Capitolo 14 - don't stress her

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Ero bianco e scosso per ciò che avevo appena sentito; non riuscivo a capire perchè una ragazza che neanche conoscevo mi avrebbe dovuto dire una bugia riguardante la morte della mamma di Kristina, e perciò iniziai a pensare che quella fosse la verità. Il punto era che non avevo nessuna persona che potesse indicarmi dove andare per trovare Kristina o perlomeno avere sue notizie. Soprattutto sarebbe stato veramente il caso di andare in comunità? Facendomi vedere con lei così di punto in bianco e magari disturbandola in un momento così cruciale della vita?

Mi aveva accennato che sua mamma era lì per una riabilitazione dopo che era stata dipendente dall'eroina per un pò di anni ma il problema era che era passato molto tempo e mi sorse il dubbio che forse non si era mai disintossicata e che magari la sua morte era dipesa da un overdose.

Speravo che Dio aiutasse la sua famiglia che già era complicata dalla nascita, ma dopo questa batosta credo che Kristina si sarebbe allontanata ancora di più da me. Ed era una delle mie paure più grandi, forse ero egoista a pensare solo a noi in quel momento ma ovviamente stavo male e mi si spezzava il cuore a sapere che la ragazza per cui stravedo aveva perso la madre in un momento così difficile della sua vita. Ora era sola, persa e senza nessuno che poteva soccorrerla, c'erano solo i suoi fratelli a darle vita che essendo giovanissimi non erano mai a casa. E quando era da sola come faceva a tirarsi su? E soprattutto il lavoro che faceva.. Le scene in cui lei era venuta a casa mia in lacrime per il dolore mi tuonavano in testa continuamente e io la sentivo perdersi nel vuoto giorno dopo giorno. Sarebbe affogata in un oceano così profondo che nessuno l'avrebbe potuta salvare.

Il giorno precedente le avevo proposto di cambiare vita e molto probabilmente avremmo fatto un gran lavoro, solo che con questa disavventura avremmo dovuto posticipare il tutto e magari rinunciare. Io non sapevo in che stato fosse lei in quel momento. Ero da solo, sotto casa sua e senza sue notizie dalla sera prima. Dovevo solo andare a casa e aspettare che qualcuno si facesse vivo.

Misi in moto la macchina e feci inversione per tornare a casa e poi mi misi sul divano cercando di fare un sonnellino ma questo servì a poco perchè ero più che agitato e l'insonnia regnava su di me quella mattina. Avevo dormito poco ed ero mezzo addormentato ma dopo la fatidica notizia mi ero svegliato di colpo.

Decisi di contattare Tom e farlo venire a casa; mi avrebbe tenuto compagnia e avremmo parlato del più e del meno per passare il tempo.

B: "Tom passi di qua? Sono a casa"

Il telefono vibrò subito dopo pochi minuti.

T: " Sono fuori per delle commissioni hai bisogno?"

B: "Ariel dov'è?"

T: A casa appena tornata da una sessione di foto per una rivista, se vuoi chiamala

B: ok grazie

Decisi di chiamare la mia migliore amica nonchè cognata per parlare un pò. Era da alcuni giorni che non ci sentivamo, aveva una bambina piccola da guardare e non poteva di certo darmi sempre retta.

A: pronto?
B: Ciao amica, vieni a casa?
A: cinque minuti e parto, successo qualcosa? Sei strano dalla voce!
B: poi ti racconto..
A: tranquillo arrivo, tanto Angelika è con Tom

Chiudemmo la chiamata e andai a preparare il caffè non appena Ariel entrò in casa.

*******

- E quindi sua madre è mancata? - mi domandò incredula e con una cera preoccupata.

- Si... O almeno credo... Non la sento da ieri Kristina ma questa ragazza mi ha detto così.. Sono preoccupato - dissi scrocchiandomi le dita delle mani.

- Beh prima o poi si farà viva, stai tranquillo tesoro e non la assillare.. Quando succedono queste cose le persone hanno bisogno di stare da sole -

- Lo so Ari, lo so. È che son dispiaciuto per il fatto che finalmente avrei potuto aiutarla e trovarle un lavoro decente e ora succede questo! La sfortuna è dalla sua parte... -

Continuammo a parlare e Ariel mi raccontò di come andava con Tom e mi disse che era pigro ogni tanto e litigavano per chi doveva fare le vicende. Niente di nuovo per le mie orecchie, in ventidue anni non avevo mai visto Tom lavare due piatti messi in croce.

Quando Ariel se ne andò ricevetti una telefonata da un numero che non avevo memorizzato nella rubrica; avevo la Sim per Kristina inserita e ovviamente speravo che il numero non lo avesse dato a nessuno.

Non risposi e tornò a squillare neanche un minuto dopo;

Iniziai a spaventarmi sul serio dopo aver preso in considerazione il fatto che qualcun altro avesse il mio numero che io avevo affidato solo a lei.

Risposi e senza dare un filo di voce attesi che quel qualcuno dall'altra parte del telefono dicesse qualcosa per farsi riconoscere:

"Bill..Bill.. PRONTO?" 

La voce tenera di un ragazzino urlava dall'altra parte del telefono e a me sembrava proprio la voce di..Edward.

B: Eddy? Sei tu?

S: No! Sono Simon! - non sapevo come fare a distinguere le due voci. Io e Tom quando eravamo piccoli eravamo talmente uguali che avevamo bisogno di una maglia col nostro nome scritta sopra, figuriamoci la voce per telefono. Solo mia mamma aveva il potere di riconoscerci ad occhi chiusi.

B: Simon... C'è tua sorella lì con te? Ho bisogno di sentirla, non si fa viva da ieri sera...

S: Mia sorella mi ha dato il tuo numero ma non vuole parlare con nessuno neanche con noi!! A malapena mi ha chiesto se puoi ospitarci questa notte a me ed Eddy... Non sa dove lasciarci e non vuole che dormiamo a casa da soli... Il suo capo del Pub l'ha licenziata perchè ha fatto troppe assenze senza avvertirlo in questo periodo e poi sta notte è morta mia madre e... Si sente male - 

ero totalmente sconvolto. Quello stronzo del Night l'aveva licenziata così in tronco e ora con cosa andava avanti? Beh ma non dovevo dispiacermi, almeno con la scusa un problema si era già eliminato automaticamente, anche se quello minore diciamo.

Ecco la verità, sua madre era morta davvero. E i gemelli ne parlavano come se fosse normale perdere una mamma da un giorno all'altro. C'erano ancora dei pezzi che mancavano a completare il puzzle e io volevo saperne di più per fare chiarezza. Decisi che li avrei ospitati per aiutare Kristina che non avevo ancora capito dove fosse e dove avrebbe dormito ma questi due ragazzi da soli non potevano stare. Li ospitai e li andai a prendere sotto casa proprio quella sera alle otto.

Dream Machine {BILLKAULITZ}La tua prossima ossessione. Scoprilo ora