

È tardi e ho sonno, spero che vi piaccia.

Il Quinto MatesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora