Il mattino seguente mi alzai un pò più riposato delle ultime notti, forse perchè avere Kristina con me mi faceva sentire tranquillo; aveva seriamente bisogno di conforto e di qualcuno su cui poter contare e su di me poteva essere certa perchè l'avrei aiutata con tutto il cuore. Mio fratello poteva pensare che mi ero rintontito tutto d'un tratto e non nego che forse era veramente così che stavano andando le cose, però ogni minimo discorso, ogni minima frase mi faceva pensare ancora di più che Kristina aveva bisogno di me, e io dalla prima volta che la vidi capii che era lei la donna che poteva compensare il mio vuoto interiore.
Insomma mi aveva snobbato completamente e si sa che il principio del desiderio è proprio l'attesa e anche se lei aveva cercato di opporre resistenza nel conoscermi facendomi capire che non le interessavo restavano due prove chiare come l'acqua: la prima era che quella sera inspiegabilmente mi aveva fissato intensamente con uno sguardo profondo e malizioso voglioso quasi di baciarmi lì senza conoscermi e la seconda era che neanche dieci ore fa era venuta a cercarmi implorandomi di soccorrerla quando magari poteva recarsi da un altra persona.
Mi permisi di ordinare la colazione per portargliela in camera. Forse aveva dormito bene nella mia camera, era decisamente molto più grande e molto più comoda della sua e le pareti non erano grezze come quelle di un manicomio ma tinte di azzurro e l'avrebbero fatta sentire più a suo agio. Forse la colazione le sarebbe anche piaciuta visto che non aveva la possibilità di farla ogni giorno. Aveva lo stretto necessario in frigo perchè il Night non la pagava abbastanza da permetterle una vita decente. Con i soldi che guadagnava giornalmente pagava il materiale scolastico e i vestiti per i due fratellini.
- Si può? - dissi aprendo leggermente la porta cercando di non infiltrarmi come un maleducato.
La trovai con tutti i capelli sul viso quasi a nasconderglielo e le gambe larghe per tutto il letto. Era a pancia in giù e le coperte erano completamente giù.
Mi sedetti sulla punta del letto appoggiando il vassoio sul comò e poi cominciai a toccarla sul braccio per svegliarla.
- mmmh.. Eddy lasciami dormire e vai a scuola, la merenda è sul tavolo..- disse stiracchiandosi.
All'improvviso balzò davanti a me seduta ad angolo retto nel centro del letto. Lo fece così veloce da farmi scattare anche a me dallo spavento.
- Che ore sono? Oddio mi ero dimenticata che ero qui! - disse coprendosi con le coperte.
- Buongiorno anche a te - dissi ridacchiando del suo aspetto mattutino.
- Devo andare a casa, non ho avvisato nessuno che non sarei andata a lavorare, ho lasciato i gemelli da soli e chissà se sono andati a scuola! - disse toccandosi la fronte per la disperazione.
- Puoi sempre telefonarli - dissi rassicurandola.
- Si infatti ora mi alzo e li chiamo -
- ah.. Mi daresti un paio di pantaloni per favore? Sono in mutande -
- Ieri sera non sembrava interessarti, ti ricordo che hai i miei boxer addosso e ti stanno da pantaloncini - dissi ridacchiando di nuovo.
Kristina si guardò bene da sotto le lenzuola e poi si diresse in cucina senza dirmi nulla e andò a prendere il telefono.
Mi alzai sbuffando e portai il vassoio dalla camera di nuovo in cucina. Volevo fare il romantico ma con lei non era possibile.
- Si ok mi dispiace non succederà più. A sta sera - disse camminando avanti e indietro per la stanza.
- Allora novità? - domandai invitandola a sedere a tavola con me.
- Mi ha sgridato dicendomi che devo avvisare o mi licenzia se accade di nuovo una cosa simile - disse prendendo posto vicino a me.
- Che lungo questo tavolo.. A cosa ti serve? - domandò osservandolo.
Le sue domande mi mettevano a disagio perchè non sapevo bene cosa dirle. Per me quel tavolo era solo un normale tavolo.
Mi limitai a sorriderle.
- Posso mangiare? - disse guardando le brioches.
- Che domande fai? Sono per te! - dissi corrugando la fronte in un'espressione confusa.
- Stai scherzando? Adesso i vip comprano brioches pure alle battone - disse ironicamente a sè stessa.
Sbattei una mano sulla mia coscia: - Smettila di chiamarti così! -
Mangiammo in silenzio e lei sembrava assorta nei suoi pensieri.
- Sono piena. Dove sono i vestiti di ieri? - disse guardandosi intorno.
- Oh sono in lavanderia, mi son permesso di farlo - dissi scusandomi.
- Bene adesso mi spieghi come torno a casa -
- Saranno già asciutti, ho la asciugatrice incorporata -.
Mi guardò facendo una smorfia di stupore come per dire che avevo tutto. Anche perchè quando ero con la band non avevo tempo di stendere e il più delle volte avevo le donne di servizio che venivano a pulire.
- Bill ti posso chiedere una cosa? - disse prendendo la borsetta accompagnata da me alla porta di casa.
- Certo tutto quello che vuoi - dissi speranzoso.
- Perchè hai provato a baciarmi? - disse fermandosi davanti a me.
Iniziai a non essere più tranquillo e ad imbarazzarmi:
- Io.. Io.. Non lo so è che.. Tu sei così bella e io.. Tu a me piaci tanto penso che l'hai capito - dissi guardando in basso.
- Non capisco perchè insisti, non potrebbe mai funzionare tra me e te - disse mettendosi a braccia conserte.
- E allora perchè siamo arrivati ad avere la confidenza di dormire nella stessa casa? - dissi facendomi coraggio cercando di ottenere risposte ferme.
- Beh.. Non lo so.. Mi dai sicurezza e allo stesso tempo mi fai venire l'ansia.. Non ho mai avuto una relazione con un ragazzo.. Nessuno mi voleva per come ero e mi stupisco di te! E poi.. Pensavo che fossi gay a dirti la verità -
Mi cadde il mondo addosso.
- Ma perchè? Un ragazzo che si trucca non può avere una fidanzata? - dissi incazzandomi per finta.
- No è che mi fa strano che a ventidue anni tu non abbia ancora finito la crisi adolescienziale - disse ridendo e aprendo la porta.
Rimasi come uno scemo fermo di fronte alla sua immagine che si allontanava e poi pensò bene di voltarsi e farmi l'occhiolino come per scherzare.
La salutai con la mano e poi chiusi la porta anche se continuai a guardarla dal finestrone per essere tranquillo che si dirigesse verso casa. Ecco com'era lei, una che non capivi se fosse triste o felice, se fosse presa o no, se ti prendesse in giro oppure fosse seria.
Era un mistero e di tutta la sua persona mi convinsi di aver conosciuto un quarto.
Mi diressi a sparecchiare e a fare il letto nella stanza degli ospiti e poi mi buttai sul divano a leggere cazzate su internet aspettando qualche messaggio da parte dei ragazzi.
[Forse è un pò corto ma non sapevo come continuarlo, spero che vi stia piacendo!!! Commentate e fatemi sapere la vostra opinione!!! Un bacio😘 ]
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Dream Machine {BILLKAULITZ}
FanfictionDa quando Ariel e Tom si sono sposati, Bill vive da solo a Berlino senza il suo gemello e nonostante continui ad essere il leader dei Tokio Hotel, inizia a sentire la necessità di un qualcosa che non lo faccia sentire vuoto come lo è sempre stato. ...
